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Hotel House nel bilancio statale,
il consiglio regionale approva:
“Riqualificazione problema nazionale”

PORTO RECANATI - Licenziato il testo da inviare alle Camere. Il palazzone multietnico dovrà essere inserito in un’apposito capitolo di spesa. "Un segnale forte per il Parlamento" – ha commentato l'assessore alla protezione civile Sciapichetti. Per la consigliera regionale di Porto Recanati Elena Leonardi "Non è una soluzione seria, ma fumo negli occhi". Marconi: “Intervenire per una riqualificazione complessiva dell’area così come avvenuto in altre situazioni degradate delle città d’Italia”
mercoledì 8 novembre 2017 - Ore 10:20 - caricamento letture
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L’Hotel House

 

Via libera del consiglio regionale, con 19 voti a favore, 3 astenuti e 4 contrari, alla proposta di deliberazione che chiede di inserire nel bilancio statale la riqualificazione del complesso Hotel House di Porto Recanati.  L’atto è stato appoggiato da tutti i gruppi consiliari della maggioranza e dal Movimento Cinque Stelle. Contrari i consiglieri della Lega Nord ed Elena Leoanardi, capogruppo Fratelli D’Italia. Si sono astenuti Forza Italia e il consigliere Sandro Bisonni (Gruppo Misto).   La proposta originaria, che ha avuto un iter piuttosto spedito (era stata infatti depositata a fine settembre), porta la firma dei consiglieri Luca Marconi (Udc), primo firmatario, Fabio Urbinati (Pd), Boris Rapa (Uniti per le Marche) e dell’assessore Angelo Sciapichetti, ai quali si sono successivamente aggiunti i consiglieri Francesco Micucci (Pd) e Peppino Giorgini (M5S)

“E’ un segnale forte per il Parlamento” – ha commentato l’assessore alla protezione civile Angelo Sciapichetti. “La visita della commissione e la proposta di cui stiamo discutendo credo abbiano avuto il merito di far capire che ci troviamo di fronte a una bomba a orologeria che potrebbe scoppiare da un momento all’altro – ha dichiarato Sciapichetti – Non è pensabile e onesto dire che il problema dell’Hotel House è un problema comunale. Ci sono due ordini di problemi esplosivi: il primo di salute pubblica, il secondo di ordine pubblico. C’è un’ordinanza del sindaco che chiede entro l’8 dicembre un adeguamento alle norme anti-incendio, dopo quella data c’è l’ordinanza di sgombero”. “La prossima settimana – ha infine annunciato – ci sarà una riunione in Prefettura per definire la modalità di assegnazione del contributo di 100 mila euro.” Il voto è seguito a un lungo dibattito, aperto dalla consigliera Elena Leonardi (Fd’I), secondo la quale la proposta in discussione “non è una soluzione seria, ma fumo negli occhi per i portorecanatesi e per gli inquilini dell’Hotel House, non sappiamo se sarà mai finanziata, che cosa o chi andrebbe a finanziare”. Peppino Giorgini (M5s) parla di “Situazione gravissima, drammatica. C’è un problema di sicurezza e di salute pubblica, lo Stato deve intervenire per l’incolumità delle persone”. Per Zaffiri “il sindaco e l’amministrazione comunale di Porto Recanati si devono attivare per ripristinare la legalità in quel territorio, la situazione è stata lasciata fuori controllo e non è pensabile che per una incapacità amministrativa e di controllo vengano utilizzati finanziamenti pubblici”. Per Francesco Micucci (Pd) l’edificazione di quel complesso “è stata una follia urbanistica” e “il Governo e il Parlamento debbono farsi carico di questo problema e proporre una soluzione”. “Situazione complessa e complicata” secondo Gianni Maggi (M5s), “Questa proposta di legge è un tentativo, altre proposte non le ho sentite.

L’Hotel House e ormai diventato il monumento all’incapacità della politica, è una sconfitta degli amministratori”. “Se noi pensiamo – ha sostenuto Sandro Bisonni (Gruppo Misto) – di spendere soldi pubblici per la messa in sicurezza dell’edificio, senza risolvere la problematica sociale, tra due anni saremo da capo”. Per Piero Celani (Fi) “è indispensabile, prima di fare investimenti pubblici di questo tipo, chiarire, stabilire la destinazione e la gestione futura”. “I tempi sono impossibili per l’attuale Parlamento e questa consapevolezza dobbiamo averla – ha detto Enzo Giancarli (Pd) – , ma è un fatto positivo che si sta discutendo su questo aspetto, perché nelle Marche non possono esserci spazi di extra-territorialità. E’ una questione di controllo, ogni organo dello Stato deve fare la sua parte per far sì che si possano dare delle risposte, per arrivare a sconfiggere l’opacità e far prevalere l’aggregazione”.   Soddisfazione per l’approvazione dell’atto è stata espressa dal consigliere primo firmatario, Luca Marconi: “Con la legge si pone in primo piano, a livello di emergenza nazionale, la situazione dell’Hotel House e, con esso, quella dell’area interessata e del comune di Porto Recanati che ospita la struttura”. “Non è secondario il fatto che vi sia stato un dibattito di quasi quattro ore sull’argomento – aggiunge Marconi – a testimonianza di un problema reale e molto sentito per giungere ad un provvedimento che offre una soluzione concreta rispetto a tante chiacchiere da salotto che si sono protratte per oltre dieci anni”. “L’intento – ha concluso Marconi – non è quello di favorire la speculazione o qualche privato, ma esclusivamente quello dell’inserimento del condominio-quartiere nel novero delle priorità sulle quali intervenire per una riqualificazione urbana così come fatto per altre zone degradate delle grandi città italiane”.

Prima della votazione finale è stato respinto con 16 voti contrari, 11 favorevoli e un astenuto un ordine del giorno a firma della consigliera Romina Pergolesi (M5s) per l’istituzione di un tavolo di confronto con tutti i soggetti istituzionali.

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