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Il saluto di Ines alla Civica Enoteca:
“Qualsiasi cosa verrà dopo
non sarà lo stesso”

MACERATA - La lettera della sommelier e volto dello spazio della Camera di Commercio che chiuderà il 31 dicembre: "E' stato un punto di riferimento altamente professionale, serio e molto utile a tanti"
giovedì 22 dicembre 2016 - Ore 18:44 - caricamento letture
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Pubblichiamo il saluto alla Civica enoteca maceratese di Ines Laubbichler, da sempre sommelier e volto dello spazio della Camera di Commercio nato nel giugno del 2012 che il 31 dicembre chiuderà battenti per mancanza di fondi.

“E’ sempre un dispiacere quando non sei tu a decidere un cambiamento inaspettato. La Camera di commercio di Macerata aveva dato voce ad un esigenza su molteplici fronti, in primo luogo la divulgazione della cultura enogastronomica, veicolata attraverso sia i corsi di formazione, sia attraverso la proposta di iniziative ad hoc per un pubblico attento, per turisti da tutto il mondo e potenziali buyer internazionali. Gestita dalla Ex.it, azienda speciale della Camera di commercio, ha vantato le partnership istituzionali del Comune di Macerata e della Provincia, nonché collaborazioni esemplari di moltissime associazioni. Parlo come professionista del settore enogastronomico e come sommelier affermando che lo sviluppo nei quasi cinque anni di attività è stato costante, crescente ed ha visto il mio totale impegno, la dedizione e l’amore per questo mestiere che sicuramente va oltre l’idea di lavoro per percepire uno stipendio.

Uno degli incontri con l’Opera all’enoteca

La Civica enoteca è stata un punto di riferimento altamente professionale, serio e molto utile a tanti. Ma non sono qui per leggere un capitolo chiuso, bensì per ringraziare le persone che in questi anni hanno lasciato un valore sia personale che professionale. Ringrazio anzitutto i 64 produttori associati. Ringrazio i produttori di vino, di olio extra vergine di oliva, di birra, di vino cotto, di miele, di confetture, di distillati, perché senza loro questo posto non sarebbe esistito. Il risultato del loro lavoro è stato l’anima di questo posto; la collaborazione fondamentale, le risposte senza esitazioni una soddisfazione, i riscontri preziosi, la partecipazione un valore aggiunto unico. Grazie di cuore.

Al centro Ines Laubbichler con il presidente della Camera di Commercio Giuliano Bianchi i suoi collaboratori e i componenti dell’Associazione Italiana Sommelier

Ringrazio la famiglia dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier) che dall’inizio ha creduto nelle mie competenze e nella mia esperienza per coprire questo ruolo rendendo merito alla figura professionale così complessa che spero aver svolto con onore. In particolare ringrazio il collega ed amico Cesare Lapadula, delegato dell’Ais Macerata ed il decano sommelier Enzo Gironella, instancabile e sempre presente. Ringrazio Teresa Bolognesi sempre pronta e cordiale, e Mauro Pagnanini per le tante trasferte in enoteca e l’attenzione con cui ascoltava le mie spiegazioni relative ai singoli prodotti. Ringrazio Giorgio Pietrani, che in maniera impeccabile ha sempre risolto e supportato le mie necessità informatiche. Ringrazio e sono fiera dei consumatori interessati e fedeli alle attività proposte dalle quali hanno imparato un consumo consapevole e di qualità; alcuni addirittura hanno sfidato nel concorso di degustazione gruppi professionisti superandoli nelle prove di riconoscimento dei vini ed oli extra vergine locali.

Lorenza Natali

Sono fiera di aver aiutato decine di migliaia di persone confluite in enoteca tra cui turisti, che hanno ricevuto il benvenuto e le migliori illustrazioni del territorio. Ma anche i quasi 2000 follower di facebook. Infine e non per ultimo ringrazio di cuore la mia responsabile, la dottoressa Lorenza Natali, per la sua coerenza, per essere riuscita nell’intento di far percepire meno istituzionale e più alla portata del settore stesso un luogo gestito da un istituzione, per la sua energia, per il  gioco di squadra perfettamente incastrato di entrambe, per le commissioni affidatemi, per la passione ed il tempo dedicato alle attività della dell’enoteca e soprattutto per la fiducia che ha posto in me sempre. Queste sono state per me le persone vere con cui mi sono relazionata con le quali ho avuto scambi di idee e soprattutto che non mi hanno considerato un numero di matricola. Non rimpiango nulla, fuorché il tempo sacrificato alla famiglia lavorando anche quasi tutte le domeniche. Qualsiasi cosa verrà dopo in quel luogo non sarà mai più lo stesso”.

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