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La legge urbanistica
che fa tremare il Palazzo

Arrivata in commissione la Legge regionale di iniziativa popolare. Sul testo raccolte oltre 8700 firme, più di 1100 in provincia di Macerata. La storia di un testo incentrato sulla tutela del paesaggio, la partecipazione e il governo del territorio. Le contromosse di Ancona. La corsa affannosa di una seconda legge che la Giunta fa spuntare fuori dopo quasi dieci anni di inerzia
domenica 2 giugno 2013 - Ore 15:54 - caricamento letture
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PALAZZO REGIONE

di Marco Ricci

(Prima parte)

Tutto ha una causa. Un tetto che crolla, un ramo quando si spezza, un’automobile che di colpo si guasta. Dal 2001 al 2010 cemento e asfalto nelle Marche hanno bruciato 4.435 ettari di territorio, pari a 10.000 campi di calcio. Così se le nostre città e i nostri paesaggi sono stati devastati in barba ai vincoli paesaggistici questo si deve principalmente a una ragione. Che dal 1989 ad oggi, in tema di tutela del territorio e del paesaggio, la Regione Marche è passata da essere la regione più virtuosa d’Italia a fanalino di coda delle regioni italiane. Oggi infatti – in compagnia del Molise e della Val D’Aosta – le Marche sono una delle tre regioni a non avere una norleggemativa urbanistica che rispetti la Convenzione Europea del Paesaggio e il cosiddetto Codice Urbani, la normativa del 2004 che ha unificato criteri e metodi di tutela del patrimonio culturale, tra cui il territorio e il paesaggio.

0In principio, ai tempi delle Marche virtuose, venne il Piano Paesaggistico Regionale (Ppar). Un testo illuminato di cui la Regione Marche – seconda solo all’Emilia Romagna – si dota nel lontano 1989 per soddisfare le richieste della Legge Galasso (1985): un unico piano paesaggistico-territoriale che investe l’intero territorio regionale con diversi gradi di tutela per preservarne e valorizzare i suoi caratteri peculiari e i suoi beni identitari. Nel 1992 però, soli tre anni dopo, arriva il primo colpo all’efficacia del Ppar. Una nuova legge urbanistica regionale delega infatti il controllo del rispetto del Piano Paesaggistico alle Provincie. E da qui cominciano i guai. Perché ogni provincia interpreterà il Ppar a modo suo senza che di fatto nessuno ne verifichi e ne imponga un’attuazione omogenea sull’intero territorio regionale.

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L’avvio del  cantiere di Via Trento

Poi le cose peggiorano ancora. Arrivano gli anni del fai da te urbanistico, quelli che potremo definire del “campanile selvaggio”. E non arrivano appunto per caso. Ma perché nel 2001 la Regione Marche – con la legge 19 – sceglie di demandare non più alle Province ma ai singoli Comuni l’approvazione del Piani Regolatori e del loro adeguamento al Piano Paesaggistico. Così, dopo che si è perso il ruolo della Regione, anche quello delle Provincie si riduce drasticamente al rilascio di un misero parere di conformità le cui prescrizioni, oltretutto, hanno efficacia praticamente solo nel caso in cui il Comune le accolga. E’ partita la corsa al cemento e agli oneri di urbanizzazione. Sono gli anni delle varianti improvvisate in barba al Piano Paesaggistico che sfornano le città incuranti del paesaggio e del consumo di suolo. A Macerata, per fare qualche esempio, Via Trento, il Seminario Nuovo, il quartiere di Corneto e quello delle Vergini tra gli altri, sono tutti interventi realizzati in presenza di vincoli paesaggistici anche importanti. Il Comune di Osimo – dal 2001 al 2010 – brucerà 25 ettari di terreno libero ogni anno. E di fatto nessuno controlla, mentre il territorio e il paesaggio soccombono alla speculazione. Nel frattempo un nuovo testo urbanistico si impantana in qualche corridoio della Regione Marche. A un tiro di schioppo dalla Mole Vanvitelliana, dall’arco di Traiano e dai leoni alati di San Ciriaco.

lottizzazione-Giorgini

Lottizzazione Giorgini

Che qualcosa non vada se ne cominciano ad accorgere in molti. Così i cittadini, le associazioni e i comitati cominciano gradatamente a muoversi. Nel silenzio tombale e nell’indifferenza della politica che, quasi all’unisono, assiste indifferente e troppe volte complice allo scempio in atto. E’ in questo contesto che nel 2008 nasce il Coordinamento Paesaggio Marche, un’organizzazione che raccoglie al suo interno associazioni e comitati locali ma anche Legambiente Marche, Coldiretti, Cgil con le loro strutture regionali, per coordinarsi e mettere a fattor comune le risorse e difendere in maniera più efficace il territorio dalla voracità dei comuni.Tra i comitati fondatori c’è anche quello maceratese di San Claudio, salito agli onori della cronaca per la sua battaglia contro il Suap Giorgini, il previsto insediamento di 70.000 mq in una fascia di territorio ancora incontaminata. Uno sforzo che porterà i suoi frutti: sotto la pressione dei cittadini, dell’opinione pubblica e dei trattori, il Consiglio Comunale di Macerata – per una volta nella vita – non approverà.

1Più meno nello stesso periodo, intanto, il Coordinamento Paesaggio Marche si sta per evolvere in quello che sarà l’attuale Forum Paesaggio Marche (www.paesaggiomarche.net), un movimento di cittadini attivi aperto e non gerarchizzato. Autofinanziato, raccoglie ad oggi quasi cento tra associazioni e comitati locali. Alcune grandi associazioni ne escono (Coldiretti, Cgil mentre Legambiente rimane con i circoli locali) ma altre ne entrano: Archeoclub, FAI, Federnatura, Italia Nostra, LIPU, Slow Food, VAS, WWF.

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2012: La conferenza stampa per la consegna del testo di legge in Regione

Come si sa, comunque, si può operare per il bene di Dio o per la paura del demonio. E dopo anni passati a combattere battaglie difensive contro il demonio, con i tecnici del Coordinamento sempre in giro per le cinque provincie a sostenere i diversi comitati nelle loro singole battaglie, all’interno delle associazioni nasce la consapevolezza di non essere in grado di poterle affrontare tutte. Il problema va affrontato alla fonte. Va riscritta quella legge Regionale che è la vera e prima causa dell’uso scorretto delle risorse suolo, ambiente e paesaggio. Ci vorranno tre faticosissimi anni, dal 2010 al 2012, ai temerari idealisti del tavolo tecnico del Forum per redigere il testo definitivo. Tre anni di continuo confronto con i cittadini e con i territori, un testo discusso articolo per articolo, grazie a un iter faticoso che ha permesso però a chiunque lo volesse di partecipare e capire. Tre sono i punti centrali che ispirano la legge che si va scrivendo: paesaggio, territorio e ambiente come beni comuni non contrattabili. Stop al consumo di suolo e, ovviamente, partecipazione informata e consapevole.

 Agosto 2012: il Professor Settis all'evento di Moresco

Agosto 2012: il Professor Settis all’evento di Moresco

Ne uscirà una proposta di legge di iniziativa popolare che avrà come primo e più illustre sostenitore il professore Salvatore Settis che nell’evento del 21 agosto 2012 a Moresco – con Tullio Pericoli, Paola Cocci Grifoni e Simonetta Varnelli – si unisce a più di 500 cittadini per sostenere l’iniziativa.

Agosto 2012: evento di Moresco

Agosto 2012: evento di Moresco

Un intervento disponibile su youtube (guarda il video) in cui il professore rimarcherà l’importanza e la qualità della legge. Attestati e contributi al testo arrivano, tra gli altri, anche dallo staff del professor Alberto Magnaghi dell’Università di Firenze, dal professor Stefano Pareglio del Politecnico di Milano e dal movimento nazionale “Salviamo il Paesaggio”, di cui il Forum è nell’ottobre 2011 co-fondatore. Anche la stampa nazionale si accorge dell’eccezionalità dell’impresa (http://bit.ly/18HILJG) e persino l’inaccessibile TGR Marche gli dedica un bel servizio (http://bit.ly/10QmDoT). Solo a Palazzo Raffaello sembrano non accorgersi di niente. Almeno finché – a maggio del 2012 – la legge viene portata in Regione assieme alla richiesta di raccolta delle firme. E la Regione, a questo punto, comincia a fare melina.

5Gli uffici regionali impiegano quattro mesi per verificare la correttezza formale della proposta di legge, un tempo lunghissimo per effettuare un controllo. Nel frattempo comunque l’estate è passata e la raccolta di firme tanto attesa non riesce ancora a partire tanto che solo a fine ottobre vengono finalmente consegnati i moduli: 6 mesi di tempo e obiettivo minimo 5000 firme. Il 18 aprile 2013, al termine del tempo stabilito, tra banchetti al freddo e al gelo, riunioni, giri per Comuni di tutta la regione a consegnare e ritirare moduli – alle prese con una burocrazia elefantiaca ben diversa dalla leggerezza con cui si presentano le liste elettorali e che lascia perplessi anche molti funzionari degli Uffici Comunali – di firme alla fine ce ne saranno oltre 8713, più di mile raccolte nella nostra Provincia e circa 500 solo a Macerata. E i moduli, alla fine vengono, finamente consegnati in Regione.

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La proposta di legge di iniziativa popolare

Nel frattempo in Ancona è accaduto qualcosa. Dopo un’inerzia di dieci anni infatti la Giunta Regionale tira fuori dal cappello con un semplice parere una bozza di testo di legge urbanistica predisposto dal potente dirigente del servizio ambiente, il dirigente dai cui uffici è già uscito l’ormai ben noto testo normativo parzialmente incostituzionale che disciplina le valutazioni di impatto ambientale di cui abbiamo visto gli effetti nella vicenda biogas. In Regione ci si vanta che la legge è snella e asciutta. Solo quaranta articoli contro i più di duecento articoli della Toscana e gli oltre cento dell’Emilia Romagna. Forse troppo asciutta, però. Anzi scheletrica. Perché se il fine di limitare il consumo di suolo è scritto nelle premesse, tale buona intenzione rimane però confinata solo nelle premesse. Il testo dei colletti bianchi della Regione, inoltre, va in direzioni completamente opposte rispetto alla legge di iniziativa popolare. Oltre a non contenere alcun elemento che prescriva la limitazione del consumo di suolo e che preveda una qualche forma di partecipazione effettiva della popolazione, è una legge ancora esclusivamente urbanistica. Cioè si occupa solo della città e non del territorio nella sua interezza come appunto quelle leggi di Emilia e Toscana che la Regione Marche si vanta di aver surclassato in fatto di asciuttezza. Più asciutti di così, in effetti.

biogas 4E la differenza tra una legge urbanistica – quella della Regione – e una legge di governo del territorio – quella del Forum – non è piccola. Il governo del territorio è infatti un concetto molto più ampio, che appunto comprende la complessità della dimensione ambientale, paesaggistica , dell’assetto idro-geologico, della componente rurale, proprio quella terra vocata all’agricoltura dove – secondo quanto affermeranno i dirigenti regionali durante una audizione pubblica – “i comuni non hanno rilevato problemi particolari”. Peccato però che i Suap, le centrali a biogas, i campi fotovoltaici, molte della varianti ai piani regolatori, le pale eoliche, tutto questo insiste proprio su terreni agricoli che una legge urbanistica non regolamenta. Sempre nella stessa audizione si viene anche a sapere che la Regione Marche ha improvvisamente scoperto, a differenza di tanti cittadini, il problema del consumo di suolo. L’ha scoperto ora che ha fatto i conti, dopo un decennio di forsennata edificazione. Prima dei conti dei ragionieri di Ancona, evidentemente, erano tutte chiacchiere.

 

Il consigliere regionale Francesco Acquaroli

Francesco Acquaroli

La legge di iniziativa popolare adesso è in Commissione Consigliare IV e sono già stati assegnati i relatori, Enzo Giancarli del Pd e Francesco Acquaroli del Cdm, anche se non è ancora stata convocata una seduta per cominciare la discussione del testo. La proposta della Giunta deve invece ancora essere depositata in Commissione ma probabilmente lo sarà a breve. Perché i tempi in questa storia sono importanti, importantissimi. Il primo testo licenziato dalla Commissione sarà infatti il testo base su cui discuteranno i Consiglieri Regionali. Tutto dovrà chiudersi entro l’anno, almeno sembra, e il gioco della Regione appare chiaro.

Enzo Giancarli

Enzo Giancarli

Accelerare il più possibile i tempi di approvazione del testo della Giunta per cancellare di fatto il lavoro delle associazioni e dei comitati. Un lavoro che, seppur quasi ignorato dalla politica regionale, è invece considerato da molti un modello come recentemente attestato dal presidente stesso di Slow Food Italia, Roberto Burdese. E sono proprio i diversi obiettivi e le diverse impostazioni delle due proposte di legge ad accendere questa gara a due. Ma nel merito dei due testi, in maniera più approfondita, parleremo in maniera nella seconda puntata.

Stasera 2 giugno 2013 si celebra a Portonovo la festa del Paesaggio. Guarda il programma

Per chi volesse approfondire:
Il testo della legge del forum;  La presentazione multimediale dei principali contenuti;  Atlante Consumo di Suolo.

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