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Matelica, 3 ipotesi per la nuova scuola,
il Comune in piazza prima possibile

SISMA - Di opere pubbliche e ricostruzione si è parlato ieri sera nel corso di un'assemblea pubblica molto partecipata organizzata dall'amministrazione. Il sindaco Delpriori: "Prendiamo decisioni per i prossimi 60 anni, non si può fare a cuor leggero"
mercoledì 13 settembre 2017 - Ore 12:54 - caricamento letture
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L’assemblea di ieri sera a Matelica, l’intervento del sindaco Delpriori

di Monia Orazi

Entro breve tempo saranno completati i lavori di ripristino di palazzo Ottoni, interessato da danni lievi ed il Comune tornerà in piazza Mattei, mentre per la nuova scuola Spontini ci sono diverse ipotesi sul campo, se ne è parlato ieri sera nel corso dell’assemblea pubblica tenuta dall’amministrazione comunale al teatro Piermarini a Matelica. Scuola e palazzo Ottoni sono le due opere finanziate nel piano delle opere pubbliche con i fondi del terremoto, oggetto di una delle ultime ordinanze emanate da Errani venerdì scorso. Nell’ordinanza dei beni culturali, varata l’8 settembre scorso, per Matelica sono state inserite la chiesa di Santa Teresa, per la sua funzione sociale di parrocchia ed il museo Piersanti, in base ad indicazioni della diocesi, su cui il comune non ha competenza. L’ente sta tentando il pronto intervento per la chiesa della Beata Mattia, per cui si stima una spesa di 150 mila euro per riparare i danni. “Per la localizzazione della nuova scuola decidiamo il futuro da qui a 60 anni non si può fare a cuor leggero, vorremmo fare un edificio che raggruppi le trenta classi di materna ed elementari. Il Comune non può smettere di lavorare, i lavori a palazzo Ottoni e per la nuova scuola dovranno essere contestuali, abbiamo 120 giorni di tempo per presentare il progetto”, ha detto il sindaco Alessandro Delpriori. Il sindaco ha iniziato dicendo che in via Brodolini è stata fatta la microzonazione sismica, non è un cantiere per la scuola o la caserma dei carabinieri come ipotizzato da qualcuno. “L’adeguamento sismico del plesso di via Spontini sarebbe costato più della scuola nuova – ha proseguito il primo cittadino – il Coc, centro operativo comunale deve stare in un luogo sismicamente adeguato, mentre palazzo Ottoni bene culturale vincolato, non può essere adeguato, dovremo trovare dei locali antisismici per il Coc o delocalizzare parte del Comune”.
Tre le ipotesi per la nuova scuola: demolizione e rifacimento dove si trova l’attuale edificio in via Spontini che ospita anche il Comune, per uno spazio di ottomila metri quadrati in questo caso andrebbe fatto un edificio a tre piani. La seconda ipotesi riguarda l’area verde tra via Aldo Moro, La Malfa e via Boldrini di 10 mila metri quadrati, nella zona di Regina Pacis per cui servirebbe un passaggio pedonale per unire i due lotti togliendo un importante spazio verde alla zona, la terza una zona di 16 mila metri quadrati in località Boschetto, in cui “sarebbe possibile far entrare tutto, ma è di proprietà privata, il lotto andrebbe acquistato e ciò toglierebbe risorse alla costruzione della scuola”, ha spiegato Delpriori. Valutate anche le ipotesi di via Ialunga nel quartiere Casette e della zona del campo sportivo vecchio in Borgo Nazario Sauro, poi scartate per la poca praticabilità. Sul tema si è tenuto un incontro dei capigruppo con le minoranze. A Matelica dopo il sisma sono state accolte oltre mille persone giunte da altri comuni, per le messe in sicurezza di pronto intervento l’ente ha speso 800 mila euro, è la città che nelle Marche ha sinora presentato il numero più alto di progetti per la ricostruzione 14 su 250 totali approvati (si stima che in Regione dovranno partire circa 60 mila cantieri). Le abitazioni inagibili sono risultate 645, 550 gli sfollati che salgono a 700 comprendendo gli universitari. Il sindaco ha poi spiegato che il palazzo comunale, dove si trova il balcone che si affaccia in piazza, invece presenta un livello molto elevato di danni, mentre per la caserma dei carabinieri è prevista oggi la visita dei vertici dell’Arma, al quale l’ente metterà a disposizione terreni di sua proprietà, o nella zona dell’ex mattatoio, o in località Piannè, o la caserma della forestale.
A breve sarà fatta la gara per i lavori alla Loggia degli Ottoni, per 280 mila euro. L’assessore ai lavori pubblici Massimo Montesi ha detto: “Le nostre priorità sono la manutenzione straordinaria di parti importanti del centro storico e la sistemazione della viabilità”. Da questa premessa discendono le scelte di fare la bretella Trinità-San Rocco dove si trovano tutte le scuole, per una spesa di 450 mila euro finanziati con il mutuo entro il 2018, la rotonda di Viale Martiri davanti alla pizzeria, importanti lavori di risistemazione della parte davanti alla Loggia degli Ottoni, di vicolo Cuio, di Corso Vittorio Emanuele in cui i sampietrini saltati sono ricoperti da asfalto e che per questo un periodo sarà chiuso. Evidenziati i problemi dell’ospedale E.Mattei. “Era stato avviato un intervento strutturale, poi è stato bloccato tutto, si poteva fare prima – ha detto Montesi – con un intervento di somma urgenza e 10 mila euro si potevano ripristinare le camere mortuarie che sono un servizio essenziale, c’è stata una riunione vergognosa, c’è una questione politica più grande che riguarda le prestazioni dell’ospedale. E’ mancato il coraggio di dirigenti Asur che non si sono presi le proprie responsabilità”. Per le camere mortuarie c’è anche il problema legale che il privato dovrebbe pagare il personale sanitario, impiegato per il trasporto della salma. Diversi gli interventi tra il pubblico, ricordata la soppressione del servizio di stomaterapia ridotto a soli due giorni a settimana, vivace il dibattito sulla chiusura del corso al traffico, l’amministrazione ha detto di essere favorevole ma di aver voluto tenere conto delle richieste dei commercianti. A questo hanno risposto gli assessori Potentini e Valeriani.

 

 

 

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