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Donoma, i residenti:
“Stop al martes caliente”
Ciarapica: “Provvedimenti funzionano”

CIVITANOVA - Il sindaco spiega che gli interventi annunciati sono stati messi in pratica. Chi vive nella zona della discoteca però chiede la testa di uno degli eventi più in voga della costa, almeno finché non si trovino soluzioni per mettere la situazione sotto controllo. E il sindacato dei vigili contesta il presidio fisso
giovedì 12 ottobre 2017 - Ore 18:00 - caricamento letture
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Il sindaco Fabrizio Ciarapica

 

«Il martes caliente va chiuso» tuonano i residenti, «i provvedimenti hanno funzionato» risponde il sindaco, «il presidio fisso di polizia municipale va revocato» minaccia il sindacato. Sembrano lontane le schiarite e impossibile accontentare tutti. Torna a far parlare la movida, molesta ai residenti e cruccio delle amministrazioni. Lo sa bene anche il sindaco Fabrizio Ciarapica che trovandosi a dover fronteggiare il problema pur avendo istituito un presidio fisso di polizia municipale (che gli è costata la critica e la diffida del sindacato) non riesce a contenere il fenomeno degli schiamazzi e del degrado. «L’amministrazione comunale ha incontrato i residenti e con loro ha concordato una serie di interventi, tutti rispettati. Mi riferisco al servizio della Polizia municipale dalle 0 alle 6, alle transenne in quattro vie chiuse sia in entrata che in uscita e alla sicurezza privata garantita dal Donoma all’uscita della discoteca, per evitare gli schiamazzi, e Alessandro Mazzaferro (portavoce dei residenti, ndr) sa bene tutto ciò. Ero presente sabato notte e martedì ad inizio serata e quindi ho potuto constatare personalmente che venissero adottate le procedure previste e ho potuto verificarne i risultati attesi: nelle vie transennate non ci sono stati il solito transito e i soliti schiamazzi, i vigili hanno elevato sanzioni e il carro attrezzi ha rimosso le auto, evitando così la sosta selvaggia. L’Amministrazione ha già dimostrato di essere ben disposta ad ascoltare i residenti, con i quali ha concordato e condiviso delle strategie, a riprova dell’impegno assunto. E’ chiaro che è solo un punto di partenza e che si faranno altri passi avanti. In qualità di sindaco ho adottato tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge. Quanto accaduto (la rissa vicino al locale, lo scorso martedì, ndr) per quanto fatto grave e deplorevole, non può essere imputato a un sindaco. Questo non significa tirarsi indietro o disconoscere un problema, anzi, già venerdì scorso ho chiesto al prefetto la convocazione di un tavolo tecnico per affrontare le questioni di ordine e sicurezza pubblica, proprio perché voglio andare fino in fondo».

Il gruppo consiliare Liberamente composto da Simone Garbuglia, Sergio Marzetti, Marino Mercuri e Alfredo Perugini

Sulla questione interviene anche il gruppo consiliare Liberamente che ha tra i suoi componenti il consigliere Sergio Marzetti che di quella zona è anche residente: «il problema centrale del Donoma, oggi, è il Martes caliente, evento del tutto fuori controllo e da cui scaturiscono i problemi e minacce alla sicurezza. Da qui nasce la nostra proposta: sospendere l’evento fino a che le istituzioni delegate, tra cui l’ Amministrazione comunale, non riescano a garantire il controllo della situazione. La sicurezza e il rispetto del diritto al riposo debbono essere garantiti su tutto e in particolare sugli interessi economici e finanziari degli esercizi notturni: prima la qualità del vissuto quotidiano e poi il resto. Su queste valori il gruppo consiliare LiberaMente invita la politica e le istituzioni competenti a misurare le proprie scelte. La responsabilità di quello che sta succedendo in città non è del Donoma che fa bene il suo mestiere ma di chi lo ha autorizzato ad esercitare l’ attività nel pieno centro. In poche parole è di Tommaso Corvatta. Fabrizio Ciarapica oggi si trova in mano una patata bollente senza disporre degli strumenti per liberarsene. Gli manca soprattutto il corpo dei vigili urbani ma la loro situazione va compresa. Non è pensabile, infatti, che possano affrontare le orde notturne che scambiano la strada per un campo di battaglia con il fiore in bocca e senza il deterrente di un’arma sul cinturone».

E proprio i vigili invece sono l’oggetto dell’attenzione del sindacato che ritiene anzi che quanto fatto dalla Municipale oggi vada già al di là delle proprie competenze: «si pensa di risolvere il tutto creando un presidio fisso della polizia municipale senza strumenti di difesa, senza specifica preparazione e, soprattutto senza un’adeguata organizzazione, oltretutto per un servizio di competenza primaria di altre forze di polizia – scrive il Csa in un comunicato – si crea un servizio ad hoc a favore del privato mettendo a rischio i propri operatori che avrebbero invece da fare cose ben più importanti. Ribadiamo l’illegittimità di questo servizio e lo diremo con forza e a chiare note nel prossimo incontro con il sindaco chiedendone la revoca».

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