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Banca Marche, cosa sta succedendo?

LA RICOSTRUZIONE - Il buco di oltre 300 milioni preoccupa e troppi interrogativi restano senza risposte dopo il duro intervento di Bankitalia e il conseguente divorzio dal d.g. Bianconi e dai suoi vice Cavicchia, Giorgi e Vallesi. Fare chiarezza servirebbe anche ad evitare allarmismi: proprio oggi Milano Finanza titola "Una piccola Siena nelle Marche". Il presidente Lauro Costa potrebbe dimettersi
venerdì 8 febbraio 2013 - Ore 19:21 - caricamento letture
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L'ex d.g. Massimo Bianconi, il vice-presidente Michele Ambrosini, l'attuale d.g. Luciano Goffi e il presidente Lauro Costa

L’ex d.g. Massimo Bianconi, il vice-presidente Michele Ambrosini, l’attuale d.g. Luciano Goffi e il presidente Lauro Costa

di Alessandra Pierini

Ieri, con il licenziamento di Pier Franco Giorgi e Leonardo Cavicchia (leggi l’articolo) che sarebbe comunque andato in pensione a fine anno, si è chiuso un altro atto dell’azione di riassetto manageriale in atto da mesi nella Banca delle Marche e iniziata lo scorso luglio dal direttore generale Massimo Bianconi. Stefano Vallesi era diventato da ottobre direttore della controllata Carilo ma lunedì scorso è stato licenziato definitivamente. L’ultimo dei vicedirettori generali che hanno operato a stretto contatto con il d.g. è Armando Palmieri prossimo al pensionamento che per tre mesi sarà affiancato da colui che sarà scelto come unico vicedirettore generale. Alla riunione fiume del CdA di ieri non erano presenti nè il presidente Lauro Costa, nè il suo vice Michele Ambrosini, ufficialmente ammalati, ma secondo alcuni assenti per prendere le distanze dalla decisione dei licenziamenti.

La revisione del management era stata fortemente auspicata da Bankitalia che già nel gennaio 2012 in una lettera di indirizzo all’istituto marchigiano chiese la sostituzione del direttore generale e l’affiancamento di un vice direttore e segnalò il peso eccessivo dei manager sul CdA della banca, oltre a criticare il collegio sindacale e a chiedere per il nuovo Consiglio d’Amministrazione (rinnovato solo alla fine di aprile). Le operazioni richieste da Bankitalia però furono iniziate solo a distanza di diversi mesi e hanno creato non pochi scontri interni, anche tra le Fondazioni di Macerata, Pesaro e Jesi che controllano il 55,8% della banca.
E’ a questa operazione di pulizia che sarebbero dovute le dimissioni di Giuliano Bianchi, componente del Cda della banca (
leggi l’articolo) poi mai ufficializzate.
Nonostante le chiare indicazioni di Bankitalia che tra l’altro  
non aveva gradito delle operazioni immobiliari familiari (leggi l’articolo) del direttore generale, Massimo Bianconi è stato liquidato con una cospicua buona uscita. Come mai? Quale ottimo lavoro  ha svolto il direttore per meritarlo? Perchè allora tanti dubbi da parte della Banca Centrale?

Intanto continua a gonfiarsi il valore della perdita di bilancio che Banca delle Marche registrerà per la prima volta nella sua storia. Se il primo semestre del 2012 era stato chiuso con un utile di oltre 40milioni di euro, è già stata preventivata una perdita di oltre 300milioni di euro ma bisognerà attendere ancora qualche settimana per conoscere l’importo esatto. Chiunque conosca un minimo di dinamiche economiche si renderà conto che un rosso tanto significativo non può essere accumulato in pochi mesi ma è il frutto di anni di gestione.

Le perdite per centinaia di milioni di euro hanno spinto oggi il quotidiano economico Milano Finanza (in un riepilogo delle notizie già uscite in queste settimane) ad equiparare la Banca delle Marche ad MPS in un articolo dal significativo titolo “Una piccola Siena nelle Marche” in cui si parla del rischio che l’istituto marchigiano perda la sua autonomia e al tempo stesso della necessità dell’intervento di un cavaliere bianco che riduca il peso delle Fondazioni azioniste. A cosa sono dovute perdite tanto significative? Davvero le Fondazioni hanno tanto peso sulle scelte della banca? Sono i manager licenziati i reali responsabili?

Secondo gli esperti le perdite sarebbero fortemente condizionate dalle rettifiche di valore che sono in sostanza somme da mettere in bilancio a fronte di un rischio nella concessione di crediti. Banca delle Marche avrebbe finanziato importanti gruppi immobiliari che per motivi vari tra i quali anche la crisi sono in grossa difficoltà e con i quali dovrà rivedere le condizioni di credito.

Oltre all’ispezione ancora in corso di Bankitalia (gli ispettori dovrebbero uscire la prossima settimana e fare un quadro della situazione), sarebbero anche in corso un’indagine giudiziaria su alcuni clienti dell’istituto e un’indagine interna, voluta dalla presidenza e dalla direzione, sulla gestione degli affidamenti più importanti degli ultimi sei anni. Che cosa si vuole accertare? Quali sono i dubbi?

Fa anche discutere la scelta di vendere le filiali della Banca delle Marche al Fondo Immobiliare Conero per aumentare la liquidità a disposizione dell’istituto. Banca Marche non ha più, in questo modo, il suo patrimonio immobiliare e in futuro dovrà pagare affitti al fondo o a chi acquisterà le sedi. Perchè questa scelta? Quali sono i vantaggi di questa operazione?

In tutto questo, i beninformati parlano anche delle prossime dimissioni del presidente Lauro Costa, vicepresidente nello scorso mandato e già presidente dal 2006 al 2009.

Al momento tuttavia la situazione sembra essere recuperabile, sempre che i principali attori si dedichino completamente alla sopravvivenza dell’azienda e alla tutela del capitale degli azionisti. Quello che turba è la mancanza di trasparenza e comunicazione verso l’esterno. Non c’è disponibilità al confronto da parte dei vertici e le informazioni sono scarse anche verso gli azionisti e i risparmiatori. dall’altra parte emerge una sempre maggiore difficoltà di accesso al credito da parte di micro e piccole imprese che costituiscono il parterre  marchigiano e il fatto di essere una banca a stretto contatto con il territorio di riferimento è stato finora un vanto per Banca delle Marche ma oggi non sembra più così, e proprio in un momento in cui la crisi richiederebbe ancora maggiore presenza, lungimiranza e capacità di gestione.

 

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28 commenti per
Banca Marche, cosa sta succedendo?

  1. 1
    regionemarche il 8 febbraio 2013 alle 19:43

    ..se ci fosse stata piu’ trasparenza , non saremmo qui a chiedercelo cosa succede in banca marche!!!!

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  2. 2
    Alexis De Tocqueville Alexis De Tocqueville il 8 febbraio 2013 alle 20:14

    Cosa sta succedendo? Un sistema di potere costituito da piccole oligarchie che per anni si sono fatti i casi loro con i soldi di tutti – il patrimonio delle vecchie Casse di Risparmio è’ stato costruito con le fatiche di tante generazioni -, e’ giunto a fine corsa. Tutto qua!

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  3. 3
    shadow il 8 febbraio 2013 alle 20:35

    COSA STA SUCCEDENDO ?

    semplice !
    La banca é piena di CARTA IGIENICA (titoli) nn avendo più liquidità (soldi)…..
    con la CARTA IGIENICA chiunque può capire cosa si può fare!
    …..buona carta igienica a tutti !

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  4. 4
    Sale Pepe il 8 febbraio 2013 alle 20:35

    Più che la Banca delle Marche dovrebbero chiamarla la Banca delle Vacche (da mungere)…

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  5. 5
    Gianfranco Cerasi Gianfranco Cerasi il 8 febbraio 2013 alle 20:42

    Nella Fondazione maceratese si entra con il gradimento del 100% dei soci, ciò significa che ci entri solo se fai parte di un certo sistema esclusivamente oligarchico
     
    Basterebbe far uscire le Fondazioni dalla governance della Banca….

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  6. 6
    Claudio Voltolini Claudio Voltolini il 8 febbraio 2013 alle 20:43

    Lo scorso aumento di capitale e’ stato effettuato con un prospetto che già allora presentava carenze informative molto evidenti.
     

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  7. 7
    fabio_rossi il 9 febbraio 2013 alle 10:21

    Situazione complicata ed anche poco chiara da parte della Banca che non fa “annunci ufficiali”. Si sentono solo chiacchiere e questo mette in ansia i tanti risparmiatori marchigiani che hanno un c/c o un deposito sicuro da loro. Domanda ….  ma che fine faranno i nostri depositi ??

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  8. 8
    atlasniram il 9 febbraio 2013 alle 11:28

    ..fino a 103.000 euro interviene il fondo interbancario di garanzia sui conti e depositi. Per le obbligazioni o le azioni no.

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  9. 9
    claudio sellone il 9 febbraio 2013 alle 11:55

    Quant’era bella la
    Cassa di Risparmio di Macerata !!!!!!!
    Ora abbiamo la Banca delle Marche-tte…

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  10. 10
    gigioxxmc il 9 febbraio 2013 alle 12:40

    è successo semplicemente che sedicenti manager si sono sentiti autorizzati a fare investimenti e sostenere imprese sulla base solamente di proprie opinioni personali investendo risorse in ditte in crisi lasciando indietro quelle che, meritevoli (le micro imprese), avrebbero meritato più sostegno. Il vaso di pandora si è scopebiarchiato e le perdite emerse nel bilancio 2012 sono a mio avviso solo una parte di quelle reali che l’Istituto ha in cassa. Il danno è triplice: l’istituto ha perso e perderà la propria identità, le imprese che si rivolgeranno a banca marche troveranno le porte chiuse e, infine, quando il cavaliere bianco arriverà (Intesa!) la prima cosa che verrà fatta sarà la chiusura di alcune filiali con il rischio lavoro per i dipendenti. E in tutto questo Bianconi si dice che abbia ricevuto anche 3 milioni di euro di buonuscita. Se in una ditta privata un amministratore esterno compie degli scempi simili, non solo non gli danno alcuna buonuscita, ma si becca anche una denuncia! sugli altri dirigenti non so in proporzione quali responsabilità abbiano, ma mi colpisce che ad esempio il dott. Giorgi (licenziato repentinamente….) abbia fatto seminari e approfondimenti a studenti universitari e masterizzandi (vedi Istao) sulla gestione bancaria… che insegnamento avrà dato?

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  11. 11
    BASTA SINISTRA A MACERATA!!!! BASTA SINISTRA A MACERATA!!!! il 9 febbraio 2013 alle 12:54

    Da MPS a Banca marche, oggi investire in banca è diventato un rischio grosso!!!

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  12. 12
    nico il 9 febbraio 2013 alle 14:18

    Credo che con  MPS, la similitudine con la Banca Marche, deve spingerci a fare una riflessione, sia sulla
    pochezza e incapacità degli amministratori, alla concessione di crediti ai soliti noti, e la noncuranza della banca
    nei confronti di chi non restituisce i soldi. Di contro le famiglie, le piccole imprese, sono abbandonate a se stesse
    e se qualcosa viene erogato, è a condizioni impensabili.
    Detto questo ancora una volta il dito si punta anche sulle fondazioni (3) che mentre la Banca perde un sacco
    di soldi le fondazioni continuano ad elargire a destra e a manca ai soliti noti, il tutto camuffato da una sorta di
    beneficenza. Far dimagrire l’istituto, tre ex banche, che foraggiano tre fondazioni, con tre consigli di amministra
    zione, con tre amministrazioni diverse, ed il tutto poi che si riassume a livello di gestione della banca, che
    all’interno ha la spartizione di potere. Si ritenuto opportuno fare una unica banca, assorbendone tre, moltiplican
    do cosi i costi, e senza arrivare ad una riduzione. Il solito bestione burocratico in cui ognuno dice la sua, e
    sempre tutti daccordo nello spartirsi la torta. Nomi altisonanti della regione, che non sono in grado di gestire
    un sali e tabacchi messi alla direzione di una Banca, che avrebbe dovuto fare la differenza nel territorio, invece
    ci troviamo con un ammasso di perdite, ed una gestione a dir poco di incapaci, ed il più delle volte ci si accorge
    direttamente allo sportello che le cose non vanno più come una volta.
    Fanno i raggi al piccolo imprenditore, alla piccola impresa, non concedono credito se non con garanzie triple
    di quanto concedono, e non si va a sindacare il modo in cui sono stati concessi finanziamenti ai pesci grossi
    che poi si rivelano, soltanto dei clamorosi bluff. Dopo 40 anni sono intenzionato a chiudere ogni rapporto.
    Purtroppo mi rimane in mano solo della cartaccia.
     

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  13. 13
    nico il 9 febbraio 2013 alle 14:26

    C’è stata malafede e malagestione a tutti i livelli:
    con l’ultimo aumento di capitale è stato messo in campo una forza d’urto e di persuasione nei confronti dei
    clienti, fino al punto di contattarli uno per uno, al fine di appioppare un quantitativo anche minimo di azioni,
    sapevano come stavano andando le cose e, nonostante tutto si sono approfittati della buona fece dei clienti
    e l tutto si è risolto ora in una fregatura. Le azioni ora hanno meno valore della carta igienica. Poi vorrei dire
    provate a chiedere il rimborso di quanto è in c/c, cosi vi renderete conto in quali condizioni è questa banca.
    Ma non basta hanno anche il coraggio di  che con il 2013 torneranno agli utili. Ma ci prendono veramente
    per il ……………………………….

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  14. 14
    marco.diomedi il 9 febbraio 2013 alle 14:52

    A piccolo risparmiatore quale io sono, e quindi dalla conoscenza delle situazioni visibili e non a quelle speculative o sottobanco, posso dire che sicuramente l’accentramento dei poteri dà sempre esiti negativi, perchè si perde il contatto con territorialità locale. Da quando c’è stata la fusione in Banca delle Marche con sede a Jesi, di certo la banca ha favorito il territorio anconetano e non certo quello delle altre entità. I finanziamenti elargiti alle imprese locali sono andati sempre via via diminuendo fino ad oggi dove i rubinetti sono stati chiusi e le ditte sono in serie difficoltà. Ora sappiamo anche il perchè di tale rifiuto. Ma i problemi sono cominciati tempo fa, quando tutto il patrimonio immobiliare è stato venduto (non so quanto limpidamente) ad una società immobilare, mi sembra addirittura compartecipata dalla stessa banca, perchè il mercato immobiliare diminuiva di valore a discapito del bilancio della banca. Una manovra che mi sembra come quella della Parmalat, dove facevano vedere un giro di soldi, che invece erano soltanto operazioni, senza denaro contante. Oggi il deficit, ma comunque i soldi per i direttori o consiglieri uscenti ci sono sempre. Mi sembra tanto la politica di Monti, cioè di tutelare i bancari a scapito dei poveri disgraziati come noi.

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  15. 15
    claudio sellone il 9 febbraio 2013 alle 14:54

    Voglio pure metterci il carico da 11.
    Se andate indietro negli articoli di CM
    che riguardavano le prime di Opera Festival
    questi Signori ( si fa per dire ) 
    vengono tutti fotografati sorridenti- eleganti 
    con alla loro dx le compiacenti compagne  (  su tutto ) 
    manco fossero cazzi loro .
    Mi permetto di dire per esempio che 
    la situazione negativa e di sofferenza   ( si parlava allora di
    100 milioni di Euro ) di una grossa Impresa Edile
    della nostra provincia da loro sostenuta- ( il principale
    motivo forse del grosso guaio )
    in quei giorni
     era da  loro già  abbondantemente conosciuta ,
    solo che 
    quando li vedevi mai  trovavi nei loro
    visi ilari motivo di preoccupazione ..
    Io quando vedo il  viso sorridente e guascone in
    TV – specialmente in questi giorni –  mi allerto –
    non so voi …..
     
     
     
     
     
     

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  16. 16
    il giusto il 9 febbraio 2013 alle 16:11

    Il Presidente Costa sà cosa deve fare, lo faccia . 

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  17. 17
    Roberto Cherubini Roberto Cherubini il 9 febbraio 2013 alle 16:42

    Esiste una sola Banca seria in italia, che non investendo in armi, titoli tossici e guerre, ha pochi fondi per investire in false pubblicità. http://www.bancaetica.it 

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  18. 18
    Orville Redenbacher Orville Redenbacher il 9 febbraio 2013 alle 19:26

    I nuovi manager dovranno avere tanta esperienza di gestione, aver conseguito 
    risultati di rilievo nella carriera accademica e professionale, avere insomma del “talento”.
    Non bastera’ la passione  per i risultati concreti, saper guidare e essere capaci di gestire al meglio, ma servira’ costruire una coscienza di squadra, dovranno esprimere una voglia, un coraggio di autentica leadership, valorizzando sempre personalita’ e professionalita’ dei propri dipendenti, in una parola vera imprenditorialita’.
    E visto ciò che è’ successo, ciò che leggiamo anche per banche tristemente alla ribalta in questi giorni, servirà un grande, grandissimo rigore etico.
     
    170 anni di storia della banca locale di casa nostra gridano vendetta: in meno di 20 anni, si è azzerato un patrimonio di cultura, di relazioni, di fiducia, che si deve assolutamente recuperare, a costo di cambiare tutto e tutti.

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  19. 19
    regionemarche il 9 febbraio 2013 alle 23:47

    ….l’autonomia andava persa nel 2007 quando la banca valeva qualcosa , ora ecco i danni che ha portato l’autonomia, una banca in difficolta non aiuta nessuno anzi…..ci sono grossi incagli anche nel lazio….e questi continuano a sbandierare la territorialita…….ma andate a quel paese!!!!

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  20. 20
    Gabriele Foresi il 9 febbraio 2013 alle 23:57

    La Banca delle Marche ha ereditato la storia più che centenaria delle Casse di Risparmio di Macerata, Pesaro e Jesi che in essa sono confluite meno di venti anni fa. La fusione fu cosa necessaria e giusta anche se la neonata Banca cominciò seppur lentamente a perdere la vocazione di banca del territorio. Terminata la fase di ‘rodaggio’ della convivenza a tre, fu chiamato (da chi ?) a guidarla un manager venuto a Jesi ‘a miracol mostrare’. Senza obiezioni di alcuno furono messi in campo tutti gli interventi che le grandi banche andavano effettuando in situazioni completamente diverse: esternalizzazione dei servizi, cartolarizzazione dei mutui, cessione delle sofferenze, vendita degli immobili di proprietà, aumento di capitale, ottenendo gloria e bilanci miracolosi (con premi adeguati per il management e ricchi dividendi per la proprietà). Si andava però così perdendo la caratteristica di banca del territorio per diventare inopportunamente una banca orientata alla finanza. Troppo tardi Banca d’Italia scoprì che forse si era esagerato con i miracoli e che questi forse tali non erano… Si corse allora ai ripari limitando il credito anche a chi lo avrebbe meritato pienamente e solo quando non se ne poteva più fare a meno, cambiando anche il management, naturalmente dopo aver scoperto che il tappeto copriva non poca polvere. Questo è il passato e se ci saranno addebiti da fare dovranno essere fatti ai responsabili, pretendendo da loro anche un adeguato risarcimento. Per il domani è indispensabile che, dopo aver buttato l’acqua sporca, si salvi il bambino della Banca Marche che dovrà tornare a fare banca che non è una brutta parola e che significa attrarre denaro dai risparmiatori dopo averne guadagnato la fiducia e metterlo a disposizione del territorio (cominciando dalle famiglie e le piccole imprese); dovrà altresì tenere lontano qualsiasi Cavaliere Bianco (ne abbiamo già avuti anche se non bianchi) poiché il territorio ha bisogno della sua Banca per non dover rivolgersi chissà dove per negoziare un finanziamento; i dipendenti e le loro famiglie hanno bisogno che la Banca si getti alle spalle il passato e riparta, chiedendo ora se necessario quei sacrifici che avrebbero dovuto cominciare qualche anno fa. Solo così potrà riprendere la lunga storia che le gloriose “Casse” di Macerata, Pesaro e Jesi hanno consegnato alla Banca delle Marche.

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  21. 21
    regionemarche il 10 febbraio 2013 alle 00:01

    Acquisizioni immobiliari, Germano Ercoli compra l’ex Banca delle Marche a Porto RecanatiLa sede della Banca delle Marche di Porto Recanati, lungo via Matteotti, è stata venduta per 3,6 milioni di euro ad una società immobiliare di Civitanova Marche il cui amministratore è Raffaela Ercoli e i soci al 50% sono Germano Ercoli e Maria PecorariErcoli, imprenditore leader nel comparto dei fondi per calzatura ed ex presidente di Confindustria Macerata (nella foto), è stato fino a pochi mesi fa consigliere di amministrazione di Banca Marche – lo stesso Cda che votò il passaggio degli immobili al fondo da cui ora Ercoli ha acquistato – per lasciare poi il passo ai tecnici indicati dalla Fondazione di Macerata. Di recente Ercoli non ha mancato occasione – anche a ridosso delle festività natalizie nel corso dell’incontro in azienda con i giornalisti – per attaccare la politica di Banca Marche che non si aprirerebbe adeguatamente al territorio.Il contratto di vendita è stato chiuso a metà novembre: la palazzina cielo /terra risulta accatastata alla categoria D5 con rendita 5587 euro quanto alla parte destinata ad uffici e alla categoria A3 con rendita 716 euro per la parte destinata ad abitazione. Giova, anche all’acquirente, sottolineare che la parte destinata ad uffici è in affitto a Banca Marche per effetto di un contratto di locazione per dodici anni, a partire dallo scorso agosto, e un’opzione per gli ulteriori sei. L’affitto è di circa 200 mila euro annui, pari al 7% del valore riconosciuto all’immobile. (m. v.)

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  22. 22
    Alberto Pirani il 10 febbraio 2013 alle 01:31

    Sono marchigiano ed abito a Busto Arsizio in provincia di Varese. Ho un blog che si chiama “albertopirani.blogspot.com” Andate sul blog cliccate Banca delle Marche e magari capirete un po’ di più- Se capisco io che abito a 500 chilometri di distanza e scwndo di rado nelle Marche, dovrebbe essere facile capire anche per voi

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  23. 23
    marco p marco p il 10 febbraio 2013 alle 09:47

    @ regionemarche
    Chi ha autorizzato e deliberato la vendita della sede di Portorecanati ??????
    La Banca d’Italia, l’ Ufficio delle Entrate , la Guardia di Finanza quando  faranno i CONTROLLI ?????
    O vogliamo che il solito SOTTOBOSCO  continui a prolificare tranquillamente ………..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  24. 24
    pantos il 10 febbraio 2013 alle 11:42

    mi aveva insospettito il conto deposito sicuro di Banca Marche al tasso più alto in circolazione del 5% (lordo). e adesso trovo conferma dei miei sospetti. insomma non so sia saggio e valga la pena affidare i propri soldi a chi è così in difficoltà (un po’ come han fatto loro con le microimprese negli anni). però la tentazione è forte. il 5% è veramente allettante!!

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  25. 25
    el dindo el dindo il 11 febbraio 2013 alle 12:52

    Per le banche in generale: per i piccoli risparmiatori, l’imposta di bollo sul conto corrente e l’imposta di bollo sui titoli (introdotto se non erro nel 2012) sono “mazzate” inaccettabili. Davvero mi sa che conviene tenere quei pochi soldi che abbiamo, sotto il materasso. Inoltre nel 2013 è salito dallo 0,10 allo 0,15%….non sono un economicta ma mi pare di aver letto così.  Inoltre anche le banche on line che prima non avevano “spese” ora ti fanno anche li pagare l’imposta di bollo annuo di 34,20 euri…… quindi non c’è più nemmeno convenienza su questi conti on line ( salvo che non ci accrediti lo stipendio, ci tieni un tot di soldi ecc ecc) ma non siamo tutti in quelle condizioni ( beato chi ha lo stipendio fisso) e le banche dovrebbero essere pià flessibili con i piccoli/piccolissimi risparmiatori. Banche-Politica-Finanza. Purtroppo resteranno sempre interconnesse.  

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  26. 26
    giorgio rapanelli il 12 febbraio 2013 alle 09:04

     
           Anche a costoro ci penserà il “Comitato di Salute Pubblica” di Beppe Grillo, chiamato “Movimento 5 Stelle“.
           Mamma mia! Quanti plotoni di esecuzione e patiboli democratici serviranno per levarci tutta la cacca di dosso!

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  27. 27
    nico il 12 febbraio 2013 alle 10:32

    HANNO SEMPRE MENTITO: ben sapendo di mentire, e definire Banca Marche, alla stregua del MPS, è già di
    per se poco: MPS, aveva ed ha una sola fondazione, BANCA MARCHE ne ha tre, e tutte da foraggiare.
    L’obiettivo di BANCA MARCHE, è stato totalmente tradito, da banca territoriale, la classe dirigente, tutto ha
    fatto meno che tutelare il territorio, si sono avventurati in operazione atte ad agevolare i pesci grossi che poi
    hanno ampiamento approfittato, è di questa mattina che Banca Marche in quel di Loreto, ha dato fidi e quatrini
    a gente che nessuno conosceva, hanno dato vari milioni, che poi nessuno restituirà. Hanno trascurato le piccole
    imprese, a favore di chi in effetti nulla ha garantito. Si sequestrano beni alle piccole imprese alle famiglie,
    nulla viene fatto contro chi ha amministrato, ha questi dovrebbe essere tolto tutto per rifondere i clienti che
    sono rimasti in mano solo con della cartaccia.
    In questa Banca in cui fino ad anni fà, si entrava per merito, da tempo si entra per clientelismo, dall’ultimo
    dipendente, e fino ai massimi livelli, si deve avere sempre un padrino politico, e da qui ne deriva la malagestione, lo scarso rendimento, e il surplus di dipendenti. Si è trascurato che la gestione deve essere
    identica alla gestione di una impresa privata, invece qui la politica come nel MPS, ha portato alla rovina non
    della sola Banca ma di un sacco di clienti, di piccole imprese, ed ora forse dovranno anche mettere in mezzo
    alla strada dipendenti che hanno una sola colpa, essere entrati dalla porta di servizio, ma dovranno uscire dalla
    porta principale.

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  28. 28
    nico il 12 febbraio 2013 alle 10:42

    A   EL  DINDO: VORREI CHIARIRE CHE IL BOLLO 34,20 €,  PIU’ UN’IMPOSTA DELLO 0,15% SONO TASSE CHE
    CI HA RIFILATO IL GOVERNO MONTI. Ma mentre chi in banca ha meno di 5.000 euro non deve pagare nulla
    chi ha di più di 5.000  euro, pagherà bollo 34,20 inoltre sull’ammontare di quanto possiede pagerà lo 0,15%.
    E questo indipendentemente da quanto sarà la resa dei capitali, le cui rendite saranno tassate al 20%.
    Tenere soldi sotto il mattone? Impossibile sarebbero considerati come una evasione. Il redditometro parla
    chiaro, dovrà essere dichiarato anche l’oro che uno ha, anche una semplice fede nuziale. E questo credo che
    non si verifichi, neanche nei peggiori stati dittatoriali, una stato di polizia tributaria, in cui ci si salvano gli
    evasori e i politici. Saranno tartassati sempre i soliti ignoti.
     

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