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Ospedale unico, polemica infinita:
«Il sindaco di Civitanova è Carancini»
«Il Pd ha stroncato Ceriscioli»

DIBATTITO - Dopo la mozione approvata dal Consiglio per ridiscutere in Regione la scelta del presidio unico, ecco le reazioni. Da una parte Silenzi, Corvatta e l'opposizione. Dall'altra Ciarapica e i consiglieri di maggioranza. Hanno votato tutti lo stesso testo, ma la lettura è opposta
mercoledì 29 novembre 2017 - Ore 19:21 - caricamento letture
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Il sindaco di Macerata Romano Carancini durante il Consiglio comunale di Civitanova di lunedì sera

La conferenza di oggi dell’opposizione

 

di Laura Boccanera

«Dal Consiglio comunale dell’altra sera si capisce che il vero sindaco di Civitanova che decide della politica sanitaria è Carancini». «La mozione non sconfessa me, semmai è Silenzi che vota in maniera contraria a quanto dispone il Pd in Regione». Il primo è Tommaso Corvatta, il secondo Fabrizio Ciarapica. Uno è l’ex sindaco di Civitanova che ha vissuto fin dall’inizio il dibattito per l’ospedale unico, il secondo quello che ha visto da protagonista la parte terminale con la decisione della Pieve di Macerata e che ha votato la mozione proposta in consiglio comunale per ridiscutere in Regione la scelta dell’ospedale unico e prevedere anziché un presidio unico, un ospedale di rete Macerata-Civitanova che non depotenzi a ospedale di base la struttura della costa. Il dibattito post consiglio comunale aperto offre due letture, dipende da dove lo si guardi. Per la minoranza è una vittoria politica e la possibilità di rivedere una «scelta scellerata che passerà alla storia negli annali della politica civitanovese», per la maggioranza si tratta di «una conferma delle rassicurazioni fatte al sindaco dai vertici Asur». Due conferenze questa mattina a un’ora di distanza l’una dall’altra. Ad un tavolo Giulio Silenzi, Stefano Ghio, Tommaso Corvatta, Marco Poeta e Pier Paolo Rossi, dall’altro Fabrizio Ciarapica, Roberta Belletti, Vincenzo Pizzicara, Simone Garbuglia, Costantino Cavallo, Giuseppe Baioni, Maria Cristina Ruffini, Maicol Pezzola e Claudio Morresi. «La mozione dell’altra sera apre un nuovo percorso – ha detto Silenzi – impegna ognuno di noi ad aprire un confronto con la Regione, non possiamo appellarci solo a Ciarapica che interpreta in maniera soggettiva ciò che è scritto in modo chiaro. Scandalosa invece la conduzione di Morresi: far aprire il consiglio a Ciarapica e farlo chiudere a Carancini ha evitato il confronto. Gli applausi della maggioranza sulle parole di Carancini rende evidente che con l’arte oratoria si riesce a imbacuccare gli sprovveduti. Morresi è un presidente da sfiduciare». «Ad aprire e chiudere il dibattito sarebbe dovuto essere il sindaco – aggiunge Corvatta – farlo chiudere da Carancini rende evidente che chi detta la politica sulla città a Civitanova è Carancini e non Ciarapica, fino allo scorso anno eravamo capofila, chiedevamo la qualità, questa amministrazione ha resettato in basso il dibattito. Accettare la mozione di Ghio di fatto nella forma significa ammettere l’errore e cercare di rimediare, ovviamente ora daremo una mano per il bene della città, ma non possiamo non sottolineare la goffaggine e il dilettantismo di chi ci amministra». Per Stefano Ghio «è emersa la volontà di rimettere in discussione la scelta, è un punto di partenza, Civitanova ha espresso una posizione forte al di là delle polemiche che la Regione ne prenda atto».

La conferenza di oggi della maggioranza

«Su questa storia si strumentalizza la verità e si dicono menzogne, la mozione non è una sconfessione di quanto fatto da me in conferenza dei sindaci, semmai è il Pd civitanovese che ha smentito Ceriscioli e il Pd regionale. Nella mozione si ribadisce quanto detto in conferenza dei sindaci, ora ricontatteremo Ceriscioli, chiederemo un incontro, Civitanova deve essere trattata per quello che merita». Questo quanto invece riferisce il primo cittadino attorniato dai consiglieri di maggioranza. «Stavamo elaborando anche noi una mozione, poi l’ora era tarda e abbiamo deciso di convergere su quella di Ghio piuttosto che fare il solito giochetto di respingerla e poi votare la nostra. La mozione porta infatti anche la firma di Rogani, l’interesse a rimettere in gioco la discussione c’è sempre stato – fa eco Pizzicara – Ciarapica è sempre stato per il potenziamento dell’ospedale». «La mozione rafforza le indicazioni date dal sindaco – dice Garbuglia – non mi è piaciuto che dopo un voto unanime si faccia propaganda politica su questo, lo trovo fuoriluogo». Risponde alle critiche sulla cattiva gestione del consiglio comunale il presidente Morresi: «il consiglio non è stato fatto bene, ma benissimo – si difende Morresi – la platea in silenzio, non ho dovuto mai togliere la parola e ho ascoltato interventi costruttivi tanto che si è arrivati ad una mozione congiunta. E’ fuorviante affermare che la chiusura a Carancini ha blindato il dibattito, perchè era un ospite e non poteva esserci contradditorio».

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