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Sfratto di Peppina, la famiglia frena:
“La situazione non è affatto risolta”
Il sindaco: “Non è sanabile”

SISMA E BUROCRAZIA - Il genero della 95enne e il legale raffreddano l'entusiasmo: "L'impegno della Regione c'è, è innegabile, ma quelle prospettate sono solo ipotesi, non certo soluzioni". Intanto continuano le contraddizioni dal punto di vista amministrativo, il primo cittadino: "Fiastra è nell'area protetta del parco, la soluzione proposta da Sciapichetti è difficile da percorrere"
martedì 19 settembre 2017 - Ore 20:02 - caricamento letture
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Peppina con il genero Maurizio Borghetti e la figlia Gabriella Turchetti

 

L’assessore Angelo Sciapichetti (a destra) a Fiastra con il sindaco Castelletti e il governatore Ceriscioli

 

di Federica Nardi

“Io non ci credo che è risolta, l’avvocato della Regione non mi ha detto queste cose. Le soluzioni sono ipotesi, non è così facile”. Così il genero di Giuseppa Fattori, Maurizio Borghetti, frena gli entusiasmi su quella che la Regione oggi ha definito la soluzione per la 94enne di Fiastra su cui pende uno sfratto (esecutivo tra poco meno di due settimane) a causa dell’assenza dell’autorizzazione paesaggistica sulla casetta che le aveva costruito la famiglia dopo il terremoto. “L’impegno della Regione c’è, ed è importante”, aggiunge Borghetti. Inoltre nel frattempo, la famiglia ringrazia il procuratore Giovanni Giorgio per aver specificato che i parenti possono entrare nella casetta oltrepassando i sigilli apposti sabato. Anche l’avvocato della famiglia Bruno Pettinari raffredda l’entusiasmo su possibili soluzioni: “Stiamo valutando diversi percorsi”, dice. E così le contraddizioni continuano. Anche sul fronte legale: “La sanatoria non si può fare e la Regione lo sa”, dice il sindaco di Fiastra Claudio Castelletti. Insomma, riunioni su riunioni, ma Regione e Comune non riescono a mettersi d’accordo su come risolvere la questione della casetta di Peppina. “La sanatoria è l’unica via praticabile”, ha detto la Regione per bocca dell’assessore Angelo Sciapichetti (leggi l’articolo). “Non c’è scampo – ripete invece il sindaco – Fiastra è in un Parco nazionale e lì c’è un vincolo paesaggistico. Quel tipo di abuso non è sanabile”. Nel mezzo una famiglia che ha speso i risparmi per fare avere a Peppina un riparo vicino alla sua vecchia casa danneggiata dal terremoto a San Martino di Fiastra.

I sigilli alla casa

Sono due adesso le soluzioni in campo, nessuna facile ed entrambe che richiedono tempo. La prima, prospettata oggi dalla Regione, è di abbattere la casa ordinaria, in cambio del mantenimento della casetta. Cioè delocalizzare. Che si potrebbe fare anche abbattendo altri immobili vicini di proprietà, ma che devono avere la stessa cubatura. Insomma, tutto da verificare con i tecnici. La seconda, emersa sempre dalla riunione di oggi con il consulente regionale, è di equiparare la casetta di legno a una Sae.

 

Claudio Castelletti

Il sindaco Castelletti non si sbilancia: “Il Comune ha fatto e sta facendo quanto è nelle sue possibilità per venire incontro alla signora Peppina: siamo in contatto costante con i familiari e gli incontri con la Regione e i legali delle parti si susseguono senza sosta. Mi auguro che finché non si troverà una soluzione Peppina possa rimanere dov’è. Il Comune ha cercato di agire più umanamente possibile sin dall’inizio, ma dal punto di vista normativo non abbiamo scampo: quel tipo di abuso non è sanabile. Fiastra è in un Parco Nazionale e li c’è un vincolo paesaggistico”. E la soluzione che comunica è leggermente diversa dall’abbattimento: “C’è un’altra possibile strada che in Regione stanno valutando – ha concluso Castelletti – ma sembra che non sia facile da percorrere: considerare queste abitazioni alla stessa stregua delle Sae (soluzioni abitative d’emergenza), quindi realizzate in deroga a qualsiasi vincolo in virtù del loro carattere di provvisorietà.” La soluzione definitiva nel frattempo resta quindi lontana, ma la scadenza dei 15 giorni che renderanno effettivo lo sfratto è sempre più vicina.

 

 

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