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“Sopra la galleria c’è un vuoto enorme”
Un altro operaio pone dubbi
sul tunnel della Quadrilatero

GRANDI OPERE - Dopo le dichiarazioni di un addetto rilasciate alla trasmissione Report un altro lavoratore che ha partecipato alla realizzazione dell'opera parla di poco cemento sulla volta del foro La Francaa lungo il tratto della strada di collegamento Marche-Umbria in costruzione
lunedì 13 aprile 2015 - Ore 17:55 - caricamento letture
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L'operaio intervistato (sopra) e la galleria La Franca (sotto)

L’operaio intervistato (sopra) e la galleria La Franca (sotto)

 

di Monia Orazi

«Poco cemento nella copertura della galleria». A dirlo, adesso, c’è anche un secondo operaio che ha lavorato alla costruzione del tunnel “La Franca”, lungo il raddoppio della superstrada 77, inserito nel progetto Quadrilatero. Il giorno dopo la trasmissione di Report, con un servizio di Giovanna Boursier che ha riportato l’intervista ad un operaio, secondo cui nella costruzione della stessa galleria (leggi l’articolo) sarebbe stato utilizzato meno cemento del previsto, con gravi carenze strutturali, il Corriere della Sera, riporta la testimonianza di un secondo operaio che ha lavorato alla costruzione della galleria “La Franca” (guarda il video). Ecco la nuova testimonianza: «Quello che ho visto con gli altri è che la copertura del getto finale era poca. Secondo me era povera, striminzita, poca copertura dello spessore del cemento. Lì dovrebbero esserci dai 50 ai 70 centimetri di spessore, invece a volte sono 12, altre 15, 18, 20. Si vede il cemento che quando ce n’è poco si crepa», ha detto l’operaio durante l’intervista a Boursier. «C’è un allargo dentro la galleria, praticamente una piazzola di sosta, e sopra quell’allargo lì, c’è un fornello, praticamente dal tetto della galleria al soffitto ci stavano una trentina di metri», continua l’uomo vestito di nero ed oscurato in volto. «C’era un vuoto?» chiede Giovanna Boursier. «Sì, sopra l’allargamento della galleria La Franca c’era questo vuoto enorme, non penso che è stato riempito – afferma l’uomo – e non davano nemmeno retta. Avanti, avanti, avanti, andiamo avanti. Invece gli si diceva guardate più andiamo avanti più il problema diventa grosso. Se loro hanno detto che è tutto a posto, regolare, nella norma, io magari non sono un tecnico che può dire che sta tutto a posto, però posso dire che i lavori vengono fatti in una certa maniera». E qui l’intervista si conclude, iniziano gli interrogativi. L’Anas, come annunciato nei giorni scorsi dal presidente Pietro Ciucci (leggi l’articolo) sta provvedendo ad una serie di controlli e ha spiegato che dalle indagini già effettuate, risulta che nella costruzione del tunnel, siano stati impiegati più materiali del previsto rispetto al progetto esecutivo. Tra due settimane si conoscerà l’esito dei controlli, perché le ispezioni all’interno della galleria hanno una durata di quattro giorni, riprese dalle telecamere di Report, mentre per le risposte serviranno altri dieci giorni. «Speriamo che questa ispezione sia completamente inutile», ha detto Milena Gabanelli alla conclusione del servizio su Report. «Queste dichiarazioni per noi è un pò complicato verificarle (riferendosi all’intervista del primo operaio, andata in onda ieri sera, ndr) – aveva detto prima la conduttrice – comunque venerdì, due giorni fa, Anas ha deciso di mandare i tecnici in questa galleria per fare i controlli. Evidentemente il presidente Anas ha pensato che un operaio che non ne capisce più di un direttore dei lavori, ma che tuttavia quanto cemento viene messo lo vede, meritasse un po’ di credito». Nel servizio mostrato ieri sera nella trasmissione di Report, durante l’intervista, Andrea Simonini project manager di Quadrilatero ha spiegato che se venisse fuori dai controlli che le opere sono state realizzate con una qualità inferiore a quella prevista, si procede alla demolizione e poi al rifacimento, oppure al deprezzamento per l’aggiudicatario dell’appalto, previo superamento del collaudo. Ieri pomeriggio si è parlato di Quadrilatero anche durante il festival di controinformazione, Altre Visioni, in corso a Macerata. Dal palco del cinema Italia, Loredana Lipperini, parlando di giornalismo d’inchiesta, ha ricordato alcune vicende giudiziarie legate alla Quadrilatero, portate alla luce da una precedente inchiesta di Giovanna Boursier risalente al 2006, oltre ad una serie di articoli di Sandra Amurri sul Fatto Quotidiano. La scrittrice e conduttrice di Radio 3 Rai ha ricordato quei fatti nel suo libro “Questo trenino a molla che si chiama il cuore” in cui ricostruisce il suo rapporto con la sua terra d’adozione, Serravalle di Chienti di dove è originaria la sua famiglia (leggi l’articolo).

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