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Sgombero Hotel House, il sindaco:
«Non mi muovo dall’ordinanza»
Assegnati 100mila euro per i lavori

PORTO RECANATI - Il primo cittadino dice di non avere intenzione di tornare sui suoi passi. Duemila persone dopo l'8 dicembre dovranno lasciare il palazzone. Intanto la Regione ha stanziato i fondi destinati a coprire parte delle opere di messa in sicurezza. Critici i grillini sul piano per il rimborso
martedì 5 dicembre 2017 - Ore 19:48 - caricamento letture
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di Emanuela Addario

Ore decisive a Porto Recanati per le sorti dell’Hotel House. L’8 dicembre scadono i 120 giorni concessi nell’ordinanza del sindaco emessa il 13 luglio scorso nella quale si intimavano i lavori di messa in sicurezza del sistema antincendio. In difetto si sarebbe provveduto allo sgombero dell’intero edificio. «Stiamo lavorando sulla questione ma io non mi muovo dall’ordinanza – dice il primo cittadino, Roberto Mozzicafreddo -. Se non verranno trovate soluzioni idonee a norma di legge dopo l’8 dicembre, potrebbe essere anche il 10, ordinerò lo sgombero. Il come bisognerà deciderlo con gli altri enti coinvolti». Fermo, dunque, sulle sue posizioni il primo cittadino che questa mattina ha ricevuto il decreto della Regione nel quale si comunica che sono stati assegnati al Comune rivierasco i famosi 100mila euro destinati all’inizio dei lavori di messa in sicurezza all’Hotel House, che poi dovranno venire restituiti dai condomini.

Roberto Mozzicafreddo

«Il decreto è arrivato e ora bisogna vedere il da farsi» spiega Mozzicafreddo. A conti fatti con questa cifra l’amministratore giudiziario Gianluca Tomasino potrebbe dare inizio ai lavori di messa in sicurezza e bloccare l’ordinanza. Di certo sarebbe un prendere tempo visto che per i lavori servono ben 300mila euro e che i condomini non ci pensano assolutamente di tirare fuori un euro per le quote condominiali. Di non poco conto, poi, c’è anche il problema del pagamento del debito con l’Enel pari a oltre 300mila euro, sospeso in attesa di sviluppi. La società potrebbe decidere di sospendere la fornitura del servizio e l’Hotel House diventerebbe inagibile per mancanza dei servizi primari. In realtà all’House la maggior parte dei residenti vive tranquillamente senza crearsi alcun problema sulla possibilità che vengano sbattuti fuori casa. Il condominio, per chi non lo sapesse, è popolato da circa duemila persone, di questi 700 sono minori in età scolare.

Andrea Cecconi

Sull’ordinanza, Andrea Cecconi, parlamentare del M5S, Gianni Maggi, consigliere regionale M5S, Sauro Pigini consigliere comunale M5S di Porto Recanati intervengono, criticando la scelta, in particolare perché non è previsto un piano di rientro dettagliato dei 100mila euro. L’ordinanza «fornisce un precedente giuridico sicuramente innovativo per tutti quei proprietari di case che – ironizzano –, dovendo affrontare rilevanti spese per opere di messa a norma delle parti comuni, potranno chiedere di farsi finanziare dalla Protezione civile. In questa ordinanza, infatti, non ritroviamo un riferimento dettagliato ad un giusto e necessario recupero di detta somma. E questa omissione, pur condividendo lo spirito e le finalità dell’ordinanza, ci porta ad esprimere un giudizio del tutto negativo sul modo in cui si intende procedere, pur avendo noi, unica forza politica, già a marzo chiesto che, parte di detta somma, fosse destinata per eseguire lavori per il ripristino di almeno un ascensore dell’edificio. Lavori, però, da imputare al condominio». E aggiungono che si tratta di un «degrado volontario la cui responsabilità è da iscriversi esclusivamente ai singoli condomini e alla politica che ha sempre voltato lo sguardo da un’altra parte senza mai intervenire». Il Movimento 5 Stelle chiede che «siano messi in atto tutti gli strumenti idonei al recupero totale di quanto viene chiesto alla collettività».

 

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