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Aggregazione Smea-Cosmari
“Una questione ancora aperta”

Fissato un incontro in Provincia. Il presidente Pettinari: "E’ un passo necessario per l’organizzazione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti"
sabato 11 agosto 2012 - Ore 16:21 - caricamento letture
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I dipendenti della Smea durante una protesta in Comune

Nota della Provincia di Macerata:

L’aggregazione tra Cosmari e Smea è una questione ancora aperta che dovrà essere definita al più presto, nonostante che a suo tempo la trattativa per l’acquisizione della società maceratese da parte del Consorzio si sia arenata. L’Amministrazione provinciale ritiene che tale operazione debba arrivare ad un conclusione positiva affinché su tutto il territorio si abbia prima possibile una gestione dei rifiuti unitaria. Il presidente Antonio Pettinari lo aveva pubblicamente ribadito anche nel giugno scorso, intervenendo alla cerimonia per la premiazione dei Comuni “ricicloni” e in queste settimane si è attivamente interessato alla questione. I lavoratori della Smea hanno apprezzato l’interessamento del presidente della Provincia e, tramite le organizzazioni sindacali, hanno chiesto un incontro che Pettinari ha fissato per il pomeriggio di venerdì prossimo, quindi subito dopo Ferragosto. Con la delegazione dei lavoratori della Smea e con i dirigenti sindacali sarà fatto il punto dell’intera vicenda, che si trascina ormai da più di quattro anni. “Dobbiamo far in modo – ha dichiarato Pettinari – che si arrivi quanto prima alla sua definizione.  E’ un passo necessario per l’organizzazione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti, anche in vista della costituzione dell’Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA) a cui competerà l’esercizio unitario delle funzioni amministrative in materia.”

In una lettera inviata a Pettinari, i lavoratori della Smea hanno inoltre espresso sostegno al presidente nella sua azione per la “giusta e sacrosanta difesa” dell’identità territoriale portata avanti in questi giorni nell’ambito del dibattito sul riordino delle Province.



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3 commenti per “Aggregazione Smea-Cosmari
“Una questione ancora aperta””

  1. 1
    nico il 11 agosto 2012 alle 17:07

    Fino all’altro ieri si sventolava la bandiera “”il fumo non c’è più, il fumo non c’è più”" come recitava la pubblicità
    di un detersivo. Ora si sa che se Macerata e forse anche altri non arrivano a differenziare l’80%, il fumo rimane
    e la ciminiera anche. Si va  avanti a colpi di illusioni e di illusionisti e maghi.
    Anche in questo la questione si risolve senza vincitori ne vinti, senza .ne feriti. Basta applicare la legge che
    prevede di privatizzare, ed una volta risolto definitivamente il problema poltrone, il resto è automatico.
    Il sig. Pettinare farebbe cosa gradita se desse una sguardo alla strada che da Tolentino, attraverso la monta
    gna porta a Camerino, e prendesse visione che ad un certo punto una frana sta mettendo in forse la viabilità,
    e questo da circa 6 mesi, due segnali che cadono di continuo, non risolvono la sicurezza, anzi il pericolo è
    latente, e non si aspettare che qualche veicolo cada in uno sprofondo di oltre 1000 metri.
    Grazie per l’attenzione

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  2. 2
    nico il 11 agosto 2012 alle 17:14

    ATA= Assemblea territoriali d’Ambito, visto come è facile creare poltrone?  Questa assemblea è da costituire,
    chi siederà nelle poltrone, e quanto costeranno al cittadino. Forse sarebbe necessario prima dare notizie
    più precise.

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  3. 3
    enossam il 13 agosto 2012 alle 18:16


    L’ aggregazione tra il Cosmari e la Smea non è più possibile.
    L’art. 4 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, recentemente convertito in legge, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, prevede:
    a)           lo scioglimento delle società pubbliche (Cosmari e Sintegra)  e di quelle controllate dal pubblico (Smea) entro il 31 dicembre 2013
    b)           o in alternativa l’alienazione, con procedure di evidenza pubblica, delle partecipazioni pubbliche detenute alla data di entrata in vigore del presente decreto entro il 30 giugno 2013 ed alla contestuale assegnazione del servizio per cinque anni, non rinnovabili, a decorrere dal 1o gennaio 2014.  L’alienazione deve riguardare l’intera partecipazione della pubblica amministrazione controllante.

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