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«Aiutateci a far sopravvivere nostro figlio:
donate il latte materno al Salesi»

ANCONA – La richiesta d’aiuto lanciata dal papà del bambino di tre mesi in terapia intensiva. «Il latte materno aumenterebbe del 5% le possibilità di sopravvivenza», potrebbe favorire il quadro clinico del bimbo, nato prematuro e con gravi difficoltà respiratorie. Lunedì, alcune donne inizieranno l’iter per donare
giovedì 7 dicembre 2017 - Ore 21:30 - caricamento letture
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L’ospedale Salesi

 

«Il latte materno aumenterebbe del 5% le possibilità di sopravvivenza del nostro piccolo. Noi quella percentuale vogliamo concedergliela. Non molliamo e continuiamo a chiedere alle mamme di proporsi per donare latte al Salesi». Sono le parole del giovane papà che nei giorni scorsi, assieme ad amici e familiari, ha lanciato un appello social per spingere le donne che hanno partorito da poco (e che allattano da massimo 6 mesi) a cedere il loro latte per contribuire ad accendere le speranze del suo bimbo, nato prematuramente tre mesi fa al materno-infantile di via Corridoni. Da allora, il piccolo è ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale materno-infantile che sta facendo di tutto per salvare la vita al neonato, figlio di una coppia residente nel Pesarese. Da quando è venuto al mondo, non è riuscito a crescere a dovere, nonostante la somministrazione del latte artificiale. «I medici – racconta il papà – gli hanno diagnosticato una patologia polmonare che è molto frequente nei bambini prematuri. Non si è ancora capito, però, se è questa malattia che impedisce la crescita oppure se c’è qualcos’altro dietro. Pochi giorni fa, l’equipe del reparto – che ci è stata sempre vicino – mi ha detto che potrebbe essere un aiuto il latte materno per aumentare la maturazione polmonare. La banca del latte del Salesi ne era rimasta a corto, così abbiamo lanciato l’appello sul web per tentare il tutto per tutto. Tantissime neomamme hanno risposto, ma non so se questo basterà a salvare il nostro piccolino che lotta da tre mesi. Il latte potrebbe aumentare del 5% le possibilità di sopravvivenza e noi ci aggrappiamo a questo». Nonostante molte donne si siano rese disponibili, la donazione del latte, che potrebbe garantire un miglioramento del quadro clinico, non è immediata. «Prima c’è un colloquio con gli addetti della banca del latte, poi ci sono le analisi del sangue e l’attesa dei risultati. Lunedì, per alcune mamme, dovrebbe aprirsi la prima fase. Ci siamo anche rivolti ad altri ospedali, come quello di Cesena, ma prima serve il nulla osta del Salesi. Insomma, le pratiche sono comunque lunghe. L’accorciamento dei tempi ci potrebbe essere con la donazione delle donne che hanno appena partorito all’ospedaletto, perchè le analisi sono già state fatte». Il tam tam mediatico per aiutare la coppia sta continuando. «L’appello è ancora valido per quelle persone che hanno latte in più e sono disposte a darlo perché non è possibile che l’unica banca del latte delle Marche rimanga senza. Forse, l’aiuto che ci sarà dato dalle neomamme non servirà a salvare il nostro bimbo, ma magari potrà servire ad altri piccoli in difficoltà».

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