Bilancio, Mobili attacca: “Corvatta pensa alla decrescita felice e la città muore”

CIVITANOVA - Il consigliere d'opposizione difende i bilanci della sua ex amministrazione, criticando "l'incapacità di investire" dell'attuale maggioranza

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Massimo Mobili

Massimo Mobili

Dopo aver abbandonato l’aula del consiglio comunale insieme con tutta l’opposizione (leggi l’articolo), l’ex sindaco Massimo Mobili parla del bilancio consuntivo del 2012 approvato venerdì sera nel corso del consiglio comunale. Al centro del botta e risposta ancora i debiti lasciati dalla precedente amministrazione che secondo Mobili sono “finti e usati  come alibi per tartassare i cittadini con l’Imu, nonostante la difficile situazione economica imporrebbe maggior attenzione da parte di chi amministra”. “Il Sindaco e la maggioranza hanno dichiarato che il rendiconto del 2011 era la manifestazione della mala gestione passata e che l’avanzo pari a 2.156.346 euro era solo virtuale in quanto gran parte vincolato eccetto che per 163.028 euro – afferma Mobili – Nel 2012 sempre Corvatta, magnifica invece la sua ottima amministrazione per aver conseguito un avanzo pari a 2.960.889 ma con soli 1.987 euro di somme non vincolate, è conseguente quindi che in uno dei due casi si dice bugie. In secondo luogo l’esaltazione della riduzione del debito da 63.307.000 a 59.458.000 euro deve essere analizzata e bisogna precisare che questa è avvenuta per scadenze di mutui, per riduzione imposte dalla legge, ma soprattutto perché si è scelta la strada del non investire, come per il sottopasso di via Einaudi o per gli ascensori di Civitanova Alta.

Purtroppo Corvatta, pensando alla sua “decrescita felice”, considera che le nuove scuole, gli asili, il corso, il lungomare sud e le palestre, realizzate dal centro destra, siano solo debiti e non investimenti in capitale e servizi per la città. Il risultato di questo modo di pensare è sotto gli occhi di tutti: mentre le strade sono un colabrodo le opere finanziate ferme , di quelle nuove nemmeno l’ombra ed il lavoro manca, la città perde la sua capacità attrattiva. La pubblica amministrazione deve fare la sua parte nel creare lavoro in settori fondamentali per l’economia, soprattutto un comune come Civitanova che ha i conti in ordine, la capacità di mutuare e la possibilità di investire anche con questo rigidissimo patto di stabilità”.

(l. b.)


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