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Stroncato a 39 anni, calcio sotto choc:
«Francesco era un bravo giocatore
e un uomo sempre col sorriso»

MACERATA - I ricordi di chi ha conosciuto Sciarra, il 39enne morto questa mattina a Colbuccaro di Corridonia. Mister Grilli: «Un ragazzo eccezionale, sempre tranquillo, non drammatizzava mai». Paolo Pasquali (Casette Verdini): «Siamo sconvolti, era amico di tutti. Ha chiuso col calcio indossando la nostra maglia e ha lasciato un segno indelebile». L'allenatore Sergio Calcabrini: «Bravissimo in campo e fuori, esempio di correttezza per tutti»
lunedì 4 dicembre 2017 - Ore 20:23 - caricamento letture
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I soccorsi questa mattina a Colbuccaro (foto Del Brutto)

 

Francesco Sciarra

 

di Marco Cencioni

«Godeva del calcio come godeva della vita: con quell’aria scanzonata sembrava venisse da un altro pianeta». Le parole di mister Francesco Grilli, pronunciate con un filo di voce rotta dalla commozione, raccontano l’uomo e il calciatore Francesco Sciarra, il 39enne dipendente dell’Eurocarta morto questa mattina a causa di un malore accusato mentre stava facendo delle consegne alla scuola di Passo del Bidollo a Corridonia (leggi l’articolo). «Un calciatore forte, tanto. Uno dei primi difensori ad impostare il gioco da dietro, pulito negli interventi e corretto in campo, sempre pronto a fare una battuta per tirare su il morale del gruppo». Era conosciuto in tutta la provincia e la regione Francesco Sciarra, proprio perché protagonista sui campi da calcio. E proprio Grilli, che lo allenato per quasi sei stagioni fra Urbisalviense (un campionato di Promozione vinto e due annate ai vertici in Eccellenza) e Loreto (con cui ha trionfato nel torneo di Prima categoria), è l’allenatore che più apprezzava le sue doti, in campo e fuori.

Mister Francesco Grilli

«Francesco viveva in un mondo tutto suo – ricorda il mister maceratese – Non drammatizzava niente, era sempre tranquillo e allegro. Un bravo ragazzo insomma, di quelli eccezionali. Caratterialmente andava spronato, dovevi toccare le corde giuste per far rendere le sue immense qualità al massimo. Sono sconvolto per quanto accaduto e vicino al dolore della sua famiglia». Un altro mister che lo ricorda con tanto affetto è Sergio Calcabrini, che lo ha allenato alla Vis Macerata in Eccellenza: «Bravissimo in campo e fuori, esempio di correttezza per tutti. L’avevo incontrato diverse volte con altre squadre e quando è venuto da noi sono stato molto felice. E’ un piacere poter dire di aver lavorato con lui. Era un giocatore molto serio, un vero professionista nei dilettanti, sempre allegro. La notizia della sua scomparsa mi ha sconvolto, sono profondamente addolorato». Le ultime stagioni da calciatore (ha vestito le maglie anche di Caldarola, Montegranaro, Biagio Nazzaro, Vigor Pollenza, Vis Macerata e Trodica) lo hanno visto avvicinarsi a casa, lui che ha vissuto a Sforzacosta. «Siamo rimasti sconvolti, lo ricordiamo con tanto affetto. Era un amico di tutti – dice il presidente del Casette Verdini, Paolo Pasquali – . Ha chiuso con il calcio giocato indossando la nostra maglia ed ha lasciato un ricordo indelebile dentro lo spogliatoio perché era una persona squisita». Commosso Oreste Ruani, suo ex compagno di squadra al Casette Verdini: «Francesco era un vero “compagnone”: un piacere stargli vicino. Sempre allegro, mai una volta che abbia avuto un problema con qualcuno dei suoi compagni o con gli avversari che lo salutavano sempre prima di entrare in campo. Era un esempio di correttezza. Lo chiamavamo sempre alle nostre cene, anche dopo che ha smesso a causa di un infortunio, e abbiamo passato insieme momenti indimenticabili».

Malore di fronte alla scuola, choc per la morte di Francesco Sciarra

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