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Libro su donna Rachele,
l’Anpi attacca gli organizzatori:
«Propaganda del fascismo»

CIVITANOVA - Non si arrestano le polemiche dopo la presentazione del testo sulla propria famiglia di Edda Negri Mussolini, gli antifascisti: «Hanno inneggiato agli eroi caduti in camicia nera. Il fatto più grave la presenza dell'amministrazione comunale»
martedì 5 dicembre 2017 - Ore 16:04 - caricamento letture
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La manifestazione del comitato antifascista civitanovese e Anpi

 

di Laura Boccanera

«Non abbiamo sbagliato a prevedere la piega che avrebbe preso la presentazione del libro su donna Rachele, solamente degli sprovveduti avrebbero potuto immaginare qualcosa di diverso da una manifestazione di propaganda del fascismo». L’Anpi commenta così quanto avvenuto l’altra sera nella sala della biblioteca Zavatti di Civitanova dove, al di là della presentazione del libro di Edda Negri Mussolini che effettivamente ha raccontato una vicenda privata, dal suo punto di vista intimista e familiare, mantenendo equidistanza e sobrietà rispetto al racconto storico, gli organizzatori dell’incontro e il relatore dell’evento hanno a più riprese, secondo Anpi e comitato antifascista. rievocato il Ventennio. Il presidente di Aries ha introdotto la presentazione del libro leggendo un comunicato scritto. «Eccoci qua, contro tutto e tutti, a dire che forse hanno ragione sul nostro conto, allorquando ci definiscono male assoluto – ha detto l’organizzatore riferendosi ai manifestanti del comitato antifascista civitanovese – perché se è bene sentirsi figli di una sconfitta militare e di un tradimento nauseabondo, allora siamo il male. Se è bene finanziare con soldi pubblici associazioni che elogiano chi scelse la renitenza alla leva, compiendo stragi di innocenti con in mano una mitraglietta inglese, allora ci sediamo dalla parte del male. Se è bene accettare un’ Italia “serva di dolore ostello, nave senza nocchiero e priva del lauro ond’eran carchi gli antichi padri, un’Italia alla mercé di volontà finanziarie ed apatridi”, allora preferiamo il male. Se il bene è rappresentato dalla disoccupazione, dalla delocalizzazione, dalla precarizzazione, dal debito, dal caos sociale, dall’indigenza diffusa, allora confidiamo nel male. Se il bene è la vittoria dell’oro sul sangue, della materia sullo spirito, del capitale sul lavoro, allora scegliamo di essere il male. Se il bene è la svendita della nazione al miglior offerente e la sostituzione etnica del popolo, allora ci confermiamo essere ancora il male, e per giunta assoluto. Ci scuserete, allora, per queste poche parole, che descrivono il peggio di noi».

Al centro il presidente di Aries officina nazional popolare

E poi riferendosi all’autrice del libro: «Siamo onorati di raccogliere il testimone che da così lontano ci porta. Non abbiamo dimenticato le pagine di storia che ci racconterà, né vogliamo dimenticarle, anzi, continuiamo a cercarle. Crediamo ancora nei valori di patria, famiglia e coesione nazionale con cui crebbe donna Rachele. Continuerà a vivere l’idea, ad ardere la fiamma, il fuoco sacro di Vesta. Fresca e rossa resterà la rosa, stretta tra i denti dagli eroi caduti in camicia nera. Sopravvivrà l’Italia al dominio dei mercanti. Sorgerà un nuovo Sole per la gioia del lavoro, per la pace e per l’alloro, per la gogna di coloro che la Patria rinnegar». Una lunga prolusione che viene oggi criticata aspramente dall’Anpi, ancor più per la presenza nutrita di autorità comunali come l’assessore Maika Gabellieri, il vicesindaco Fausto Troiani e l’assessore leghista Giuseppe Cognigni. «Il fatto ancor più grave è che, contrariamente a quanto più volte dichiarato dal sindaco, emerge con nettezza il ruolo svolto dall’amministrazione comunale presente con un terzo dei suoi componenti di cui uno ha esercitato il ruolo di presentatore dell’iniziativa –  conclude l’Anpi – su questo ci eravamo sbagliati limitandoci a criticare il sindaco per la sua asserita ed indifendibile equidistanza. Ci troviamo di fronte, di fatto, ad un coinvolgimento diretto, politicamente rilevante, nonostante la mancata formalizzazione che non può e non deve passare sotto silenzio, che deve spingere i cittadini civitanovesi a rafforzare la rete antifascista che si è costituita perché tali fatti non si ripetano e si rafforzi l’impegno per la promozione della cultura democratica ed antifascista». E sull’episodio il consigliere Pier Paolo Rossi ha presentato un’interrogazione per chiedere conto della partecipazione di tre assessori e del presidente della Civita.s Alberto Mobili alla presentazione per chiedere «quali obblighi istituzionali li abbiano spinti – si legge nell’interrogazione – a partecipare con tanto trasporto all’evento in questione in rappresentanza di tutti i cittadini di Civitanova e a dare nell’occasione il benvenuto nella nostra città a sedicenti associazioni culturali strettamente legate a movimenti neofascisti, applaudendo persino l’intervento oltraggioso del promotore dell’evento nei confronti della Costituzione e delle Istituzioni italiane conclusosi onorando le milizie fasciste  e addirittura citando parole del brano “Giovinezza”, noto storicamente come inno trionfale del Partito Nazionale Fascista.

Marcia antifascista, Civitanova blindata «No alla propaganda su Mussolini» (FOTO)

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