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Residenza per anziani a Macerata
L’ad Brizioli: “E’ un servizio che manca”

La Kos ha proposto di realizzarla a Villalba o su una proprietà comunale in cambio della destinazione d'uso della struttura. Si attende una risposta da parte dell'amministrazione. I renziani: "L'operazione costituirebbe un importante volano economico per la città"
mercoledì 18 settembre 2013 - Ore 14:55 - caricamento letture
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L’ad dell’istituto Santo Stefano Enrico Brizioli

di Alessandra Pierini

La società invecchia e gli anziani, oltre ad essere sempre più numerosi, hanno anche esigenze sempre più difficili da soddisfare, specie in una fase storica in cui le famiglie hanno sempre minore capacità di assistere. In questo quadro si colloca la proposta del gruppo Kos, la holding specializzata nella sanità, controllata dal gruppo De Benedetti, proprietaria, tra l’altro, dell’Istituto Santo Stefano a Porto Potenza, di Villalba a Macerata e Villa Pini a Civitanova. La Kos vorrebbe realizzare nel capoluogo una Residenza Sanitaria Assistenziale e attende una risposta dal Comune di Macerata.
«Siamo stati autorizzati dalla Regione Marche per dar vita ad una struttura da 80 posti dedicata agli anziani e in particolare ai malati di Alzheimer- spiega l’amministratore delegato del Santo Stefano Enrico Brizioli – abbiamo pensato di realizzarla a Villalba che è di nostra proprietà e tra l’altro è un servizio che manca a Macerata. Vedendo il progetto, però, ci siamo resi conto che Villalba non ha alcune delle componenti ottimali come ad esempio un giardino all’interno o un parcheggio adeguato. Sarebbe quindi necessario demolire la struttura e ripartire dall’inizio». A questo punto si è pensato ad una soluzione alternativa: «Abbiamo chiesto al Comune se fosse interessato alla realizzazione in un’altra sede di proprietà comunale, ad esempio l’ex Fornace (vicino al cimitero ndr) o un terreno della Smea nei pressi dell’ex seminario. Chiediamo però un cambio di destinazione d’uso per Villalba». In particolare si chiede che venga trasformata da attività sanitaria  in attività residenziale o commerciale: «Il cambio di destinazione era stato annunciato dall’ex sindaco Giorgio Meschini quando, anni fa, abbiamo trasferito la clinica a Villa Pini, a Civitanova. Se il Comune non vuole cogliere l’ opportunità di vendere e valorizzare le sue proprietà, comunque andremo avanti a Villalba dove pensiamo serviranno almeno 120 nuove assunzioni». Tra l’altro il progetto dovrà essere presentato entro il  prossimo 31 dicembre.  Per la costruzione si impiegherà un anno e mezzo, una volta ottenuti i permessi.

Sulla questione aveva espresso contrarietà la Cisl di Macerata (leggi l’articolo). Interviene oggi il Comitato Macerata Adesso:

«Sin dal momento della nostra costituzione – scrivono i renziani – abbiamo chiarito come l’associazione Macerata Adesso abbia come principale scopo quello di rappresentare un momento di sintesi tra esigenze provenienti dalla società civile e mondo della politica, sia locale, sia nazionale.
In ragione di ciò, dobbiamo rilevare come allo stato, due sono le domande poste dalla cittadinanza: 1) quale futuro sviluppo economico e sociale è ipotizzabile per la città di Macerata? 2) è possibile che da quel progetto discendano anche ripercussioni virtuose, ossia nuove opportunità economiche ed, in sintesi, nuovi posti di lavoro?
Crediamo che tentare di fornire risposte ai quesiti di cui sopra costituisca il primo passo (cui dovrebbe seguire la delineazione di un vero e proprio disegno organico della città che si vorrebbe costruire) per poter affrontare in modo strategico le sfide del futuro.
Ciò premesso, sentiamo la necessità di prendere posizione con nettezza sulla – ormai annosa – questione della prospettata realizzazione da parte dell’Istituto Santo Stefano di Porto Potenza, di una residenza sanitaria assistita (RSA), per un totale di 108 posti. Se andasse in porto questo progetto, la città avrebbe una qualificata struttura per la cura di malati le cui famiglie sono oggi costrette a cercare assistenza lontano da Macerata e con la possibilità di dare lavoro a circa 120 nuovi addetti, tanti ne servono infatti per una RSA con quella capienza. Ai posti di lavoro direttamente riferibili alla struttura edificanda, poi, dovrebbe essere sommato anche l’indotto generato dalla presenza della RSA, nonché l’investimento per la sua realizzazione. In pratica, il tutto costituirebbe un volano economico di tutto rispetto per la città, specialmente in una fase di gravissima difficoltà economica e dalla ormai drammatica carenza di lavoro in particolare per i giovani. Date queste premesse e la linearità delle considerazioni svolte, auspichiamo che l’amministrazione comunale faccia tutto il possibile per la realizzazione del progetto, ritenendolo una delle sue priorità».

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