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Profughi, l’accoglienza vale oro:
bilancio da 20 milioni per il Gus
“Ma i cittadini sono all’oscuro”

MACERATA - Il Comune ha ottenuto l'autorizzazione per due progetti nel triennio 2017-2019: un totale di 110 persone da ospitare e circa 5 milioni di euro di finanziamenti. Fino alla nuova gara d'appalto saranno gestiti in proroga dalla onlus, che in tre anni ha più che raddoppiato i ricavi. Il consigliere di Forza Italia Marchiori: "E' giusto dare una possibilità a chi scappa dalla guerra, ma è inaccettabile la mancanza di trasparenza della giunta: si ostina a non rendere pubblici i rendiconti di come vengono utilizzati i contributi"
venerdì 21 luglio 2017 - Ore 12:31 - caricamento letture
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di Giovanni De Franceschi

Da una parte ci sono uomini, donne e bambini che scappano da guerre e persecuzioni. Viaggi della speranza che diventano troppo spesso disperati tentativi di sopravvivenza. Con cadaveri che galleggiano nelle acque del Mediterraneo. Dall’altra c’è un fiume carsico di soldi pubblici gestiti da una onlus che ha raggiunto il bilancio di un’azienda degna di Piazza Affari. In mezzo scorre implacabile quello che inevitabilmente è diventato un vero e proprio business: l’accoglienza dei profughi. Milioni di euro che Comuni, Prefetture e governo spendono ogni giorno per cercare di regalare una nuova vita a chi ha perso tutto. Ma il punto non è se sia giusto o meno spendere quei soldi, piuttosto capire come realmente vengono gestiti. Una questione di trasparenza, insomma. Ed è proprio quella che sembra mancare qui a Macerata. Veniamo ai numeri. Il Comune di Macerata, con due delibere di giunta dell’ottobre scorso, si è fatto carico di proseguire per il triennio 2017-2019 due progetti Sprar (Sistema di protezione per profughi e richiedenti asilo) già avviati negli anni precedenti: “MaceratAccoglie” e “Mosaico”. Il primo è prettamente comunale e riguarda l’accoglienza di 65 profughi (50+15 posti aggiuntivi). Sul piatto ci sono poco più di 2,9 milioni di euro in tutto: 2,7 a carico del ministero e 150mila euro scarsi del Comune. L’altro invece era il progetto gestito dalla Provincia che ha deciso di non rinnovarlo a fine 2016. Ha chiesto di farsene carico sempre il comune di Macerata: prevede l’accoglienza di altri 45 profughi. Un totale di 110 persone da ospitare: il Ministero ha accolto entrambe le richieste e per la seconda sono disponibili 674.662 euro all’anno, più 33mila euro di cofinanziamento comunale. Per un totale di altri 2 milioni di euro e rotti.

I responsabili del Gus

Ma chi è gestisce questa mole considerevole di soldi pubblici? Fino adesso è stata la onlus Gruppo Umano Solidarietà. Per i nuovi due progetti bisognerà rifare una gara d’appalto, ma nel frattempo il Comune ha chiesto che sia concessa una proroga per la gestione del Gus, e ha ottenuto l’autorizzazione. E finché non sarà fatta la gara al Gus andranno 56.221 euro al mese. Il bilancio 2016 del Gus è di 20milioni di euro, con crediti vantati verso gli enti pubblici di tutta Italia per 17milioni circa (9,3 milioni dalle prefetture e 7,2 per i progetti Sprar). L’avanzo di esercizio ammonta a circa 195mila euro. Di questo giro d’affari se n’era occupato anche Il Giornale. E per capire quanto sia aumentato, basti pensare che nel 2013 il Gus aveva un bilancio di 8,2 milioni. In tre anni è più che raddoppiato. Tutto legittimo, per carità, ma i cittadini avrebbero almeno il diritto di sapere nel dettaglio come vengono spesi i circa 40 euro al giorno per ogni profugo che la onlus riceve e gestisce, visto che si tratta di soldi pubblici. Ed è qui che entra in gioco il Comune. Ne sa qualcosa il consigliere d’opposizione di Forza Italia Andrea Marchiori che, a suon di mozioni, ordini del giorno e interrogazioni, sta cercando di rendere più trasparente possibile la vicenda.

Andrea Marchiori

 

“Quello che a me interessa – spiega il consigliere – non sono tanto i conti interni del Gus, quanto i rendiconti del progetto “MaceratAccoglie”. Il ministero infatti impone al Comune di presentare ogni anno un rendiconto dettagliato delle spese sostenute per l’accoglienza. L’associazione lo redige, lo gira al Comune che a sua volta informa il ministero. Sostanzialmente si tratta dell’atto principale che va a giustificare tutto il progetto. Ora, non si capisce perché la giunta ha sempre evitato di discutere di questo rendiconto in Consiglio, opponendosi alla mia richiesta di renderlo pubblico. Hanno detto che è una questione di privacy, renderlo pubblico, secondo loro, violerebbe i diritti di ogni singolo immigrato. A parte che basterebbe oscurare i nomi e lasciare solo le voci di spesa così come viene fatto in molte altre delibere, ma non si capisce perché, trattandosi di soldi pubblici, c’è tutta questa ritrosia ad essere trasparenti. Non sto criticando il progetto in sé, o i soldi spesi, perché è giusto accogliere chi scappa dalla guerra, non sono certo loro i privilegiati. E’ la mancanza di trasparenza che non è accettabile, la giunta tende a tenere tutto nascosto, in Consiglio non se ne discute. Al contrario, far conoscere come vengono gestiti i soldi pubblici, oltre ad essere un dovere, darebbe modo al Gus di dimostrare che è tutto in regola e eviterebbe di alimentare sospetti e polemiche inutili”. Tra l’altro i consiglieri hanno accesso a questo famoso rendiconto delle spese, ma non possono renderlo pubblico. Come se fosse un atto che riguarderebbe solo pochi e non tutta la cittadinanza.

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