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Sisma, nel Maceratese costa un miliardo
sistemare le opere pubbliche
Ordinate 1.300 casette

TERREMOTO - La Regione ha diffuso i dati relativi alla gestione dell'emergenza e alla ricostruzione. 852 gli interventi da fare sul pubblico nella nostra provincia in base alle richieste avanzate dagli enti. Nelle Marche sinora pagati 34 milioni per autonoma sistemazione. Il conto per le oltre 3mila persone ospiti di alberghi e strutture ricettive è di 32 milioni. Restano da completare 23mila schede, tra Fast e Aedes, 90mila erano le richieste
giovedì 13 aprile 2017 - Ore 19:49 - caricamento letture
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L’incontro a Macerata

 

di Gianluca Ginella

Nel Maceratese costerà un miliardo la sistemazione delle opere pubbliche, secondo le richieste giunte alla Regione dagli enti. Sinora sono state 1.313 le casette ordinate che ospiteranno quasi 3.500 persone. Sono i dati della Regione che oggi ha fatto il punto della situazione terremoto con incontri che si sono svolti con i sindaci nel Maceratese, nel Fermano e ad Ascoli. Finora per il terremoto, tra una cosa e l’altra, sono stati liquidati 81 milioni di euro, di questi la Regione ne ha anticipati 30.

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IL MILIARDO – Nel Maceratese il piano per le opere pubbliche da sistemare prevede, in base alle richieste avanzate dagli enti, un costo monstre, ma non per questo inatteso, visti i danni del terremoto: si parla di 956 milioni 778mila e 170 euro. Denaro destinato a 852 opere pubbliche. In sostanza, stando ai dati della Regione, la ricostruzione, per quel che riguarda le opere pubbliche, dovrebbe costare nel Maceratese oltre la metà del totale: 1 miliardo 550 milioni e rotti euro per 2.337 interventi richiesti dagli enti.

ALBERGHI E CASETTE – Al momento in provincia di Macerata sono 3.465 le persone ospitate negli alberghi e 19.368 quelle che ricevono il contributo di autonoma sistemazione. Sono state ordinate 1.313 casette che ospiteranno 3.459 persone. In totale le casette richieste nelle Marche sono 1.686 e ne sono state ordinate 1.543. Al momento in regione sono 4.328 le persone ospitate nelle 340 strutture registrate. Di queste, 324 hanno presentato il conto: 32 milioni e 434 mila euro. 278 strutture sono già state pagate (20 milioni e 600 mila euro). Sono 26mila le persone che, in regione, ricevono il contributo per l’autonoma sistemazione, per un importo, già saldato, di 34 milioni e 392mila euro.

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SOSTEGNO – Per quanto riguarda il sostegno alle attività produttive e ai lavoratori sono a disposizione delle Marche 48 milioni e 255mila euro. Sinora le richieste pervenute dalle imprese sono 253 per un totale di 1 milione e 265mila euro.

MODULI E PIAZZOLE – Ha invece un costo di 11 milioni di euro l’allestimento delle aree e l’acquisto di moduli abitativi. Per quanto riguarda i moduli di emergenza per le aziende agricole la Regione, dopo la risoluzione del contratto con la prima ditta appaltatrice, ha affidato l’attività di realizzazione al Consorzio di bonifica per un totale di 106 cantieri: 69 le piazzole ultimate, 11 in via di ultimazione, 7 in fase di avvio, 1 ultimata con necessità di interventi correttivi. 13 sono da avviare. Restano da completare 23mila sopralluoghi per schede Fast e Aedes: 90mila e 500 le domande, 67.190 i controlli svolti con una media di 350 schede al giorno negli ultimi due mesi.

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LE ASSEMBLEE – Oggi si sono svolte tre assemblee dei presidenti di Provincia e dei sindaci dei Comuni danneggiati dal sisma, presiedute dalla vicepresidente Anna Casini ad Ascoli e dagli assessori Fabrizio Cesetti e Angelo Sciapichetti rispettivamente a Fermo e Macerata. Lo scopo era illustrare il provvedimento per la ricostruzione privata pesante, approvato l’altro ieri dal Commissario straordinario Vasco Errani, per il ripristino e la ricostruzione di immobili ad uso abitativo gravemente danneggiati o distrutti dal terremoto. «Gli amministratori locali devono essere i protagonisti della ricostruzione – ha detto Sciapichetti -. Soprattutto i sindaci, che sono chiamati a gestire questa fase insieme a noi, devono essere coinvolti in ogni passaggio».

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RICOSTRUZIONE PRIVATA PESANTE – L’ordinanza 19, nome tecnico del provvedimento per la ricostruzione privata pesante, prevede la ricostruzione con miglioramento sismico di case ma anche di sedi di attività. «Dentro il cratere la percentuale di rimborso è sempre del 100% del costo ammissibile – spiega la Regione –. Fuori dal cratere la percentuale di rimborso per la prima casa è del 100%, per la seconda casa è del 50% (solo nel caso sia al di fuori di un centro storico, zona A o borgo tipico)». Per chiedere il contributo ci si deve rivolgere ad un professionista iscritto all’elenco speciale tenuto dal commissario Errani, a cui conferire l’incarico della progettazione e della presentazione di tutte le istanze necessarie. Poi si può presentare la domanda di contributo all’Ufficio speciale, attraverso la piattaforma informatica (in via di istituzione) sul sito del commissario straordinario per la ricostruzione, o inviandola tramite Pec. Infine si deve comunicare all’ufficio speciale l’istituto di credito scelto per l’erogazione del contributo che verrà versato direttamente alla ditta esecutrice dei lavori e ai professionisti incaricati.

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