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Uragano Irma: vacanza da incubo
per due maceratesi e un anconetano
“Bloccati a Miami, è il caos”

IL RACCONTO - Marco Bragoni e Gabriele Burzacca di Matelica sono in attesa di sapere quando partirà il prossimo volo per l'Italia. Con loro anche l'amico Emanuel Giampieretti, di Serra San Quirico: "E' una situazione spaventosa, ieri ci hanno cacciato dall'hotel. Abbiamo visto le persone fuggire in massa"
giovedì 7 settembre 2017 - Ore 20:59 - caricamento letture
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Devastazione uragano Irma isola St Maarten vista elicottero (youreporter.it)

 

Marco Bragoni, Gabriele Burzacca e Emanuel Giampieretti in uno scatto prima dell’emergenza uragano

 

di Federica Nardi

“La nostra vacanza si è trasformata in un incubo, non sappiamo se riusciremo a partire da qui”. Marco Bragoni, 26enne di Matelica, è bloccato all’areoporto di Miami insieme a Gabriele Burzacca, conterraneo di 27 anni e all’altro amico Emanuel Giampieretti, 28enne di Serra San Quirico che lavora come infermiere a Jesi. I tre si trovavano a Miami dal 1 settembre e sarebbero dovuti ripartire domani, ma l’uragano Irma li ha obbligati a rifugiarsi in fretta e furia all’areoporto dove ora attendono di sapere quando potranno tornare a casa: “È una situazione spaventosa – dice il 26enne – i voli atterrano ma non ne parte nessuno, è il caos”.

L’uragano visto dalla stazione spaziale orbitante

Una vacanza a Miami trasformata in una fuga dalla spaventosa tempesta che in queste ore sta devastando i Caraibi e  la costa orientale degli States con raffiche che hanno raggiunto anche i 300 chilometri orari e che hanno provocato diversi morti nelle isole.  “Fino all’altro ieri – racconta Bragoni – dell’uragano se ne parlava poco o niente perché dicevano che sarebbe entrato nel golfo del Messico e che non c’era nessun pericolo. Ieri pomeriggio invece è arrivata l’ordinanza di evacuazione del sindaco e ci hanno cacciato dall’hotel”. Ieri i tre giovani, prima di sapere dell’ordinanza di evacuazione, stavano tornando da Orlando che si trova a circa 400 chilometri da Miami, e hanno assistito a una vera e propria fuga di massa. “In autostrada fuggivano verso nord – spiega Bragoni -. Ogni distributore era rimasto senza gasolio. Per questo stamattina ci siamo svegliati molto presto, abbiamo fatto colazione e abbiamo preso un taxi. Perché rischiavamo di restare senza passaggio”. Nell’attesa in areoporto “abbiamo incontrato anche altri italiani che sono bloccati qui. Non abbiamo paura – conclude Bragoni -. Ma non sappiamo quando riusciremo a ripartire. Il nostro volo di domani alle 20,20 non si sa ancora se lo annulleranno o  meno”.

In fuga da Miami (Ansa)

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