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Sisma, Confindustria detta la linea
Boccia: “Ricostruiamo il futuro”

CAMERINO - Dopo 70 anni l'assemblea generale dell'associazione si è svolta nella città ducale. Il presidente nazionale: "Dobbiamo passare da esigenze particolari agli interessi del paese, ritrovando quello spirito del dopoguerra, con cui i nostri nonni hanno reso grande l'Italia"
lunedì 13 novembre 2017 - Ore 20:57 - caricamento letture
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Una zona economica speciale per aiutare le imprese che vogliono investire nel cratere, la trasformazione della tratta Fabriano-Civitanova in metropolitana di superficie, la trattativa tra Stato e Regione per trasformare il piano di area vasta del progetto Quadrilatero in opportunità concreta di sviluppo del territorio, avanti tutta con il completamento della Quadrilatero, tra intervalliva di Macerata e Pedemontana Fabriano Muccia. Così il presidente provinciale di Confindustria Macerata Gianluca Pesarini, ha aperto questo pomeriggio l’assemblea generale dell’associazione, che dopo oltre settant’anni si è svolta a Camerino, tutta incentrata sulle possibilità economiche e di sviluppo per il territorio. Confindustria detta l’agenda politica al presidente della Regione Luca Ceriscioli ed ai parlamentari in platea, con l’assemblea generale di Confindustria Macerata, tenutasi oggi pomeriggio nel centro culturale Benedetto XIII gremito di pubblico. Ospite d’eccezione il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia. Boccia ha tirato la volata a temi importanti del dibattito politico: “La relazione di Gianluca Pesarini, se decontestualizzata dal territorio, potrebbe essere adatta all’Italia. Lui parla di paesaggio, giovani e futuro. Il terremoto ha scompaginato un pezzo di storia, sta a noi ricostruire il futuro. Avendo a cuore la sensibilità della questione tempo, dobbiamo sentirci parte di una comunità locale ed essere cittadini europei, passare da esigenze particolari agli interessi del paese, ritrovando quello spirito del dopoguerra, con cui i nostri nonni hanno reso grande l’Italia”. Boccia ha poi ricordato il protocollo di intesa con l’università di Camerino, come “messaggio di fiducia verso l’ateneo che è diventato simbolo della riscossa del territorio”. La collaborazione tra tutti gli attori del sistema, lo sviluppo di reti infrastrutturali, tecnologiche e sociali servono, ha ricordato Boccia “a dare una visione al paese, nell’economia globale i mercati di nicchia sono per gli italiani, dobbiamo passare dalla tattica, alla strategia, credere di poter fare i conti con le enormi potenzialità di questo grande paese”. Ha concluso dicendo: “Dobbiamo attivare una mutazione infrastrutturale, ridare dignità al lavoro includendo i giovani, in modo che possano definire un progetto di vita, a partire dalla competitività delle imprese. Se crescono loro, cresce anche il paese”. Dopo i saluti del sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, si sono succeduti gli interventi del professor Aldo Bonomi di Aaster, che ha invitato a tenere insieme l’aspetto della ricostruzione con quello dello sviluppo economico, facendoli diventare un piano operativo attraverso una coalizione tra gli attori in campo, dalla politica, alle parti sociali. Per Pietro Marcolini dell’Istao è prioritario “concentrare gli sforzi e gerarchizzare le scelte”, ha indicato alcuni punti del piano di sviluppo per le zone terremotate che sta mettendo a punto insieme ai quattro atenei marchigiani. Prima della premiazione delle imprese iscritte da più di 40 anni a Confindustria Macerata, si è tenuta una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Barbara Capponi, con protagonisti Luca Ceriscioli, Gianluca Pesarini, Claudio Pettinari, Francesca Spigarelli e Daniel Taddei.

Pesarini ha indicato tre proposte operative, a partire dal riferimento all’economia circolare, basata sul riuso ed il riciclo, le energie alternative, la necessità di puntare sulla digitalizzazione, anche della pubblica amministrazione, per creare “un ecosistema dell’innovazione, facendo cooperare tra loro i Comuni su progetti di interesse sovraterritoriale, per rilanciare le Marche serve una fiscalità privilegiata di territorio, perchè l’attuale zona franca urbana sta risultando poco efficace, anche se ci sono proposte di emendamento che ci vedono favorevoli. Serve una zona economica speciale con fiscalità agevolata ad ogni livello, per rendere attrattivi i comuni vicini all’epicentro, per cui lo spopolamento sta diventando una tragica realtà”. Pesarini, sulla scia dello “sviluppo senza fratture”, memoria di Giorgio Fuà, ha affermato che vi sono risorse di tutto rispetto, ricordando la positiva esperienza del patto territoriale “Rinascita e sviluppo”, dopo il sisma del 1997, che ha permesso di dare vita ad aree industriali ed investimenti per oltre 30 milioni di euro. Pesarini ha elencato le risorse disponibili per le Marche, in tutto 88 milioni di fondi nazionali per aiuto agli investimenti, 248 milioni di euro dai fondi europei Fesr per turismo e attività produttive, 160 milioni di fondi Fesr per agricoltura, altre misure per finanziamenti agevolati alle attività produttive per quasi 30 milioni di euro.

Vincenzo Boccia

E’ seguito l’intervento di Aldo Bonomi, direttore dell’Aaster: “Dobbiamo partire dalla ricostruzione delle comunità, accompagnandola ad un’idea di modello di sviluppo, il capitalismo dolce marchigiano deve accogliere la sfida della ricostruzione, i tessuti, le reti di connessione, la mobilità, ricostruendo le comunità che stanno sopra la Quadrilatero, nel territorio dell’Italia di mezzo, mettere insieme la comunità di cura con quella operosa, mettendo in campo una coalizione tra sindaci e forze sociali, capire se a partire da questa crisi c’è la possibilità di mobilitare dai territori un piano di sviluppo, tallonando la politica e dando alla ricostruzione la dimensione di area vasta”. Pietro Marcolini, presidente dell’Istao, che insieme ai quattro atenei marchigiani sta portando avanti un progetto di sviluppo per le zone terremotate, indica la necessità di stabilire delle priorità e di fare scelte strategiche: “Non si può rispondere a tutto, di un evento straordinario, come fosse ordinario, il piano di ricostruzione non sarà la sommatoria di quelli dei singoli comuni colpiti. Senza effetti di richiamo, rischiamo che la gente non torni più in zone a rischio desertificazione, bisogna gerarchizzare le scelte evitando doppioni e l’autolegittimazione che inevitabilmente l’emergenza ha messo in gioco”. Marcolini ha indicato alcuni progetti immediatamente attuabili, come un piano di gestione di boschi e foreste che in tutta la Regione potrebbe dare lavoro a 1500 persone, ha auspicato che alla realizzazione della cittadella per i beni culturali, all’ex deposito militare delle Casermette tra Camerino e Castelraimondo, si aggiunga un parco tecnologico con struttura radiale che coinvolga anche gli altri atenei marchigiani. Il presidente Istao ha indicato la possibilità di studiare l’impatto economico degli investimenti sulle zone terremotate, per presidporre un piano strategico, progetti di mobilità dolce e il ripetere l’esperienza del distretto culturale evoluto. Il presidente della Regione Luca Ceriscioli ha ricordato come per realizzare gli unici 5 km marchigiani della Salaria serviranno almeno sette anni, chiedendo di impiegare le risorse straordinarie in tempi compatibili per dare risposte ai cittadini. Ha spiegato come in un anno e mezzo sarà possibile coprire l’intero territorio regionale con la banda ultralarga. Pasqui ha invitato a differenziare gli interventi nel cratere, per livello di danno. Per il segretario provinciale Cgil Daniel Taddei bisogna puntare su una visione del futuro di questi territori, sarebbe opportuno che il paese si doti di una legislazione sull’emergenza. Ha ricordato come il documento strategico presentato dalle forze sindacali per lo sviluppo post terremoto. Il rettore Unicam Claudio Pettinari ha ricordato come non sempre sia facile spendere le risorse, il commissario non dovrebbe chiamarsi soltanto per la ricostruzione, ma anche per lo sviluppo, è fondamentale creare lavoro. Per l’università di Macerata la docente Francesca Spigarelli ha ricordato l’importanza della terza missione, dell’internazionalizzazione e della cooperazione per la sostenibilità, anche in ambito europeo.

(servizio aggiornato alle 21.55)

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