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Dopo un’odissea lunga 27 anni,
San Marone ha la sua nuova chiesa

CIVITANOVA - Concluso l'iter per la realizzazione dell'edificio sacro, sarà dedicato a Maria Ausiliatrice. Sabato 27 maggio la consacrazione con la messa celebrata dal vescovo Luigi Conti. Il parroco: "Eccoci alla fine di un lungo cammino"
venerdì 19 maggio 2017 - Ore 17:30 - caricamento letture
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La nuova chiesa a San Marone

 

di Laura Boccanera

(foto Federico De Marco)

Dopo 27 anni il quartiere di San Marone a Civitanova avrà la sua nuova chiesa e sarà consacrata a Maria Ausiliatrice. Un’attesa lunghissima per vedere finalmente realizzato il nuovo edificio sacro che può contenere fino a 410 posti a sedere. Il santuario di San Marone era diventata da tempo insufficiente ai rituali di una comunità che nel tempo si è moltiplicata e così la nuova chiesa risponde alle esigenze di spiritualità e di spazio dei fedeli. Nel 2012 l’apposizione della prima pietra del cantiere che sorge tra via Seneca e il parco del Castellaro. Soddisfazione è stata espressa da Don Giovanni Molinari. «Dal 1990, quando è nato il progetto,  ad oggi sono trascorsi 27 anni – ha detto il parroco – finalmente sabato 27 potremo consacrare la chiesa. Lo facciamo nel periodo della festa della comunità che ricorre ogni anno, ma che quest’anno ha un tono tutto particolare perché va a coincidere con la consacrazione e inaugurazione della nuova chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice. Dopo tanti anni di attesa eccoci alla fine di un lungo cammino».

Il parroco Don Giovanni Molinari insieme all’architetto Andrea Sopranzi e al sindaco Tommaso Corvatta

La consacrazione della chiesa è prevista per il 27 maggio alle 17 con il vescovo Luigi Conti. Poi il giorno dopo la messa celebrata dall’ispettore salesiano Leonardo Mancini. «Domenica organizzeremo una festa più legata al quartiere e alla parrocchia – ha proseguito il parroco – stiamo predisponendo poi un libro per spiegare i dettagli e i tanti simboli della chiesa. Un ringraziamento ai tanti che hanno elargito contributi e che hanno adottato un banco». La proprietà dell’edificio è della Cei che ha finanziato i lavori, ai quali hanno contribuito anche imprenditori, residenti e mecenati. Ad illustrare la simbologia della chiesa l’architetto Andrea Sopranzi: «la costruzione ha seguito due presupposti – ha aggiunto – uno morfologico-urbanistico e uno simbolico-formale. Il complesso è posizionato in modo tale che la chiesa riprenda la tessitura del quartiere San Marone e in futuro il complesso del centro parrocchiale da realizzare successivamente. Il collocamento è sull’asse est-ovest e l’ingresso ad ovest, e l’altare e il crocifisso ad est. La copertura avvolge la chiesa con l’intento di proteggere i fedeli, un riparo del porticato, che dalla terra si protende fino al cielo per richiamare il legame tra il mondano e il divino. Il lucernario con vetri colorati dal blu intenso fino ai gialli e bianchi rappresentano la presenza salvifica di Gesù. La pianta è quadrata e si interseca ad un altro quadrato ideale”. L’amministrazione comunale ha finanziato e realizzato le opere viarie per il collegamento costate complessivamente 370 mila euro di cui 270 per il circuito via Seneca, via Orazio e 100 mila euro per la prosecuzione di via Seneca fino al parcheggio.

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