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Salvate il soldato Antonio,
serve un blitz politico
per avviare la ricostruzione

LETTERA 22 - Caro sindaco Carancini scelga: o resta chiuso nella fortezza Bastiani o si mette alla testa dei territori traditi dal terremoto. Macerata ha abdicato alla sua funzione di capoluogo prigioniera delle convenienze del Pd. Se non si fanno alleanze territoriali è difficile, ad esempio, pretendere di salvare l'ospedale. Solo il presidente della Provincia sembra aver compreso l’importanza di interpretare il disagio delle zone colpite dal sisma
domenica 9 aprile 2017 - Ore 18:06 - caricamento letture
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Carlo Cambi

 

di Carlo Cambi

Caro Sindaco Carancini, le scrivo una seconda letterina: evidentemente la prima non è andata a buon fine. Ma stavolta le scrivo per avvertila che lei deve ritrovare iniziativa politica. Sta perdendo una grossa occasione: mettersi alla testa del territorio e rappresentarne le difficoltà. Come dice? Le è impossibile? Ah, già dimenticavo lei è del Pd di Renzi, quello che ha fatto fuori le Province e le Camere di Commercio salvo poi accorgersi che servivano. Ce lo ha dimostrato il terremoto. Se ha pazienza di leggere le righe che seguono provo ad illustrarglielo. Faccia conto di andare a vedere Salvate il soldato Ryan capolavoro di Spielberg. Perché a Macerata un Soldato Ryan ce lo abbiamo, e per fortuna: si chiama Antonio Pettinari.

 

Antonio Pettinari, presidente della Provincia

 

Lo stand della Regione alla Bit

Non so quali consiglieri lei abbia, ma francamente andare alla Bit – che è la sagra dell’inutile –insieme ad alcuni sindaci del maceratese per raccontare le magnifiche sorti e progressive del Macerata Opera Festival dimenticandosi che nelle stesse ore altri sindaci stanno per dare le dimissioni perché nessuno li ascolta non è stata proprio una furbata. Non so se glielo hanno detto – anche perché vedo che molti parlano di uno straordinario successo delle Marche alla Bit, tanto straordinario che gli albergatori della costa ora sperando di acchiappare i turisti sfrattano i terremotati -ma oggi il turismo viaggia su internet e non c’è bisogno di buttare montagne di quattrini pubblici per andare a una fiera tanto mastodontica quanto inutile.

Vede sindaco lei ha anche un altro problema: non interpreta il territorio di cui lei pensa di essere il fulcro. Se ne accorgerà quando le porteranno via l’ospedale, se ne accorgerà quando facendo i conti si scoprirà che Macerata non è la città più importante della provincia. Se ne accorgerà quando dovendo finanziare la ricostruzione – ammesso che si faccia – Macerata sarà tagliata fuori. Magari lei avrà il suo seggio parlamentare, ma noi staremo qui a piangere sul cemento versato. Le avvisaglie perché questo accada ci sono tutte. Mentre monta dentro le mura la protesta per gli atti di vandalismo, fuori monta la protesta per il nulla che si è fatto sul terremoto. E lei non sente la prima e non interpreta la seconda.

Corso della Repubblica


Andiamo con ordine. Giorni fa ho provato a chiamare i Vigili Urbani perché se di notte il centro è preda dei barbari di giorno è ostaggio dei selvaggi della sosta. Nonostante si paghi il permesso la nouvelle vague è obbligare i residenti a usare il Park-Si. Siamo all’ “auto”- determinazione spontanea! La solerte vigilessa mi ha risposto con sarcasmo: “Ma come fa a dire che sono senza permesso? Si è divertito stamane a fare il Vigile Urbano?” Poi quando ho declinato le generalità su suo pressante invito ha aggiunto: “Ah allora ho capito tutto: basta leggere Cronache Maceratesi per sapere come la pensa e cosa va cercando”. Conclusione; la pattuglia alla quale io, come tuti i maceratesi, conle mie tasse pago lo stipendio non è mai arrivata.Qui vige non il divieto di sosta, ma il divieto di opinione.

Vede sindaco se la città va così è difficile pretendere di essere al centro di un territorio anche se le alla Bit fa il capodelegazione del partito dei sindaci allineati: Tolentino, Matelica, Ancona. Le Marche oltre il terremoto era lo slogan della passerella .Visto che non si è fatto nulla andiamo oltre. Facciamo anche Macerata oltre i vandalismi! Tanto il nulla e lo stesso. Ma ci sarà un Procuratore della Repubblica? Perché se chiami Polizia, Carabinieri, Vigili per arginare orde di ubriachi e/o sballati che insozzano la città e tolgono il sonno alla gente inscenando continue risse, lasciando siringhe ovunque, dando luogo a qualsiasi tipo di molestia il risultato è pari a zero? Ci sarà un Procuratore che le chiede perché non applica le prescrizioni del decreto 14 del 20 febbraio 2017 con disposizioni urgenti in materia di sicurezza urbana? Che manda la Guardia di Finanza a vedere perché solo alcuni locali possono stare aperti, fare musica, somministrare alcol oltre l’orario stabilito e verificare se pagano la Siae e le tasse? Qui non è questione di stabilire se il Centro debba essere animato o no, è questione di sapere se la legge è uguale per tutti o no (leggi).

L’ingresso del sindaco Carancini e della presidente Del Balzo

Ma lei sindaco inaugura Palazzo Ricci restituito alla città (finalmente la Fondazione Carima risparmia sulle spese) e parla di sogno. Magari si potesse sognare… in centro è impedito dormire! E se Macerata è in preda ai vandali, attorno ha solo cumuli di macerie. La faccenda è particolarmente grave. Sotto tre profili: la perdita di centralità del capoluogo rispetto al suo territorio, l’assoluta afonia della città nel dibattito sul post-sisma, le disastrose e prolungate conseguenze economiche che si avranno da questa sinecura.

Così caro Carancini assistiamo sul terremoto a una pantomima davvero imbarazzante con la nascita di due partiti dei sindaci, con l’assenza totale dei consiglieri regionali e dei parlamentari, con l’assoluto silenzio dei partiti che non sapendo interpretare i bisogni e le istanze dei cittadini paiono un cumulo di macerie d’idee e di iniziative. Nessuno che chiami il Commissario troppo straordinario Vasco Errani a rendere conto del nulla che si è fatto, nessuno che chieda conto alla (s)Protezione Civile incarnata da Fabrizio Curcio dei ritardi, nessuno che domandi a Cesare Spuri se sa che nelle Marche c’è stato un terremoto. Nessuno che chieda conto al Governo di dire la verità: i soldi per la ricostruzione e per il ristoro dei danni ci sono si o no?

Luca Ceriscioli ha annunciato la massima vigilanza contro le infiltrazioni malavitose nella ricostruzione

Ci sono le proteste, non si sentono le proposte. Basta considerare che a sei mesi dal sisma a Macerata città ancora ci sono dichiarazioni di inagibilità, basta considerare che niente è stato ricostruito, basta considerare che le macerie sono tutte lì, che gli sfollati a Porto Sant’Elpidio saranno di nuovo deportati, che le imprese come le persone sono state abbandonate. L’altro giorno Luca Ceriscioli presidente della Regione Marche che evidentemente per lui finiscono al Musone con sprezzo del ridicolo ha convocato le parti sociali per annunciare che ci sarà la massima vigilanza contro le infiltrazioni malavitose nella ricostruzione. Ne siamo certi: siccome non ricostruite nulla le infiltrazioni non ci sono. Avevano promesso anche una sburocratizzazione delle pratiche. Ebbene ho provato a verificare cosa succede se uno vuole chiedere il contributo una tantum di sostegno alle imprese. E’ un delirio. Tutto pare progettato per evitare che arrivino le domande di contributo. Così come stanno per esaurirsi i contributi per autonoma sistemazione, così come stanno per saltare per aria i bilanci dei piccoli Comuni, così come sta per morire il tessuto economico delle zone interne.

Cesare Spuri e il commissario alla ricostruzione di New Orleans E.J Blakely

Ci ha offerto uno spaccato dell’incapacità a gestire la ricostruzione l’incontro tra Cesare Spuri e il commissario alla ricostruzione di New Orleans E.J Blakely organizzato da Actionaid. L’americano ci ha detto: si ricostruisce con la partecipazione delle comunità, ascoltandole. Spuri ha ammesso che non è stato fatto e nelle stesse ore – a dimostrazione – il ministro Martina era egualmente a Macerata, ma a fare campagna elettorale per Renzi. Il ministro agricolo ha dato una pacca sulla spalla agli allevatori, ma di aiuti, di stalle, di mercato, di occupazione non ha parlato. Forse non sa che l’agricoltura da Camerino in giù è morta! Di tutto questo si parla – lo dico per inciso – martedì 11 dalle 17,30 alla biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata. Se venisse anche lei sindaco sarebbe una bella occasione.

Antonio Pettinari

Perché se lei vuole intestarsi la titolarità dell’area vasta – ci prova quando si parla di ospedale, ma i risultati paiono modesti – bisogna che lei comprenda che i sindaci dell’entroterra maceratese sono allo stremo. Nella sua assenza c’è chi ha provato a dare un po’ di credibilità alla politica locale. E’ il soldato Antonio. Pettinari ha offerto a voi del Pd una lezione di cosa sia davvero la politica. Forse gli è rimasto nelle orecchie il comandamento di Alcide De Gasperi: la politica è realizzare. Sa caro sindaco temo che voi del Pd in era Renzi siate passati dal saper fare al primato del far sapere, ma qui sul terremoto le chiacchiere stanno a zero. Allora non si meravigli, come buona parte dei dirigenti del suo partito, se Pettinari torna ad essere presidente della Provincia. Un ente che troppo in fretta avete voluto spazzare via. Al quale la Regione ha provato a portare via ogni funzionario, ogni tecnico sperando che l’ente morisse d’inedia. Peccato che nei giorni dell’emergenza la Provincia – grazie anche al superlavoro dei suoi dipendenti, i pochi rimasti – fosse il solo punto di riferimento e di coordinamento e sia intervenuta fin dove ha potuto e oltre.

Pettinari, come politico, è stato il solo a interpretare il disagio dei piccoli centri, è stato il solo che ha avuto il coraggio di richiamare il Governo, il Commissario Straordinario e la Regione al rispetto degli impegni. Vede sindaco il suo collega Cialente sul terremoto de L’Aquila ci ha costruito una carriera. Ora non mi sento di suggerirle questo, ma da maceratese adottivo mi sarebbe piaciuto sentire il mio primo cittadino che offre, da una Macerata ferita, agibilità politica al disagio dei piccoli centri che sono però la sua forza. Lei questo non lo ha fatto perché il Pd locale e regionale è totalmente immerso nella politica politicante. Non sembra interessargli governare i territori, quanto piuttosto occuparli. No so se condivide la mia opinione, ma ho notato che c’è una sorta di pregiudiziale sisma: se vuoi l’appoggio del Pd non devi lamentarti del terremoto.

Giuseppe Pezzanesi e Francesco Comi durante la presentazione del progetto dell’ospedale unico

Il caso più emblematico è Tolentino dove il buon sindaco Pezzanesi ha stretto alleanza con il segretario del Pd Comi e ha smesso perciò di lagnarsi del nulla che si è fatto sul dopo terremoto. A quello di Camerino ha provveduto Errani a tappargli la bocca. Non è negando la realtà che il suo Pd caro sindaco costruirà una proposta politica. E attenzione perché Antonio Pettinari, segretario dell’Udc, è indispensabile al Pd per governare in Regione. Sono convinto che se il maceratese avrà – ammesso e non concesso che inizi mai una ricostruzione – un’attenzione regionale sarà per la capacità di pressione politica del soldato Antonio. Ed è per questo che è facile prevedere che Macerata resterà ai margini. Ma forse è giusto perché se non ci fosse stata la Provincia le scuole sarebbero state rase al suolo, le strade sarebbero ancora ingombre di macerie, vede caro sindaco se non ci fosse la Provincia i piccoli Comuni i cui sindaci stanno per riconsegnare le fasce sarebbero privi di rappresentanza. E se avessimo ancora una Camera di Commercio probabilmente il tessuto economico di questa terra meravigliosa che è il maceratese sarebbe più resistente al virus dell’abbandono.

Si demonizzano le attuali nostalgie proporzionaliste e si evoca, quasi con sdegno, che sta tornando la Prima Repubblica – quella che aveva le Province efficienti, le Camere di Commercio operanti e le Regioni meno fameliche e più competenti – però il soldato Antonio ha dimostrato nel post sisma che forse non tutto di quella stagione era da buttare. Ma, e lo domando proprio a lei, i politici e gli amministratori della nuova era dov’erano invece? Dove sono? Avete sostituito al decentramento delle Province l’accentramento del Commissario e della Regione, avete combattuto l’autonoma determinazione delle categorie economiche con la rigida dipendenza del sistema alle direttive di Regione e Governo. Il risultato è che dopo il terremoto c’è il deserto.

Lei invece avrebbe un’occasione notevole: costringere il Pd a misurarsi se sia stato sensato liquidare i livelli intermedi di governo e di rappresentanza in un’Italia che è fatta di territori fragili e frastagliati. Lei avrebbe la sacrosanta occasione di restituire a Macerata la funzione di capoluogo mettendosi alla testa di quei sindaci che privati di tutto vedono le loro comunità disperate e disperse. Certo per farlo deve mettere sul banco degli imputati Errani, Curcio, Ceriscioli, mezzo governo, il suo Pd. A lei la scelta: resta chiuso nella sua fortezza Bastiani assediata dai vandali della notte, ma sonnacchiosa nella democratura o va all’assalto per liberare i territori dalla tirannia del nulla? Magari rischierà di fare la fine del capitano Miller, ma avrebbe l’orgoglio di aver salvato il soldato Ryan.
Con ossequi.

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