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Si è spenta Liana Lippi,
una vita accanto a Vittorio Sgarbi

LUTTO - E' scomparsa stamattina a 72 anni, era ricoverata a San Severino. Il noto critico d'arte la nominò al vertice dei Beni architettonici ed ambientali delle Marche. Le sue grandi passioni: la cultura e la politica. Il funerale domani
venerdì 28 ottobre 2016 - Ore 13:25 - caricamento letture
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Liana Lippi, 72 anni, è morta questa mattina nella sua casa, a conclusione di una lunga malattia. I funerali a San Severino, la sua città, domani alle 14,30, partendo dall’ospedale ‘Eustachio’ alla chiesa di San Domenico. Lascia le figlie Michela e Maria Cristina e la nipote Sara.

di Maurizio Verdenelli

La ricordo ancora quella sera a Civitanova, quando iniziò tutto. Se Vittorio Sgarbi si fece (per qualche tempo) socialista, marchigiano e più ancora settempedano, si deve ad Ivo Costamagna e sopratutto a lei di cui divenne amico, fratello e sodale. Lei, Liana Lippi, allora capogruppo socialista al comune di San Severino. La bionda Liana era giovane e  bellissima, ho ancora negli occhi la sua sfolgorante chioma bionda. Vittorio acconsentì volentieri, bersagliato dai flashes di Pietro ‘Briscoletta’ Baldoni, fotoreporter del Messaggero, a presentarsi alle allora incombenti elezioni comunali di San Severino. Due i motivi lo mossero a quella decisione che avrebbero segnato per sempre il suo percorso esistenziale: il contrasto con Federico Zeri, allora guru e patrono a San Severino del Premio per la critica d’arte ‘Salimbeni’ e, sopratutto, la simpatia che sentì fortissima sin da quella sera civitanovese, promossa dal sindaco socialista Costamagna, con le signore dell’Innher Wheel.

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Liana Lippi


Così lui si presentò alle elezioni comunali settempedane, anche se avrebbe voluto essere della partita a quelle regionali dissuaso in questo da Costamagna che da tempo vi si preparava con cura certosina. Sgarbi dunque a San Severino trionfò,  anche perché fresco di nascenti allori televisivi prima del Maurizio Costanzo show poi tracimando dappertutto tra tv di Stato e quelle berlusconiane. Liana, che divenne naturalmente assessore e sindaco in pectore (“Per Vittorio ci penso io” mi diceva sempre con tono ultimativo)  prese sotto la propria ala protettrice la giovane, emergente ‘stella’ coccolata dai salotti tv via etere. Lo fece così bene da piacere assolutamente alla signora Rina Cavallini Sgarbi, la madre, e da diventare per lui il prolungamento familiare nelle Marche e un pò dappertutto.

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“Adesso mi sono trasferita nella ‘tua’ Perugia, in via Eugubina con una delle mie figlie” mi disse Liana l’ultima volta che ci siamo visti domenica 1. marzo del 2015 a Corridonia. Sedevamo in prima fila mentre il ‘suo’ Vittorio era, al solito, protagonista (pronubo Giampiero Feliciotti) arringando un’autentica folla -assente solo la sindaca Nelia Calvigioni- nella chiesa di san Francesco in difesa del convento degli Zoccolanti, insidiato da antenne tv/cellulari et cetera. A conclusione, Sgarbi, sporse addirittura denuncia presso la locale stazione dei carabinieri, nel tripudio popolare. Ricordo come ad ogni passaggio davanti a noi -lei mi era seduta accanto- Liana gli passasse carte e cartelle che Vittorio diligentemente acquisiva con un silenzioso assenso del capo. Alla fine io e lei parlammo a lungo sulla questione, spinosissima, delle antenne e delle concessioni. Lianae era sempre combattiva, in prima fila. Io l’ascoltavo ed ammiravo. Era già malata e stanca.

Per Liana, il più celebre critico d’arte, si è sempre fatto in quattro: a cominciare nel 2002, quand’egli sottosegretario,  la nominò nella sorpresa generale soprintendente ai beni architettonici ed ambientali delle Marche. Lippi fu congedata due anni dopo a pochissimi giorni dalla scadenza del mandato: tanto bastò per scatenare una vera polemica. Sgarbi, nel corso degli anni, è stato poi il costante testimonial delle campagne elettorali che la battagliera ed indomita Lippi continuava a condurre. La politica è stata sempre con la cultura, il grande amore di Liana che non dimenticava mai le radici socialiste. La primavera scorsa è stata a fianco vittoriosamente, dell’amica Rosa Piermattei, oggi sindaco: un’altra grande donna settempedana, un’altra ‘pasionaria’ come lei.

L’altro grande amore, per tutti quest’ultimi decenni, non è venuto anche questo mai meno: la famiglia Sgarbi di Ferrara. Due fratelli: Liana e Vittorio sono sempre apparsi. Mai un’incrinatura. Unione perfetta. E’ certo che la morte di lei, che sopravviene quasi esattamente ad un anno dalla scomparsa di Rina, sarà per il critico d’arte un gravissimo colpo. Accanto a lui, Liana è stata fino all’ultimo. L’ultima volta in ordine di tempo, dopo la sfolgorante rassegna fabrianese ‘Da Giotto a Gentile’, ad Osimo per la mostra Cavallini-Sgarbi  a palazzo Campana, che dato il successo sarà prorogata fino a gennaio. Praticamente a curarne la splendida edizione sono stati Lippi e Stefano Papetti, l’eccellente critico d’arte ascolano anch’egli amico e sodale di colui che si definisce da sempre ‘il più celebre critico d’arte italiano’. “Ricordiamo con affetto Liana Lippi -dice il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni- Lei sempre al fianco di Vittorio, anche se talvolta chiaramente affaticata era costretta a sedere”. La morte è venuta all’alba, all’ospedale della sua città d’origine: una dolce ed attesa Signora alla fine della Notte per lei, sempre sulla breccia accanto al ‘fratello’ che aveva ‘adottato’ sin da quella sera civitanovese negli anni Ottanta, senza più lasciarsi a fianco di Rina ed Elisabetta, ‘l’altra sorella’ indivisibile .

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