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“Iban sbagliato, zero euro a papà
Il contributo per l’affitto
ad un’azienda del nord”

SAN SEVERINO - Elio Pelati, 66 anni, terremotato, aveva diritto a 1.900 euro per il Cas. Ma il denaro non è mai arrivato. La figlia: "C'è stato uno sbaglio. Siamo in attesa di parlare con il sindaco"
sabato 15 aprile 2017 - Ore 20:48 - caricamento letture
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Pelati

 

di Federica Nardi

Iban sbagliato, il contributo per l’autonoma sistemazione pagato ad una ditta del nord. Millenovecento euro “che spettavano a mio padre ma non li ha mai ricevuti”. A dirlo è Patrizia Pelati che segnala quanto accaduto al padre, Elio Pelati, 66enne di San Severino. “Mio padre – dice Patrizia – da ottobre non ha mai ricevuto i soldi”.

La scossa, le crepe e la paura di restare a vivere in una casa non più sicura. Elio Pelati, dopo il terremoto del 30 ottobre che ha distrutto o danneggiato tante abitazioni a San Severino, ha deciso di trasferirsi insieme alla moglie per un paio di settimane in una struttura ricettiva e poi, verso metà novembre, ha trovato un’altra abitazione sempre a San Severino, pagando l’affitto in attesa di ricevere il contributo per l’autonoma sistemazione. Nel frattempo, a dicembre, quando i tecnici hanno svolto il sopralluogo per verificare i danni del sisma, hanno dichiarato la sua casa non utilizzabile. Verdetto della scheda Fast alla mano, Pelati, come tanti nella sua stessa situazione, ha compilato la richiesta di contributo e l’ha inoltrata al Comune. Per quei mesi passati fuori casa, tra altre mura più sicure, aveva pagato millenovecento euro che gli dovevano essere rimborsati. Ma i soldi non sono mai arrivati. “Abbiamo chiesto più volte – dice Patrizia – ma dall’ufficio Servizi sociali del Comune ci hanno detto sempre che era tutto apposto. Solo che mia madre continuava a controllare il conto e non c’era nulla. Abbiamo insistito e la settimana scorsa si sono accorti di aver fatto il bonifico a una azienda. Hanno sbagliato a trascrivere l’Iban e hanno ammesso l’errore”. A ricevere al posto del settempedano il finanziamento destinato agli sfollati è stata una ditta del nord che, per il momento, non ha restituito la somma. “Mio padre ha 66 anni, ha problemi di salute – prosegue Patrizia -. È pensionato ed è rimasto senza prendere il contributo che gli spettava”. Una situazione non facile per tutta la famiglia, considerando anche che “il sindaco non ci riceve – conclude -. Dal Comune hanno detto che bisogna aspettare. Stanno tentando di annullare il bonifico ma ci vorranno almeno due mesi. Io capisco l’errore ma che cerchino di rimediare”.

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