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Casa squillo: due dominicane denunciate
per favoreggiamento della prostituzione

Dopo alcune segnalazioni e le conseguenti indagini, nel tardo pomeriggio di oggi i Carabinieri hanno fatto irruzione in un'abitazione di Castelraimondo: le due donne che avevano preso in affitto l'appartamento, ricevevano da due connazionali la metà del provento per ogni prestazione sessuale
martedì 12 marzo 2013 - Ore 20:09 - caricamento letture
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Un’altra casa squillo è stata scoperta in serata dopo l’irruzione all’alba di questa mattina in un appartamento di San Severino (leggi l’articolo). In questo caso sono stati i Carabinieri della Compagnia di Camerino a fare irruzione in un appartamento di Castelraimondo sorprendendo all’interno quattro giovani donne di Santo Domingo, regolari in territorio nazionale, dedite al meretricio.

Già da tempo nel condominio giravano voci di quel via vai di uomini a tutte le ore, di rumori inequivocabili e di equivoci a dir poco imbarazzanti che si verificavano quando l’avventore di turno suonava il campanello sbagliato. A seguito delle numerose segnalazioni i Carabinieri della Stazione di Castelraimondo insieme ai colleghi di Camerino, nell’ambito di uno specifico servizio diretto a contrastare il fenomeno della prostituzione, hanno predisposto immediati servizi di osservazione e controllo  nei pressi del luogo segnalato. Effettivamente, diverse sono state le persone notate, esclusivamente uomini, che accedevano all’interno dell’abitazione individuata quale alcova e che sistematicamente venivano bloccate e controllate all’uscita. Tutti hanno confessato di aver fatto effettivamente ricorso a prestazioni sessuali con due donne sudamericane  che contattavano attraverso delle utenze cellulari rilevate da alcuni annunci on line e da inserzioni su giornali. Il corrispettivo per queste prestazioni variava, a seconda della richiesta,  dalle 50 alle 150 euro che veniva pagato in anticipo direttamente nelle mani delle donne. Dinanzi alle ormai chiare prove raccolte, i Carabinieri hanno deciso di accedere nella casa squillo dove hanno identificato le prostitute procedendo al sequestro di ben 6 cellulari con le utenze corrispondenti agli annunci ed altre sim card, nonché la somma contante di 1.500 euro provento dell’attività. Le indagini hanno permesso di individuare altre due donne loro connazionali, P.D.J.J. e R.J.B.L., , entrambe 30enni e residenti in provincia, che venivano denunciate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Infatti, è stato accertato che quest’ultime, dopo aver preso in affitto l’appartamento in questione attraverso un’agenzia al fine di farlo utilizzare alle loro connazionali per l’esercizio della prostituzione , ricevevano dalle stesse  la metà del provento per ogni prestazione sessuale che facevano confluire su una  carta Postepay risultata a loro intestata. La casa squillo è stata ovviamente chiusa e al termine degli accertamenti tornerà presto nella disponibilità del proprietario che è risultato del tutto estraneo alla vicenda.

(redazione CM)



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8 commenti per
Casa squillo: due dominicane denunciate
per favoreggiamento della prostituzione

  1. 1
    tHEjACKAL il 12 marzo 2013 alle 23:15

    Peccato per il  proprietario , del tutto estraneo alla vicenda significa che non ha potuto neanche usufruire !!!

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  2. 2
    Stefano Valenti il 13 marzo 2013 alle 01:39

    Forse volevate dire “dominicane”, cioè donne provenienti da Santo Domingo (Repubblica Dominicana).
    Le domenicane sono le monache domenicane.

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  3. 3
    filosofo il 13 marzo 2013 alle 08:32

    Due suore domenicane in una casa squillo? Dove siamo arrivati!
    Io direi di portare queste signorine nelle vetrine dei negozi chiusi del centro storico di Macerata. In questo modo le vetrine si riempirebbero di nuovo, il centro si “rianimerebbe” anche con l’isola pedonale e la città rivivrebbe di nuova vita. Come in Olanda…

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  4. 4
    Alexis De Tocqueville Alexis De Tocqueville il 13 marzo 2013 alle 10:16

    La carica “abrasiva” del Filosofo nei confronti della “letargia” maceratese ci fa sempre sorridere (amaramente).

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  5. 5
    vincenzo bellini il 13 marzo 2013 alle 15:56

    La cosa che più mi fà inca@@re e che non pagano un minimo di tasse; tutto in “peluria nera”. Per il resto non vedo il problema.

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  6. 6
    giacomo vignati il 13 marzo 2013 alle 18:08

    diciamo 50 €…. facciamo 10 di tasse x 2 prestazioni al dì = 20 € !!! Erano 2 ? diventano 40 € al dì ! moltiplichiamole x 200 giorni lavorativi e sono 8000 € di tasse che potrebbero pagare !! prendiamo i girnalini degli annunci solo della provincia di MC e moltiplichiamo per quante ce ne sono diciamo 50…. e il numero magico sotto stimato diventa 400.000 € l’anno  !!!! E mi sono tenuto vagamente basso !!! 

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  7. 7
    giacomo vignati il 13 marzo 2013 alle 18:48

    … di tasse evase !! Perchè non si vogliono legalizzare !!!!

     

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  8. 8
    el dindo el dindo il 14 marzo 2013 alle 10:53

    l’osservazione del sig Vignati è da prendere seriamente in considerazione, e se consideriamo che quei giornalini quasi la metà è fatta da signorine e signorini diventate signorine, sarebbe ora che costoro paghino le tasse. Se analiziamo seriamente le cifre ci si rende conto che sono veramente GROSSE cifre. Tanto la prostituzione non si sconfiggerà mai (poi cosa ce di strano se uno  ama andare a pagamento con una donna, se sta bene a lui cavoli suoi) l’importante è regolarizzare il tutto cosi si evitano giri loschi e strani dietro quel mondo di prostituzione da strada dove cè di tutto.

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