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Centinaia di furbetti del Cas:
denunce e sequestri per 30mila euro

GUARDIA DI FINANZA - Controlli a tappeto delle Fiamme gialle di Camerino. Venticinque le persone nei guai ma tantissime le posizioni al vaglio degli investigatori. Ottenevano i soldi dicendo di vivere nei comuni del cratere, ma di fatto abitavano e lavoravano in altre regioni. Per lo più si tratta di romani che in provincia avevano la seconda casa. Multe per 80mila euro
lunedì 6 novembre 2017 - Ore 10:00 - caricamento letture
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di Gianluca Ginella

Centinaia di casi di furbetti del Cas sono al vaglio della Guardia di finanza di Camerino. Venticinque le persone denunciate e accertati oltre 60mila euro di contributi intascati indebitamente. A cinque dei furbetti scoperti sono stati effettuati sequestri per circa 30mila euro. Diversi i casi di persone che hanno ottenuto contributi inferiori a 4mila euro e per i quali è prevista una multa: sin qui 80mila euro di sanzioni.
Dilagano i casi di chi intascava indebitamente il contributo destinato a chi ha perso la casa a causa del terremoto e ha trovato una nuova sistemazione. A scoprirlo la Guardia di finanza della tenenza di Camerino, comandata dal capitano Antonio Di Palo. Centinaia i casi che sono al vaglio degli inquirenti. Venticinque i furbetti scoperti che sono stati denunciati per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Si tratta di persone che hanno intascato oltre 60mila euro di Cas. Sequestrati, a cinque di questi, 30mila euro. Inoltre c’è anche il fronte delle sanzioni amministrative per chi ha ottenuto contributi inferiori a 4mila euro: sono già 80mila euro le multe.

Nella maggioranza dei casi i furbetti sono romani che nel cratere hanno la seconda casa. Tra i casi c’è quello di un dipendente di un albergo di Roma che aveva dichiarato di abitare a Visso, dove aveva solo una seconda casa. La maggior parte dei furbetti agiva proprio così: affermava di risiedere nei comuni del cratere e che aveva trovato una nuova sistemazione dopo che la prima casa era stata lesionata dal sisma. In realtà non avevano trovato alcuna nuova sistemazione e vivevano in altre regioni. Altre persone avevano invece dichiarato di dimorare in maniera continuativa nei comuni del cratere ma in realtà lavoravano da tutta un’altra parte. A incastrare i furbetti ci sono anche i bassi consumi di acqua, luce e gas tipici di residenze estive. Le indagini della Guardia di finanza proseguiranno, in maniera serrata, anche nei prossimi mesi, per contrastare quelli che sono veri e propri casi di sciacallaggio. Il Cas è un contributo destinato a chi vive nei comuni del cratere e che ha la casa lesionata, in tutto o in parte, o sgomberata, e che ha provveduto a trovare un alloggio alternativo. Il sussidio può andare fino a 900 euro mensili e può aumentare nel caso di persone over 65 anni o diversamente abili.

(Servizio aggiornato alle 13,20)

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