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Il Risiko dei contributi Inps,
tutto tace sulla rateizzazione:
spettro pagamento in unica tranche

SISMA - I sindacati lanciano l'allarme sulla restituzione dei versamenti previdenziali. Il 30 ottobre scade il termine per il pagamento in una sola soluzione
giovedì 12 ottobre 2017 - Ore 12:31 - caricamento letture
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Non solo Irpef, per i lavoratori del cratere c’è un altro rischio stangata: è quello sulla restituzione dei contributi Inps che al momento non ha comunicato la possibilità del pagamento rateale mentre si avvicina la scadenza del 30 ottobre in cui è previsto il versamento in un’unica soluzione. Sospesi in seguito al terremoto, il primo decreto sisma prevedeva la sospensione nei comuni del cratere dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali fino al 30 settembre 2017, «specificando che la restituzione di quanto non versato sarebbe dovuta avvenire entro il 30 ottobre 2017 o in unica soluzione o in diciotto rate mensili a partire sempre da ottobre – spiegano Cgil, Cisl, Uil –. In una circolare del 25 novembre 2016, l’Inps specificava che il datore di lavoro privato, se interessato a usufruire della sospensione contributiva, doveva sospendere sia la quota di contributi a proprio carico che a quella a carico del lavoratore. La scelta della sospensione è stata così messa in mano al solo datore di lavoro. Sin da subito abbiamo espresso forti dubbi rispetto a questa impostazione, chiedendo un ravvedimento, in quanto essa ha esposto i lavoratori al rischio di trovarsi, a fronte di buste paga un po’ più sostanziose, indebitati con l’Inps a propria insaputa e senza avere avuto la possibilità di dare il proprio consenso». Secondo i sindacati però «il peggio viene ora che il periodo di sospensione è scaduto e si avvicina il termine per la restituzione dei contributi previdenziali non versati – continua la nota –. Lo scorso luglio, infatti, l’Inps, con proprio messaggio, dava le istruzioni operative per il versamento dei contributi sospesi in unica soluzione entro il 30 ottobre 2017 e rinviava ad altro successivo messaggio le indicazioni relative alla possibilità di richiedere la restituzione rateale in diciotto mesi. Il punto è che, a tutt’oggi, questo tanto atteso successivo messaggio Inps è ancora non pervenuto. Il 30 ottobre si avvicina e crescono i timori dei lavoratori di dover pagare in una sola rata e subito tutti i contributi che non sono stati versati, magari anche senza il loro consenso. L’unica soluzione è un intervento immediato dell’Inps che finalmente chiarisca i termini e le modalità della rateizzazione. Auspichiamo che le istituzioni e le forze politiche comprendano la gravità della situazione, si facciano carico del peso della continua incertezza normativa che finora è ricaduto sulle spalle dei lavoratori e delle famiglie e delle imprese colpite dal sisma e quindi intervengano per correggere questioni finora gestite forse con troppa superficialità».

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