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Un maceratese in Svezia
«Moderati negli sfottò,
ma i bambini mi prendono in giro»

ITALIA FUORI DAL MONDIALE - Massimo Cingolani, insegnante di Morrovalle, da tre anni vive a Goteborg. Ieri ha assistito alla partita che ha sancito l'eliminazione della nostra nazionale. «Sono il popolo più tranquillo che esista»
martedì 14 novembre 2017 - Ore 20:55 - caricamento letture
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Il Club degli italiani “Italienska Föreningen”

 

Massimo Cingolani con l’Aftonbladet di questa mattina, che titola: Gioia e lacrime dopo averci preso gusto (all’andata)

 

Un triplice fischio, un tabellone che segna zero a zero, calciatori in maglia azzurra in lacrime sul prato di San Siro e Italia fuori dal mondiale. Un dramma nazionale, per fortuna solo sportivo, che si è consumato ieri sera ed è stato partecipato anche da chi vive nel Paese che ci ha eliminato: la Svezia. Tra loro c’è Massimo Cingolani, che tre anni fa, per amore e per lavoro, è partito da Trodica di Morrovalle per trasferirsi a Goteborg. Là insegna italiano alle medie. «Ho visto la partita nel circolo degli italiani Italienska Föreningen insieme ad altri miei connazionali. C’erano anche molti svedesi. Qui c’è una parola che caratterizza questo popolo, lagom (si legge logom, ndr) che vuol dire “abbastanza” – racconta Massimo a Cronache Maceratesi –. Quindi non sono mai né troppo felici né troppo tristi, e ieri è stato esattamente così. Credo che il popolo svedese sia il più calmo, tranquillo e amichevole che esista». Al lavoro questa mattina «I colleghi non mi hanno detto molto. Gli svedesi sono moderati anche negli sfottò. In compenso mi hanno preso in giro i ragazzini di 7-8 anni. Mi hanno canticchiato per tutta la mattina “pensavate di vincere voi, invece ha vinto la Svezia”. Solo una ragazzina più grande era dispiaciuta perché tifava Italia e sosteneva che gli svedesi avessero giocato sporco». Massimo come sport pratica il rugby. Ex giocatore della Banca Macerata Rugby, ora milita nel Grf (Göteborg Rugby Förening). «Il calcio ancora una volta ha dimostrato quanto la mancanza di valori e umiltà, presenti in altri sport, conduca a risultati storicamente vergognosi. Ovviamente le tragedie sono altre però non avrei mai pensato di perdere l’accesso al campionato del mondo appena 11 anni dopo averli conquistati». E sportivamente da un augurio ai calciatori della Svezia: «grandissima fortuna in Russia, Heja Sverige!».

(redazione CM)

 

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