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Peppina, lo sfogo dal container:
“Con me sono stati cattivi
ma pregherò anche per loro”

FIASTRA - L'ultimo pranzo nella casetta da dove è stata stata sfrattata, poi l'ingresso nella piccola struttura di 15 metri quadri: "Mi sento un po' dimenticata, ora arriva il freddo"
domenica 8 ottobre 2017 - Ore 17:56 - caricamento letture
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Peppina nel container

 

da Fiastra Federica Nardi

(foto di Federico De Marco)

“Chi mi ha fatto questo, non sono persone oneste. Sono bestie. Sono stati tanto cattivi con me e con la mia famiglia”. Queste le prime parole di Giuseppa Fattori, per tutti Peppina, la 95enne di Fiastra che dopo pranzo è tornata a vivere nel container a poco più di 30 passi dalla casetta – abusiva, segnalata – per cui oggi è scattato definitivamente il sequestro dopo una proroga di circa 3 settimane. In quel container di 15 metri quadri con bagnetto esterno che l’aveva già ospitata dopo il terremoto del ’97. E che era stato rifugio quest’estate, dopo che a ottobre la casa storica nella frazione di San Martino era stata dichiarata inagibile a causa del sisma. “A casa mia di questi tempi avevo già acceso il camino – racconta Peppina – Ogni giorno mando un bacio alla mia vecchia casa. Curavo l’orto che prima stava dove c’è la casetta. Era tutto un giardino di cui mi prendevo cura io. Quella casetta era una soluzione, potevo star bene gli ultimi giorni della mia vita. Invece ora sono di nuovo nel container. Quest’estate non so quanto ho sudato e ora arriva il freddo”.

Sono stati tanti gli appelli in questi mesi, suoi e delle figlie Agata e Gabriella Turchetti, perché le istituzioni trovassero una soluzione a un caso limite della burocrazia italiana, dove tutto è condonabile tranne l’autorizzazione paesaggistica che invece non ha rimedio. Agata aveva scritto anche una lettera al Papa. “Il presidente della Repubblica non ci ha risposto. Il Papa non ci ha risposto. Non ci ha risposto nessuno – dice Peppina -. Mi sento un po’ dimenticata ma sono ancora fiduciosa nelle persone oneste, che facciano qualcosa di buono per me a quest’età. Sono molto religiosa e prego molto. Per chi mi ha fatto bene e per chi mi ha fatto male”. A trovarla oggi non la folla di manifestanti, né i politici. Ma poche persone, amiche o che l’hanno vista in televisione. Come Gerardo Fattinnanzi e Giuliana Marzocco, due terremotati di Camerino che sono venuti appositamente per dimostrare vicinanza all’anziana: “Peppina da qui non se ne deve andare – dicono – e non deve essere lasciata da sola”. A Fiastra, restare soli, è molto difficile. Anche se la comunità si è sparpagliata dopo il terremoto, vicino a San Martino ci sono “Sor Umberto”, come lo chiama Peppina, un tedesco che vive da anni in mezzo al verde. E poi gli svizzeri trasferiti con tanto di cavalli poco distante perché protagonisti di un reality show (dove anche Peppina, una volta, ha preso parte per mostrare come si fanno le tagliatelle). Da lei, la nonna di Fiastra, sono sempre passati in tanti a prendere un ovetto di quelle galline che ancora razzolano tra la casetta abusiva, la frazione deserta e il container. “Tanti – dice il genero Maurizio Borghetti – probabilmente anche chi l’ha denunciata”.

Peppina lascia la casetta

 

 

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