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Sferisterio al coperto:
ecco il progetto da 4 milioni

MACERATA - Il consigliere ed ex sindaco Anna Menghi rilancia a distanza di anni l'idea di una struttura per l'arena: "Da quando l'hanno fatto a Verona mi è venuta voglia di riproporlo". Il sindaco Carancini: "Se ne può parlare ma deve essere una scelta condivisa anche in Regione". Il dubbio del sovrintendente Messi: "Perchè?"
giovedì 13 aprile 2017 - Ore 14:11 - caricamento letture
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L’incontro “Una coperta per lo Sferisterio”, voluto da Anna Menghi al centro con Riccardo Garbuio, ad di Arcadia srl

 

In prima fila il sindaco Carancini. Presente anche Luciano Messi, sovrintendente dello Sferisterio

 

di Claudio Ricci

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Un telaio in acciaio che sostiene una copertura in parte di vetro e in parte di pannelli isolanti mobili. Avrebbe l’aspetto di un moderno stadio come il Marco Polo di Venezia o lo stadio Toyota in Giappone la coperta per lo Sferisterio concepita dagli ingegneri Margherita Giampaoli e Francesca Parignani del gruppo di ricerca del professore ed ex consigliere comunale Placido Munafò. Un progetto dai 3,6 ai 4 milioni di euro incluso in un piano di riqualificazione di tutta l’area con la copertura che interesserebbe anche via Pantaleoni e la rotonda davanti all’arena. Ieri sera la presentazione al cinema Italia in occasione di “Una coperta per lo Sferisterio” incontro voluto e organizzato dal consigliere comunale ed ex sindaco Anna Menghi che già nel 1997 ai tempi del suo mandato aveva lanciato l’idea affidandosi ad un progetto di fattibilità (andato poi perso) realizzato da Riccardo Garbuio, ad dell’azienda romana Arcadia srl. “La fattibilità è più concreta oggi di allora – ha detto Garbuio – Non è impossibile da realizzare, in fondo si tratta di campate da 40 metri. All’epoca avevamo pensato ad una struttura con un’antenna centrale e travi in alluminio leggera e resistente che poteva scomparire dietro al muro dello Sferisterio. Il progetto andrebbe oggi ripensato alla luce delle tecnologie attuali”.

Lo Sferisterio (foto Alfredo Tabocchini)

L’ex sindaco Anna Menghi

“All’epoca l’idea era di dotare Macerata di un teatro tenda che andasse ben oltre i 450 posti del teatro Lauro Rossi – ha detto Anna Menghi – Incontrai Garbuio per due volte e da lì venne il progetto per lo Sferisterio e la storia assunse fin da subito il sapore della favola”. Passano 20 anni, intanto Menghi decade dal suo mandato. Nel 2005 una mozione che invita l’assise a riparlare del tema che però ricade nel dimenticatoio. “Poi a settembre ho saputo del concorso di idee per la copertura dell’arena di Verona e sponsorizzato dal patron di Calzedonia Sandro Veronesi. Da lì mi è venuta voglia di riparlarne”.
Ben diversa dal progetto che tra gli 84 provenienti da tutto il mondo si è aggiudicato la gara veronese, è oggi l’idea formulata per lo Sferisterio. “Si tratterebbe di una struttura completamente svincolata dallo Sferisterio – spiega Parignani – Con una copertura fissa in vetro stratificato sulla facciata e una mobile con pannelli fonoassorbenti e isolanti che scomparirebbe lungo il muro dove avvengono gli spettacoli. I pilastri portanti sarebbero lungo via Pantaleoni, dietro al muro dell’arena e sulla rotatoria. Il progetto implementerebbe il valore senza intaccare la staticità della struttura e in più l’area sarebbe riqualificata”.

La platea dell’incontro

Dalla carta ai fatti però “il percorso è molto accidentato”come appunta il professor Ciorra dell’università di Urbino. “Da parte mia non c’è nessun pregiudizio e se ne può parlare facendo però le dovute considerazioni – così il sindaco Romano Carancini – Bisogna pensare all’acustica unica dello Sferisterio e che trasformeremmo un teatro all’aperto in uno al chiuso. La città deve sentire una scelta così forte e che dovrebbe essere condivisa anche in ambito regionale”. E’ il perché la domanda da porsi per il sovrintendente Luciano Messi: “Posto che con le attuali tecnologie non si parla più del se fosse possibile realizzarla la domanda è: che cosa ci vogliamo fare dello Sferisterio copribile?I temi che si aprono sono molti. Si riorienterebbe il percorso culturale, oltre all’acustica ci sarebbe poi il problema del rumore (la pioggia renderebbe inascoltabile un’opera lirica) e c’è anche la questione di un eventuale riscaldamento”.

 

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