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Il clochard preso a sassate:
“Salvato dai miei cani,
sto bene ma ora dormo altrove”

CIVITANOVA - Kevin Enriquez è stato aggredito da alcuni magrebini. "Avevo solo chiesto di non fare rumore perché stavo dormendo. Mi tengo alla larga da queste persone, spacciano e sono fuori controllo"
lunedì 6 novembre 2017 - Ore 13:50 - caricamento letture
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Asdru Enriquez il clochard preso a sassate venerdì notte

 

di Laura Boccanera

E’ appoggiato ad una parete di un negozio sfitto, attorno i suoi amati cani che non lo abbandonano mai e che l’altra sera lo hanno difeso, salvato, evitando che un’aggressione non degenerasse in accoltellamento. Lui è Kevin Enriquez, ma per tutti è Asdru. Metà francese, metà spagnolo, il 36enne clochard è stato preso a sassate l’altra notte da un tunisino. “Sto bene, sto bene – rassicura mentre sta su Corso Umberto I – certo che adesso ho cambiato zona dove dormire”. Parla metà italiano e metà spagnolo, specie quando ripercorre quanto successo venerdì notte ed è un fiume in piena. «Io dormo vicino all’ascensore di via Buozzi – dice – sotto c’è un pachistano, con lui vado d’accordo, mai successo nulla. Attorno alla mezzanotte passa di lì un tunisino e urla e grida con i suoi amici. Allora gli dico di parlare più piano che volevamo dormire. Quello allora tira fuori il coltello e lo punta contro il mio cane che gli si scaglia contro, io tiro fuori una catena che uso per difendermi e si allontana. Va oltre e da un’aiuola inizia a tirarmi sassi e terra, qualcuno ci colpisce, ma per fortuna non in maniera grave. C’è un residente che si affaccia e vede la scena e gli dico di chiamare la polizia, ma quello rientra e mi ignora, allora passa un ragazzo in auto, vede la scena e chiama finalmente la polizia e poi un amico mi accompagna al pronto soccorso». Asdru è arrivato a Civitanova circa un anno e mezzo fa: una vita difficile fin dall’infanzia l’ha portato a vivere in strada. Padre portoghese, madre francese, abbandonato a 5 anni, l’orfanotrofio in Francia e poi la vita da organizzare, senza aiuti, senza radici, qualche lavoro, una compagna e una bimba di 8 anni lontane e accanto quella che chiama “la sua famiglia” due cagnolone femmine, madre e figlia che non lo mollano e lo difendono. «Se non ci fossero loro non so come farei – racconta – ho preso con me la nonna, ora sono alla terza generazione, l’ho salvata da un tizio che la maltrattava e poi ora sono con me la figlia e la nipote». E a Civitanova è arrivato proprio per i suoi cani, Ombretta Cristiani di Uniti per la coda li aiuta ogni giorno con le cure necessarie e con il sostentamento dei suoi amici a 4 zampe. «Con me la gente è buona, al sud mi trovo meglio, ma anche qui ho degli amici. Vivendo per strada ci sono pericoli, ma qui è meglio che in Francia. Certo questi tunisini che sono arrivati e spacciano sono violenti, io non faccio uso di droghe, ma loro sono fuori controllo, per ora mi tengo alla larga, ho trovato un altro posto dove dormire, poi con l’inverno vedrò cosa fare».

(foto Federico De Marco)

Invade spazio di un altro senzatetto, sassaiola sul clochard

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