facebook twitter rss

Laura Boldrini varca la zona rossa:
“Per il sisma non c’è la bacchetta magica”

CAMERINO - La presidente della Camera in visita: "I problemi ci sono e non vanno nascosti, ma l'attenzione delle istituzioni è massima. Unicam simbolo di resilienza". La cerimonia ufficiale di benvenuto, con i due rettori Corradini e Pettinari, il sindaco Pasqui, il prefetto Preziotti, l’assessore regionale Sciapichetti, il vicepresidente dell’assemblea regionale Minardi
lunedì 30 ottobre 2017 - Ore 19:01 - caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

 

Laura Boldrini

 

dall’inviato Maurizio Verdenelli

(foto di Luciano Carletti)

“Dopo tutta ‘sta situazione ci sentiamo la pelle come la pietra”. Gli applausi più convinti da parte dell’auditorium del campus Unicam percorso dal vento gelido dei Sibillini (‘complice’ un finestrone lasciato aperto) sono venuti per quella testimonianza ‘a cuore aperto’ di un anonimo ‘terremotato’. Apparso per qualche secondo in un filmato di ‘Furgoncinema’, il progetto dei ‘ragazzi delle stelle’ che va da ‘buca’ in ‘buca’ nel cratere sismico a portare con i film quasi due ore di serenità in questa emergenza senza fine ad un anno dalla terribile scossa che ha devastato (con la Basilica di Norcia) anche e sopratutto il Maceratese. “Una giornata ordinaria” l’ha definita la presidente della Camera, Laura Boldrini, al suo arrivo nel campus senza crepe. “Eppure una giornata ordinaria non lo è” le ha risposto una giovane collega “siamo ad un anno dall’apocalisse, e non si è fatto ancora nulla”. La presidente, da Jesi, tornava ‘a casa’ in quella Camerino dove si sono laureati il padre e gli zii (matelicesi) dopo l’inaugurazione dell’anno accademico 2015-16 ma tutto è cambiato. “Mamma mia!” ha esclamato quando, conclusa la cerimonia ufficiale di benvenuto, con ‘ i due rettori’ Corradini e Pettinari, il sindaco Pasqui, la prefetta Preziotti, l’assessore regionale Sciapichetti, il vicepresidente dell’assemblea regionale, Minardi e le altre autorità (non si vede l’arcivescovo) ha visitato la piazza principale ‘aperta’ da qualche giorno con le gru a lavorare attorno alla cattedrale, ma sparite sono le 220 attività commerciali del centro storico che continua a restare senza abitanti. “Mamma mia” ha ripetuto, Laura, davanti alle lacerazioni del sisma, davanti ai nobili palazzi del corso come implosi a causa di invisibile ‘mine’ di profondità, e sostando all’ombra dell’edificio comunale della soprastante piazza e poi all’interno della Corte ducale con le antiche pietre e i detriti ancora a terra. “C’è da incidere sulla burocrazia, rivedere le norme”, fa Pasqui. E Giancarlo Copponi, da Muccia: “Bisognerebbe avere il piglio di un Pertini”. Boldrini: “Dalla terza carica dello Stato ci si attende tuttavia rispetto del sistema”.

Due anni appena e tutto è mutato rispetto a quella tarda mattinata quando si era a lungo soffermata davanti agli spin off e start up ben allineati sotto il mirabile loggiato dei Varano. “E’ quella la terrazza, l’ampio finestrone di accesso da dove si vedono le montagne vicinissime?”. ‘Si, è quello’ gli ha risposto il rettore Claudio Pettinari. Dal terrazzo, il panorama è ancora quello ma non c’è più la magia dei Monti Azzurri, la seduzione leopardiana evocata a quel balcone nell’autunno del ‘15. La ‘giornata normale’ è diventata livida come il cielo, il sole di fine ottobre che non scalda, tornato dietro il fitto velario grigio. E la ‘luce della speranza’ (così definita in ateneo da Flavio Corradini) è quella ‘che fa piangere delle giornate ordinarie’ (Attilio Bertolucci). ‘Presidente, sin dal 24 agosto ha assicurato alle popolazioni terremotate che non sarebbero state abbandonate, cosa è rimasto di quella promessa?’. “Io non posso parlare per gli altri, per quanto mi riguarda – ha risposto la Boldrini –  ho sempre mantenuto contatti diretti con le comunità colpite. Mi sono sempre relazionata con il capo della Protezione civile, il commissario, i presidenti delle Regioni. Ho cercato di fare un lavoro di raccordo. L’anno scorso alla Camera sono venute 650 persone per il concerto di Natale. Da parte delle istituzioni è massima, poi sono problemi che non vanno nascosti perché non sarebbe né giusto né onesto. Bisogna capire che ogni terremoto può avere delle complicanze, nessun sisma si può risolvere con la bacchetta magica. Chi dice questo sa di mentire, perché non è cosi”. Giovedì incontra la commissaria De Micheli: che le dirà? “Tutto quello che ho visto oggi, le istanze che mi sono state fatte presenti e cercheremo le soluzioni insieme perché alla fine tutti quanti abbiano interesse a risollevare questo territorio. Non c’è qualcuno che gioca contro o che si diverte a ritardare. Vi assicuro che il terremoto è una priorità”. Fuori dalla ‘ruinata’ Corte rinascimentale ad attendere la ‘mesta duchessa’ che ama Camerino c’è Quinta, 82 anni: non ha il regolamentare casco giallo della ‘zona rossa’ (ma si chiude un occhio). “Finalmente da Coste sono ritornata ad abitare in città” mi dice. Alla Presidente stringe le mani, ne riceve una carezza sulle gote rugose e Quinta le si rivolge benevola ed affettuosa come ad una figlia dandole del tu: “So che non può far niente (sic!) ma ci basta vederti e sapere che non ci abbandoni”. Quinta, come Peppina a valle, a Fiastra, 177 anni in due, sono le perfette testimonial della ‘resistenza’, o meglio -come dice la  Boldrini, la resilienza, o meglio come afferma l’antropologo calabrese, da lei citato, l’etica della ‘Restanza’.

Con le anziani ‘tenaci’ i ragazzi di Unicam che non mollano il colle ‘percosso’ che, anzi (“è un fatto miracoloso”) continuano ad iscriversi sempre di più ad Unicam da dopodomani con un nuovo rettore: Claudio (Pettinari) al posto di Flavio (Corradini). Un ‘miracolo’ – ha sottolineato la presidente rivolta agli studenti- dovuto al ‘coraggio, alla tenacia e all’impegno: di fronte a paura, smarrimento, precarietà questa università non si è fermata, perché ha saputo far prevalere la speranza. ‘Il futuro non crolla’, l’hashtag è diventato virale”. Unicam non deve morire. “Vi siete infatti riorganizzati, ridislocati, sacrificati, ognuno ha rinunciato ad un po’ del suo spazio. Il dato dell’aumento delle iscrizioni è la prova di questa vostra reazione. Tutti si sono dati da fare. I rettori, il corpo accademico, il personale, gli studenti. Tutti hanno lavorato spalla a spalla. Gli studenti, italiani e stranieri sono parte attiva ed integrante dell’Università. Se non si fossero sentiti tali, non credo che avrebbero dormito nei camper o nelle roulotte. Ed è soprattutto per loro che dobbiamo ricostruire le condizioni perché possano vivere a Camerino, contribuendo a riattivare quell’economia che l’ateneo genera, essenziale per questo territorio”. Su ‘Furgoncinema: “Ringrazio i ragazzi del progetto: il rilancio della vita sociale e culturale di una comunità si può fare anche con un vecchio furgone e poche risorse. Ma ciò che state facendo ha un valore ancora più importante perché, nel dargli vita, avete incontrato tante persone, avete insieme condiviso l’esigenza di non disperdere le radici di questi luoghi”. A proposito di Restanza: “Emergenza, ricostruzione, abbandono, sono state le parole pronunciate più spesso in quest’anno. Ma c’è un’espressione che meglio di qualunque altra rappresenta l’esperienza di Unicam e la comunità ed è ‘l’etica della restanza’ elaborato da Vito Teti. Significa dare valore a chi sceglie di restare, specie in condizioni ostili ed avverse, significa interpretare la scelta di rimanere non per debolezza ed inerzia, ma come simbolo di coraggio e di sfida. E se si sceglie di rimanere in un posto, bisogna prendersene cura, ma anche saper accogliere”. Il futuro, l’agenda di Montecitorio: “Ci siamo incontrati più volte, nel corso di questo anno, con diversi di voi. Qui a Camerino e a Roma, a Palazzo Montecitorio. In questi per voi difficili lunghi mesi ho cercato di tenermi in contatto il più possibile con le comunità colpite dal sisma. È mio dovere farlo, le istituzioni devono andare dove ci sono problemi e io non mi sono mai sottratta. E, pur non avendo poteri esecutivi e operativi, sono stata in continuo rapporto con chi era incaricato dell’emergenza e della ricostruzione, a livello nazionale e regionale. A loro ho sempre trasmesso i messaggi e le richieste che mi pervenivano dalla numerose lettere e mail o dalle conversazioni che ho avuto con i cittadini di questa Regione”.

Ed ecco l’invito ai camerinesi il prossimo 12 dicembre a Montecitorio. Un invito esteso anche ai cittadini di Arquata e Pescara del Tronto. “C’è ancora molto da fare, sarebbe sciocco nasconderlo -ha concluso la Boldrini- Pensavamo di fare prima ? Si! Ma ci sono stati tre terremoti e ogni volta bisognava ricominciare. Volevamo fare prima? Si! Non ci siamo riusciti appieno. Spesso la burocrazia non ci aiuta e a volte ci sono dei passaggi mirati a non sporcare la ricostruzione con infiltrazioni mafiose o per mano di chi vuole arricchirsi con il denaro pubblico. I problemi non possiamo negarli ma, questa è la mia terra e io ci sarò sempre”. Brevi i successivi interventi: Flavio Corradini ha presentato il successore (“Un grande scienziato, legato al territorio e al mondo”), Claudio Pettinari (lavoro, ricerca, dottorati, polo didattico, nuovi campus, internazionalizzazione: “ci rimbocchiamo le maniche anche da soli andremo avanti contro il deserto”), Pasqui (propositivo il sindaco, meno incline dei colleghi a fare polemiche sui ritardi) e il giovane Lorenzo Montesi (Furgoncinema). “Un progetto ben calzante per un territorio senza sale cinematografiche” commenta la prefetta Roberta Preziotti. Poi, visita ai nuovi dipartimenti Unicam. Edifici costruiti con tecnologie d’avanguardia. “Vede questi pannelli verdi esterni?” dice Corradini all’illustre ospite “Servono a ridurre le spese per il riscaldamento: basta accendere solo per un’ora i termosifoni per una temperatura ideale”. ‘Sono come tanti cappottini…’ chiosa Laura Boldrini. E’ l’ultimo sorriso prima della ‘zona rossa’ dove Camerino agonizza. All’uscita dalla piazza chiedo a Pasqui: “Da qui si riparte dunque…’”. La risposta è un po’ piccata: “E chi si è mai fermato?! All’orizzonte c’è ora la riapertura delle antiche mura”.

 

 

 

 

 

Unicam, il premier Paolo Gentiloni all’inaugurazione dell’anno accademico

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X