“Pozzo Morotti, cosa vuole fare la Provincia?”
Il consigliere Luigi Zura Puntaroni sollecita l'interessamento dell'Ente alla vicenda che vede contrapposta l'Eni e il comune di Potenza Picena. Dubbi sulla natura di 4.000 metri cubi di rifiuti
di Filippo Ciccarelli
19 gennaio 1996: il Comune di Potenza Picena rilascia alla Società Petrolifera Italiana la concessione per ripristinare lo stato dei luoghi in base al “preesistente naturale declivio del terreno della postazione del Pozzo Morotti 1, con l’obbligo di rispettare 14 avvertenze generali” oltre alle prescrizioni speciali della Provincia che 3 mesi prima aveva concesso l’autorizzazione paesaggistica.
Il pozzo Morotti è appunto uno scavo, effettuato dall’Eni, alla ricerca di petrolio in terra maceratese nel lontano 1983. Dieci anni dopo, però, quel pozzo venne chiuso perché di risorse energetiche se ne cavavano pochine: l’impatto ambientale, però, non è morto con la fine delle trivellazioni. Per questo motivo il consigliere Luigi Zura Puntaroni, capogruppo della Lega Nord in Provincia, chiede al presidente Pettinari ed alla sua giunta Provincia se si siano interessati alla situazione ecologica dell’area interessata, che si trova appunto all’interno del territorio potentino.
In effetti la società concessionaria avrebbe dovuto ripristinare l’ambiente trovato precedentemente agli scavi già 19 anni fa, e da oltre 2 anni è aperto un contenzioso in sede civile tra la città di Potenza Picena e l’Eni; a preoccupare sono soprattutto quei 4.000 metri cubi di rifiuti speciali, frutto dei lavori di sbancamento e residui nocivi delle trivellazioni che “di fatto sono stati utilizzati per sostituire pari quantità di terreno vegetale da riportare in loco e consentire così il riuso per le attività agricole preesistenti e che al contrario hanno determinato un illecito arricchimento delle Società ed Imprese esecutrici dei lavori e danno grave alla proprietà del fondo ed a quelle pubbliche o private poste a valle del luogo di intervento”.
Il consigliere Zura Puntaroni prosegue: “neppure è da escludere, vista la reiterata assenza di controlli da parte del Comune, che durante l’esecuzione dei parziali e delicati lavori di ripristino, effettuati in sub-appalto da una Società di Bacoli, possano essere state sversate , prima della ricopertura dell’ex cantiere minerario, quantità significative di rifiuti pericolosi o tossici di provenienza illecita o comunque estranei ai materiali di risulta della perforazione petrolifera”.
Per far luce sulla situazione del pozzo Morotti 1 ed alla luce del “discutibile comportamento dell’Amministrazione di Potenza Picena” il consigliere del Carroccio chiede se “nonsia il caso di costituire una commissione consiliare che, in tempi rapidi, concluda una inchiesta politico-amministrativa, al fine di accertare tutti gli eventuali abusi urbanistico-ambientali non rilevati e ciò non solo a tutela delle parti lese ma soprattutto al fine di adottare provvedimenti atti a garantire l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e degli utenti delle pubbliche infrastrutture che attraversano quel territorio, come l’autostrada, la SS16 e la ferrovia”.
