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Peppina, ultima custode di Fiastra
sfrattata per un cavillo:
“Io non mi muovo, ammanettatemi”

SISMA E BUROCRAZIA - Dopo il sequestro a sorpresa di questa mattina, la 94enne ha 15 giorni per allontanarsi ma nessuna intenzione di farlo.
sabato 16 settembre 2017 - Ore 14:27 - caricamento letture
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I giovani dei dintorni le hanno fatto visita per portarle conforto

 

da Fiastra Federica Nardi

(foto Fabio Falcioni)

“Io da lì non mi muovo, ci sto lo stesso, poi verrà lei a mettermi le manette”. Così ha detto la terremotata 94enne di Fiastra Giuseppina Fattori al maresciallo dei forestali che stamattina alle 9 e un quarto insieme a due altre persone ha sigillato l’accesso alla casetta di legno dell’anziana. Qualcuno, probabilmente, ha segnalato che a livello di procedimento quella casetta non poteva essere edificata e da lì lo sfratto che era previsto però lunedì pomeriggio. A niente sono valsi gli appelli della politica e della famiglia. Anzi. “Avevano altri impegni e sono venuti prima” racconta Maurizio Borghetti, il genero che stamattina per caso si trovava con l’anziana in quella stradina di San Martino. Da un lato la natura rigogliosa, dall’altro l’unica via della frazione squassata dal sisma con le case ancora aperte da un anno dove si vedono i quadri appesi, le macerie.

Il genero di Peppina Maurizio Borghetti

L’ultima abitante è lei, Peppina, che prima ha vissuto con i suoi familiari, poi in un container al limite della sopravvivenza (dove oggi ha ripiegato) e poi in quella casetta a pochi passi dalla frazione, in un terreno edificabile. A mancare però “la concessione edilizia – spiega Borghetti -. Ma la risposta del genio civile doveva evitare il sequestro”. E la risposta c’è. Solo “che non era ancora stata comunicata, non era prevista tutta questa urgenza. Tra l’altro a dicembre la casetta andava comunque demolita”. Questa mattina, mentre Borghetti è al telefono con la Forestale per venire a capo della situazione, arrivano anche diversi ragazzi e ragazze da Camerino per dimostrare vicinanza. La figlia maggiore, Agata Turchetti, si dice “profondamente indignata. Lo Stato esercita arroganza nei confronti dei più deboli e fragili. A noi chiedono l’applicazione tempestiva delle regole e poi fanno passare un anno prima di spostare una sola pietra. Se non ci fosse stato mio cognato stamattina mia madre avrebbe dovuto gestire tutta la situazione da sola. Io e mia sorella porteremo il caso alla Corte internazionale dei diritti dell’uomo. Sulla costa mia madre non ci vuole andare, non va dove lo Stato la vuole deportare. Deve essere una libera scelta. Vivere in montagna è duro e faticoso ma è un modello culturale che aiuta a concepire la vita in modo diverso, soprattutto per il senso di legame tra esseri umani”.

Agata Turchetti è la figlia di Peppina

Nel frattempo la 94enne resterà lì ancora per 15 giorni, quelli che le concede la legge per andarsene. A farle compagnia anche Oreste, un gatto color crema che anni fa si innamorò di una gattina di San Martino O almeno così l’anziana racconta. Dal terremoto è senza casa e senza padrone. A custodire Oreste e la frazione fantasma resta solo Peppina, finché lo Stato glielo concederà.

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Il gatto di Peppina

Peppina dopo lo sfratto

Agata Turchetti, la figlia di Peppina, mostra i danni nella frazione

I sigilli alla casa

 

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