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Arma, Roberti comandante provinciale:
“I cittadini sono i nostri generali”

CARABINIERI - Il tenente colonnello ha 43 anni, è uno dei più giovani ufficiali ad aver assunto un incarico così delicato. Negli ultimi due anni ha diretto il quarto battaglione "Veneto", è stato anche in Kosovo e Iraq: "Sono contento di essere qui a Macerata, di sicuro la prima emergenza da affrontare è la ricostruzione"
martedì 12 settembre 2017 - Ore 14:03 - caricamento letture
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Il tenente colonnello Michele Roberti

 

di Giovanni De Franceschi

(foto di Fabio Falcioni)

“Nonostante la giovane età darò il massimo per venire incontro alle esigenze di tutti, a partire dai cittadini, perché sono loro i nostri amministratori delegati, non i generali”. Ha 43 anni, è nato a Manfredonia e ha frequentato la scuola militare “Nunziatella” di Napoli: il tenente colonnello Michele Roberti è il nuovo comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri. Prende il posto del colonnello Stefano Di Iulio. Uno dei più giovani ufficiali ad aver assunto un incarico così delicato, ha frequentato i corsi dell’Accademia militare di Modena e della Scuola ufficiali carabinieri di Roma, quindi si è laureato in giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Ha iniziato con un incarico alla Scuola allievi di Torino, per poi passare al comando del Nucleo operativo e radiomobile di Nola e alle compagnie di Maddaloni e Tuscania. E’ arrivato a Macerata dopo aver diretto per due anni, a partire dal 2015, il quarto battaglione “Veneto”. Tra gli incarichi più delicati quelli in Kosovo e in Iraq. A Pec, nell’ambito dell’operazione Joint Guardian, è stato comandante della compagnia di polizia militare, mentre a Tallil capo cellula logistica nel reggimento Msu.

Nel 2007 è tornato alla Scuola ufficiali come comandante di sezione e dal 2009 al 2015 è stato capo sezione prima all’ufficio stampa e poi all’ufficio assistenza e benessere al Comando generale dell’Arma. “E’ la mia prima esperienza da comandante provinciale – ha spiegato il tenente colonnello – è sono contento di essere arrivato qui a Macerata. Non conoscevo per niente la realtà marchigiana, ma tutti me ne hanno parlato molto bene. Di sicuro la prima emergenza da affrontare è la ricostruzione, ci sono 10 caserme da rimettere in piedi.  Però siamo animati da grande volontà per cercare di concludere prima possibile, siamo in contatto con le amministrazioni e il demanio per individuare le aree più idonee e il percorso più breve. Abbiamo sempre continuato a presidiare il territorio anche con i moduli d’emergenza, ma riaprire questi presidi sarebbe un segnale di ritorno alla normalità“. Il tenente colonnello è insignito di Croce d’Oro con Torre per anzianità di servizio, medaglia di bronzo al Merito di Lungo Comando e medaglia di bronzo al Merito della Croce Rossa Italiana.

 

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