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Sicurezza, scintille in Consiglio:
“Il sindaco fa lo struzzo”

MACERATA - La mozione del consigliere dem Bruno Mandrelli ha riacceso il dibattito. Già operativa una telecamera in stazione, per le altre 50 in tutta la città c'è un bando che partirà a novembre. Borgo San Giuliano e il parco di Fontescodella tra le zone che preoccupano l'assise. Mincio (Città Viva): "E' evidente che qualcosa non va, la giunta che intende fare?"
mercoledì 11 ottobre 2017 - Ore 21:34 - caricamento letture
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Bruno Mandrelli

 

di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

La sicurezza di Macerata c’è chi la vede come un’emergenza e chi meno. E oggi la mozione del consigliere dem Bruno Mandrelli ha riacceso il dibattito su uno dei temi caldi della città, che già nella prima giornata di assise aveva creato maretta tra il sindaco Romano Carancini e il capogruppo del Pd Maurizio Del Gobbo, che aveva parlato di “situazione emergenziale”. Mandrelli rincara la dose con una mozione, poi approvata ma di fatto eclissata perché già rientra nel piano per la sicurezza approvato in Consiglio l’anno scorso. L’oggetto: le telecamere da installare in stazione. Anche se in realtà “una è già in funzione da circa un mese”, ha detto l’assessore Mario Iesari. Le altre, 50 in tutta la città, hanno il loro bando che partirà a novembre. Ma il discorso è molto più ampio e attraversa ormai da tempo ogni dibattito comunale: tra immigrazione, accattonaggio, graffitari, il Consiglio parla di sicurezza anche quando si parla d’altro.

Deborah Pantana

Ad esempio, per il quartiere Borgo San Giuliano, oggi l’assise all’unanimità ha votato l’ordine del giorno di Deborah Pantana, che vuole più attenzione e una riqualificazione delle Fosse di Macerata. “In balia degli extracomunitari”, recitata il testo poi emendato dalla stessa consigliera. L’assessore Paola Casoni ha ammesso “il borgo è in decadenza. Ora cercheremo di estendere il prossimo piano di recupero del centro storico anche a queste aree vicine. Stiamo cercando di snellire le procedure per i recuperi, poi c’è l’aiuto statale per gli edifici lesionati dal sisma e gli incentivi per il miglioramento sismico con detrazione fiscale fino all’80 percento del costo dell’intervento. Ci sono tanti extracomunitari, che sono anche maceratesi ricordo. Ma non sono loro la causa del degrado, più che altro sono una conseguenza dei prezzi più bassi”. Menghi però ha riferito “che i residenti, non razzisti, dicono che un problema c’è. Raccontano che è una zona dove la notte non si dorme e che se chiami la polizia non si presenta”. Certo, “qualcuno li affitta quegli appartamenti – dice Menchi –. Quindi se la zona è degradata la colpa è anche un po’ dei maceratesi. Ma dire che la zona è degradata completamente non è vero. Il problema è che fanno tutti come vogliono, soprattutto con i parcheggi”.

Mario Iesari

Quando la palla è passata alla questione telecamere e sicurezza, è tornato il tema politico sulla maggioranza. Mincio (Città viva), ha detto che “siamo tutti concordi che qualcosa non va. Il sindaco e qualcun altro invece fanno gli struzzi”. E all’assessore Ricotta: “Riunite la giunta e chiaritevi se questo problema esiste per tutti o per il capofamiglia non esiste. Perché il problema è anche politico. Per il sindaco esiste questo problema? Questo agosto è stato di fuoco. Chi è stato in città in certi posti non ci andava. Vogliamo anche sapere che fine fa chi esce dai progetti di accoglienza. Entro fine anno ne dovrebbero uscire alcune decine, vorremo sapere se è vero e dove andranno a finire”. Mandrelli, che ha presentato la mozione, ha ricordato che “la vigilanza del territorio negli ultimi anni è molto diminuita. Grave quando si parla delle zone sensibili della città, come la stazione. Lì ci sono presidi al momento episodici e ininfluenti dal punto di vista della prevenzione. A ciò si aggiungono mutate condizioni sociali, economiche e demografiche della città”. L’assessore Iesari ha specificato che, al contrario da quanto detto in assise dai consiglieri dem, “il tavolo della sicurezza previsto dal nostro piano è stato costituito e si è riunito una volta. Quella riunione è servita per individuare alcune priorità. Come ad esempio la situazione del parco Fontescodella. Su questi temi il Consiglio comunale ha espresso un segnale di attenzione importante nei confronti della sicurezza cittadina. Da una parte stiamo lavorando, dall’altra prendo lo stimolo della mozione di Mandrelli per fare ancora meglio. Ho notato però anche toni eccessivi rispetto alla situazione, che non è così tragica”. Sulla presunta spaccatura tra sindaco e consiglieri arriva in nota anche il Movimento 5 stelle: “Col passare dei mesi si evidenzia con chiarezza che i consiglieri sia di maggioranza che di minoranza sono reputati un peso e non una risorsa propositiva – dice Roberto Cherubini -. Vengono esclusi spesso dalle decisioni importanti e a oggi non hanno potuto addirittura visionare il dossier che l’assessore alla cultura ha presentato per candidare Macerata a città della cultura 2020.

In tutto questo è stato approvato anche l’ordine del giorno che dà ufficialmente avvio a uno studio comunale sul “Fattore famiglia”, un modello da affiancare all’Isee per l’accesso ai servizi da parte dei nuclei familiari riconosciuti dallo Stato. Un dibattito che ha tenuto banco per più di mezz’ora in assise ma che alla fine, al di là della visione tecnica (su Isee e altri metodi di misurazione del reddito, e ideologica su cosa è o non è una famiglia), ha trovato la maggioranza e l’opposizione d’accordo. E anche l’amministrazione, per voce dell’assessore Caldarelli.

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