Mozione in Regione per il carcere di Camerino
Spacca chiede un incontro al ministro
Il documento è stato approvato dal Consiglio
Il Consiglio regionale ha approvato la mozione a firma della Vice Presidente Rosalba Ortenzi e dei consiglieri Luca Marconi, Francesco Comi, Angelo Sciapichetti ed Enzo Marangoni, che “considerata l’indifferibilità e l’urgenza di procedere all’avvio dei lavori per la costruzione della nuova struttura penitenziaria camerte che dovrà ospitare circa 450 detenuti, impegna la presidenza della Giunta e del Consiglio ad intraprendere nell’immediato tutte le iniziative utili a sollecitare le autorità governative e il Ministro della Giustizia a dare piena attuazione a quanto previsto dal piano di edilizia penitenziaria con la costruzione del nuovo carcere di Camerino”. Per la realizzazione dell’opera sono già state avviate le necessarie procedure amministrative con il Comune di Camerino, relative alla definizione dell’area da espropriare, e nel 2010 è stata sottoscritta l’intesa dall’Assessore Luca Marconi con il Capo Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Franco Ionta. Giudicate plausibili le assicurazioni avute al riguardo dal Commissario per l’Edilizia Penitenziaria Prefetto Angelo Sinesio che tuttavia ha precisato che nei prossimi giorni dal Governo verrà assunta una decisione definitiva in merito al costruendo carcere di Camerino per lo sblocco delle risorse finanziarie a suo tempo accantonate.
Nel frattempo il Presidente della Regione, Gian Mario Spacca, ha chiesto un incontro al Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri per affrontare proprio la questione del carcere.
(Redazione CM)
Per quello che può valere non sono d’accordo. Una nuova colata di cemento, con prospettiva (si veda il polo scolastico di via madonna delle carceri) di un cantiere decennale e magari una ennesima cattedrale del deserto.
Le strutture da adibire a carcere ce ne sarebbero già abbastanza pronte, dall’ex collegio fazzini (usato per cosa, ora?), all’ex ospedale alle decine di strutture pubbliche inutilizzate nella regione.
Se le strutture non rispondono alle norme, le norme vanno adeguate per farcele rientrare. Basta con il cemento, con la speculazione e con questi appalti che facilmente finiscono in zona grigia.