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Alex Zanardi a Civitanova, il sogno:
“Una bici per disabili a costi ridotti”

LA SORPRESA - Pausa pranzo da Primo piatto con l'imprenditore Gianni Conte per il campione paralimpico: l'idea è di progettare un nuova handbike simile a quella da competizione, ma accessibile ai più
lunedì 13 novembre 2017 - Ore 17:59 - caricamento letture
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Alex Zanardi

 

La prossima handbike di Alex Zanardi potrebbe essere civitanovese. L’ex pilota di Formula 1, ora campione paralimpico dopo il drammatico incidente del 2001 in cui perse le gambe, è diventato un motivatore e un’ispirazione per tanti disabili e non solo. E oggi a pranzo non è passata inosservata la sua presenza al ristorante Primo Piatto della zona industriale. Con lui Gianni Conte, titolare dell’impresa Triride, azienda che produce dispositivi per la mobilità di persone diversamente abili. E l’incontro è servito proprio per lanciare l’idea di un progetto innovativo nella progettazione di una nuova handbike. «Il problema è che gli atleti con una disabilità simile alla mia fanno molta fatica a trovare un mezzo adatto a causa della grande personalizzazione necessaria –  spiega Alex Zanardi – l’idea è di creare un veicolo fortemente ispirato a quello che io ho usato fino ad oggi e che possa approdare sul mercato a costi accessibili perché quello che è fruibile oggi, oltre ad essere tecnicamente inadeguato ha dei costi proibitivi». Soddisfatto e onorato della prestigiosa collaborazione Gianni Conte: «nella mia azienda sono affiancato da ottimi ingegneri, con a capo Massimo Giuliodori. Il nostro obiettivo è quello di concretizzare il progetto di Alex. Oggi – ha concluso – ci avete beccato nella pausa pranzo». Ma dalle parole e dagli sguardi di Alex Zanardi trapela un sogno più grande della realizzazione della nuova bicicletta, quello di estendere questo nuovo sport a tutti. «In verità questo mezzo è fruibile anche dai normodotati, e ancora nessuno si è inventato l’idea di andare in bicicletta a forza di braccia. Tante persone potrebbero avvicinarsi allo sport e vivere all’ara aperta. Prima del mio incidente preferivo sudare in altri modi, però adesso che ho scoperto l’handbike sono onestamente convinto che possa essere davvero contagiosa e divertente. E in più ti viene un fisico da bagnino per l’estate».

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