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San Severino, ospedale di eccellenza
per la lotta al glaucoma

SANITA' - Presentata una tecnica innovativa che consente di operare la malattia che causa perdita progressiva di capacità visiva. Il primario Ramovecchi è tra i primi in Italia a usarla
martedì 18 aprile 2017 - Ore 21:50 - caricamento letture
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Alla presentazione hanno partecipato il primario Ramovecchi, il direttore Maccioni e il sindaco Piermattei

 


di Monia Orazi

L’ospedale di San Severino si riconferma centro all’avanguardia per l’oculistica in campo nazionale. E’ stato presentato oggi pomeriggio un modo nuovo ed efficace di operare il glaucoma, la pressione eccessiva del liquido oculare dell’occhio che fa rischiare la cecità a chi è affetto da questa patologia.  A spiegare la nuova funzionalità e le sue applicazioni il primario di oculistica Vincenzo Ramovecchi alla presenza del direttore di area vasta 3 Alessandro Maccioni, del sindaco di San Severino Rosa Piermattei, di altri medici del nosocomio settempedano.
“Dopo l’incontro dello scorso 28 marzo con il sindaco ho inviato una nota in cui si specificano gli investimenti fatti e quelli da fare – ha detto Maccioni – per dotare l’ospedale di quanto previsto dalla delibera regionale e cioè di dieci posti di lungodegenza e dieci di cure intermedie. Siamo qui per San Severino, no contro, lo dimostra quanto stiamo facendo per oculistica che è un fiore all’occhiello di questo nosocomio. Se volevamo ridimensionare l’ospedale non avremmo fatto questo percorso, stiamo investendo su questa struttura, un milione e 400 mila euro per la messa a norma prevenzione incendi, la Tac nuova, arriverà anche il mammografo in qualche modo”.
Il dottor Vincenzo Ramovecchi ha poi spiegato che la nuova tecnica, da lui usata  dal maggio 2016, denominata Xen 45, consente di intervenire in modo più efficace della tecnica tradizionale, senza anestesia per il paziente e con risultati di successo di molto superiori al metodo chirurgico tradizionale, con una percentuale pari al 95 per cento. “Il glaucoma cronico ad angolo aperto è una delle malattie più importanti dell’occhio, è una delle principali cause di cecità e di invalidità nel mondo oltre a rappresentare un notevole costo sociale a causa dell’elevata spesa farmaceutica necessaria per la sua terapia medica – ha detto Ramovecchi – quando le altre terapie non danno risultati si può optare per questa tecnica chirurgica che consiste nell’impianto di un tubicino, della lunghezza di 6 mm che determina un drenaggio dell’umore acqueo dalla camera anteriore allo spazio sotto-congiuntivale. Si tratta di una tecnica minimamente invasiva, di rapida esecuzione, che può essere effettuata con la sola anestesia topica (collirio) e senza necessità di ospedalizzazione”.


L’80 per cento degli interventi di questo tipo saranno effettuati a San Severino, il restante 20 per cento a Macerata, una parte dei pazienti provengono dall’Abruzzo. L’intervento consiste nel mettere un piccolo tubicino nell’occhio, che regola la pressione all’interno, impedendo il peggiorare della malattia, dura quindici minuti e per l’Asur costa circa 800 euro, pari alla spesa annuale per la terapia con il collirio. Il dottor Vincenzo Ramovecchi è tra i primi chirurghi ad effettuare questa tecnica in Italia ed attualmente vanta una delle più ampie casistiche nel panorama nazionale, in quanto San Severino è tra i primi tre d’Italia per numero d’interventi effettuato sino ad oggi.
Il sindaco Rosa Piermattei ha ringraziato Maccioni e Ramovecchi: “Ringrazio Maccioni per aver supportato le nostre richieste e Ramovecchi per restare a San Severino, ricordo a Maccioni che ci sono altre eccellenze da tenere in considerazione, mi auguro che questo sia soltanto il primo tassello per investire sul nostro bell’ospedale”. Sono intervenuti all’incontro l’ex direttore sanitario del presidio dottoressa Giovanna Faccenda che a breve diventerà responsabile del distretto di Macerata, il dottore Vincenzo Felicioli di ginecologia, Mara Buccolini responsabile delle professioni sanitarie, Pietro Cruciani di radiologia, Benedetta Ferretti di oncologia e Giambattista Catalini della chirurgia.

 

 

 

 

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