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Smartphone già a 11 anni
“In campo contro i rischi del web”

MACERATA - Nasce Red, una onlus finalizzata ad avviare e promuovere iniziative sull'uso consapevole degli strumenti informatici. Tra i promotori l'ispettore di polizia Raffaele Daniele e il professore Marcello La Matina di Unimc: "La rete ci comprende: non è un oggetto, ma una condizione esistenziale"
martedì 12 settembre 2017 - Ore 15:10 - caricamento letture
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Raffaele Daniele e Marcello La Matina

 

Una rete di educazione digitale è nata a Macerata e senza porsi confini territoriali vuole mettere insieme tutte le competenze necessarie a raggiungere i cittadini, gli enti e le aziende in grave carenza di informazione rispetto al fenomeno. Rischi enormi che non sono eludibili perché “la rete ci comprende – ha spiegato uno dei promotori il professor Marcello La Matina docente Unimc di Filosofia del linguaggio – Non è un oggetto ma una condizione esistenziale. Noi vediamo solo i prodotti della rete. Allora dobbiamo trovare sistemi, come la musica o il teatro, che rallentino la rete e ci consentano di prenderne consapevolezza”.  “L’associazione  Red-Rete educazione digitale onlus”,  è finalizzata ad avviare e promuovere varie iniziative sull’uso consapevole della rete e degli strumenti informatici – ha spiegato il presidente dell’associazione Raffaele Daniele, ispettore di polizia-. Dell’associazione fanno parte esperti in vari settori, che hanno voluto mettere insieme le proprie competenze per sviluppare strumenti incisivi allo scopo di fronteggiare diversi aspetti critici legati alle nuove tecnologie”.

 

Vice presidenti sono il professor La Matina e Francesco Ciclosi, responsabile sistema di gestione della sicurezza dell’informazione di Unicam e docente Unimc. I promotori evidenziano una mancata percezione del rischio e delle problematiche che si celano dietro la rete: “Anche lo spaccio di droga ormai la usa, ci sono nuove dipendenze, cyberbullismo, fake news, fishing”. Un fenomeno che riguarda tutti fin da piccoli. Una ricerca forse già superata dalla veloce evoluzione del mezzo, dice che l’età media in Italia per il possesso di uno smartphone è di 11 anni. Secondo un’altra indagine il 78 per cento dei dodicenni è su Whatsapp, sebbene la policy aziendale limiti l’età di iscrizione a 13 anni. “Età non presa a caso, – spiega Paolo Nanni, direttore artistico di Red – perché è quando c’è una maturazione che rende un ragazzino in grado di capire le conseguenze di quello che può fare su internet. Il 60 per cento ammette di subire una pressione circa i contenuti da veicolare su internet per avere una buona rappresentazione di sé sui social. E il 35 per cento sa che altri coetanei hanno profili falsi sui social”.

Nanni ha poi citato anche altri fenomeni su cui fare attenzione: dipendenza, cyberbullismo, fake news, malware, phishing, sexting, haters. Tutti campi sui quali Red porterà l’attenzione, visto che le questioni problematiche non riguardano solo bambini e adolescenti, ma anche gli adulti: “Nelle aziende difficilmente ci si rende conto dei pericoli connessi alla rete – ha confermato Rossano Rogani, esperto di sicurezza informatica -, sebbene il dato digitale sia importantissimo”.  Ma i divieti non sono efficaci e quindi gli strumenti che l’associazione si propone di utilizzare sono altri come le attività artistiche e ludiche. Il teatro, i giochi, i questionari sono i diversi strumenti che Red si propone di utilizzare per favorire la consapevolezza nell’uso delle nuove tecnologie.

Dell’associazione fanno parte anche Emanuela Marini, avvocato esperto sul tema della violenza di genere; Martina Perticarari, Gilberto Chiacchiera di Canenero Advertising; Lorenzo Lattanzi, presidente Aiart Marche; Carla Quintaje dell’associazione Genitori Oggi; Paolo Roganti, web marketing trainer; Claudio Tarulli, dipendente ministero dell’Interno; Paola Pagnanelli, giornalista; Michela Melograni, avvocato;  Maria Concetta De Vivo, ricercatore Unicam,  Associazione Italiana Genitori; Mario Perozzi, dipendente ministero dell’Interno; Cristina Marcucci per Help Sos Salute e Famiglia; Antonella Ciccarelli, sociologa e criminologa; Barbara Pantanetti, avvocato; Daniela Zepponi, web content curator, social media manager e blogger; Federico Flamini, web developer e videomaker; Alessia Marzoli, avvocato; Laura De Sanctis, regista e sceneggiatrice; Luca Calcaterra, informatico; Sara Grufi, insegnante; Emilio Luchetta e Stefano Casulli, dottore di ricerca in Human Sciences – Pedagogy.

(g. c.)

 

 

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