Camusso: “L’Indesit scommetta sull’Italia”

La segretaria Cgil a Fabriano davanti a 800 lavoratori

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susannacamusso“Bisogna ascoltare il fatto che si sta giungendo a un punto di rottura in questo Paese”. Così Susanna Camusso, leader della Cgil, parlando nella Piazza del Comune di Fabriano , di fronte a centinaia di operai di Indesit Company. Secondo la leader della Cgil, “il punto di rottura è esattamente quello dato dalla convinzione, che giustamente ci si crea, che non siamo di fronte a scelte delle aziende per governare la crisi, ma siamo di fronte ad aziende che approfittano della crisi per continuare ad aumentare i loro profitti, lasciando sulla strada migliaia e migliaia di lavoratori”. “Non si governa un Paese – ha aggiunto -, non si governa un’uscita necessaria dalla crisi se non si ha innanzitutto l’attenzione a tutto questo”.

La segretaria della Cgil, Susanna Camusso, si è detta “molto colpita dall’idea della famiglia di andare a investire in Turchia”. Parlando, senza nominarli direttamente dei Merloni, la leader ha fatto un riferimento diretto alle voci di delocalizzazione in quel Paese, “mentre le piazze impediscono ai giovani di conquistarsi diritti e libertà”.   “C’e’ un modo di scegliere anche come si sta sul piano internazionale – ha aggiunto, tra gli applausi dei circa 800 lavoratori di Indesit Company, che affollavano la piazza – non è tutto uguale”.

“Mi verrebbe voglia di dire che il profitto non basta mai e che quello accumulato in questi anni, anche nell’ultimo, evidentemente non soddisfano le volontà di questa proprietà”. Così la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, ha risposto a una domanda sulla vertenza di Indesit Company, il cui piano industriale prevede esuberi per 1.425 unità. “E’ molto duro dirlo”, ha ammesso la sindacalista.
“Non c’e’ una necessità di ridimensionare la presenza della Indesit in Italia – ha aggiunto -: questa e’ una di quelle aziende delle quali possiamo dire che va bene”. “Questa e’ un’azienda che lungo tre generazioni – ha aggiunto la Camusso -, non solo ha rappresentato l’emblema di questo territorio, ma ha anche rappresentato uno straordinario profitto per una famiglia, che certo qui ha insediato degli stabilimenti e dato lavoro, ma a cui il territorio ha dato molto”. Ancora una volta, senza nominare la famiglia Merloni, la Camusso ha attaccato duramente: “Non e’ che sono loro i benefattori!”.

“E l’idea che non si guardi al senso che hanno le scelte che si fanno in Europa e a come si sta in questo Paese in rapporto all’Europa – ha detto la Camusso – sono tutte cose che preoccupano”. Un pensiero solidale è stato rivolto dai lavoratori alla delicata situazione in Turchia, prima dell’inizio degli interventi pubblici. Sollecitata a fare una previsione sulle misure che, nei prossimi giorni, il governo prenderà in materia di lavoro: “Per le indiscrezioni e per le cose che ci sono state dette finora abbiamo molta preoccupazione e nessuna fiducia. Abbiamo la forte preoccupazione che si voglia continuare a percorrere la strada sbagliata della precarietà, del concedere modalità di assunzione precaria o a termine”, ha spiegato la segretaria generale della Cgil. “Abbiamo invece bisogno di un messaggio esattamente opposto – ha poi aggiunto -: le persone hanno bisogno di avere un minimo di sicurezza per poter riprendere una vita normale, per avere una qualche fiducia che i loro figli troveranno un lavoro”. Camusso si è detta convinta che “se si continua a insistere sull’idea dell’instabilità delle persone non si scommette sul futuro del Paese”.

 


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