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Luis Bacalov, il maestro Passarella
e “Il Postino” che li unì

MACERATA - Il bandoneonista che da molti anni vive nel nostro capoluogo ricorda l’intensa collaborazione artistica e l’amicizia con il premio Oscar, scomparso ieri a Roma
giovedì 16 novembre 2017 - Ore 21:08 - caricamento letture
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Ulises Passarella con Luis Bacalov

 

Ulises Passarella (seduto al centro) con Luis Bacalov e Myung Whun Chung

 

di Alessandro Feliziani

Il mondo della musica e quello del cinema piangono il musicista argentino Luis Enríquez Bacalov, morto ieri a Roma a seguito di una ischemia che lo aveva colpito una decina di giorni fa. Pianista, compositore, direttore d’orchestra, arrangiatore e autore di numerose colonne sonore cinematografiche, Bacalov era diventato famoso tra il grande pubblico per la colonna sonora de “Il Postino”, film con Massimo Troisi, che gli valse il premio Oscar nel 1996. E proprio da quella esperienza artistica nacque una forte amicizia ed una solida e prolungata collaborazione professionale con il bandoneonista d’origine uruguayana Héctor Ulises Passarella, che da molti anni vive a Macerata. «Ci eravamo conosciuti nel 1994 proprio per la colona sonora de Il Postino a cui Bacalov aveva appena iniziato a lavorare – racconta il maestro Passarella -. Io lo conoscevo solo di fama, lui aveva ascoltato su disco alcune mie esecuzioni al bandòneon e mi telefonò dicendomi che mi voleva accanto a sé per quel lavoro, in cui lo strumento del bandòneon ha grande rilievo».

Cosa ricorda, Maestro, di quella esperienza?

«Fu un periodo artisticamente molto coinvolgente. Lavorammo a lungo a Roma e ho bellissimi ricordi di quei giorni. Bacalov ci teneva tanto a fare la colonna sonora per “Il Postino” e probabilmente già sentiva in sé che sarebbe stato un grande successo. Si lavorava molto intensamente, ma il piacere di lavorare con un grande musicista vinceva anche sulla fatica».

La copertina del disco “Misa Tango”

Dopo “il Postino” – che oltre agli onori a Bacalov procurò anche uno “scontro” giudiziario con Sergio Endrigo – cosa accadde?

«All’intesa artistica che si era instaurata tra di noi in quella occasione fece seguito una collaborazione, nata quasi spontaneamente e durata diversi anni. L’anno successivo a l’Oscar mi chiamò per registrare alcuni brani per un disco pubblicato con l’etichetta americana Warner con musiche da lui appositamente orchestrate tratte da brani di Domenico Modugno. Si intitolava “Io, Domenico Modugno. Inedito” e accanto a sei brani inediti comprendeva altri pezzi famosi quali “Tu si ‘na cosa grande”, “Vecchio frack”, “Resta cu’ mme”, “Nel blu dipinto di blu”. In seguito la nostra collaborazione ha riguardato anche diverse colonne sonore in cui io ho eseguito brani con il bandòneon. Tra questi ricordo il film “Milonga” con Giancarlo Giannini e “Panni sporchi di Monicelli, con Michele Placido, Ornella Muti, Alessandro Haber ed altri. Due pellicole uscite nelle sale italiane quasi contemporaneamente».

Avete realizzato anche dischi in cui lei, con il bandoneòn, ha un ruolo di primo piano come solista?

«Sì, certo e mi piace ricordare in particolare: “Misa Tango” con le voci soliste di Placido Domingo e Anna Maria Martinez, il coro e l’orchestra dell`Accademia di Santa Cecilia diretti nell’occasione da Myung Whun Chung. Il disco fu realizzato per la “Deutsche Grammophon”».

Ulises Passarella in “Duo” con il figlio Roberto

In pubblico vi siete mai esibiti insieme?

«Ho avuto il piacere di suonare il bandoneon con un’orchestra sinfonica da lui diretta in occasione di tre tournée in Grecia, Turchia e America Latina».

Bacalov è mai venuto a Macerata?

«Una sola volta. Dal sodalizio artistico era nata anche una profonda amicizia e nel 1999 lo invitai a casa mia, qui a Macerata, perché desiderava conoscere la città della quale gli avevo parlato tante volte. In quella occasione volle anche conoscere un po’ le Marche perché stava componendo la colona sonora di “Panni sporchi”, film che ha una ambientazione marchigiana».

Ormai da qualche anno, lei Maestro, oltre a scrivere musiche e a tenere concerti in tutto il mondo, si esibisce in Duo con suo figlio Roberto, anche lui bandoneonista e apprezzato autore di musiche per orchestra, che spesso si trova anche a dirigere.

«Sì, ormai il “Duo” Ulises e Roberto Passarella è sempre più presente sui palcoscenici e anche nella produzione discografica. Dal 19 al 29 novembre saremo impegnati in una tournée negli Emirati Arabi e parteciperemo anche ad un importante festival musicale che si tiene ad Abu Dhabi. Inoltre proprio domani (17 novembre) esce negli Stati Uniti d’America un disco curato da mio figlio Roberto. Il CD, che sarà distribuito anche in Italia e nel resto del mondo, è edito da Centaur Records e ha per titolo “El nuevo tango sinfonico” . Comprende musiche composte ed eseguite sia da me, sia da mio figlio».

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