Ferracuti: “La provincia di Macerata è a rischio smembramento”
Per il segretario generale della Cisl Macerata " si determinerebbe la perdita dell'identità produttiva e socio-culturale di un intero territorio, preludio ad un irreversibile quanto inaccettabile declino del capoluogo"
Dal segretario generale della Cisl Macerata, Marco Ferracuti, riceviamo:
Da anni la Cisl a tutti i livelli invoca un intervento di razionalizzazione della spesa pubblica per recuperare risorse eliminando sprechi ed inefficienze. Richiesta affiancata alla proposta di ridurre la frammentazione e l’eccessiva densità dei livelli istituzionali, riordinando funzioni, competenze e risorse necessarie per il loro esercizio.
Il decreto legge sulla spending review interviene sull’assetto delle Province con soluzioni irragionevoli e pasticciate, risultato di quelli che sono ormai i marchi di fabbrica dell’azione del Governo: fretta eccessiva e mancanza di confronto con le istanze territoriali e sociali. Soluzioni nemmeno troppo utili, visto che le stesse risorse che proverranno dalla riduzione delle Provincie si sarebbero potute recuperare riducendo il numero dei Parlamentari o dei Consiglieri regionali, senza alcun impatto sulla vita quotidiana dei cittadini, ai quali ancora una volta il Governo impone sacrifici ingiusti ed inaccettabili.
Si ipotizzano diversi scenari. L’accorpamento di Macerata con Fermo ed Ascoli Piceno creerebbe una super Provincia che avrebbe quest’ultimo Comune come capoluogo. La perdita di prossimità di servizi importanti come quelli espletati dall’ente provinciale produrrebbe conseguenze disastrose per i cittadini maceratesi. Senza contare che, stando a quanto dispone il decreto,questa soluzione candiderebbe Ascoli Piceno a divenire capoluogo di Regione.
Scartando l’altra ipotesi, ugualmente assurda, di un trasferimento di Macerata verso l’attuale capoluogo regionale, l’unica soluzione possibile è rimodulare i Comuni dentro la Regione, in modo tale che tutte e quattro le Provincie risultino in possesso dei requisiti territoriali (2.500 mq) e di popolazione (350.00) imposti dal decreto legge. Sarebbe sufficiente che Macerata acquisisse un Comune dall’anconetano, cedendone alcuni ad Ascoli – Fermo. Questa soluzione consentirebbe di mantenere l’identità territoriale e culturale delle 4 provincie marchigiane evitando gravi disagi ai cittadini. Per questo invochiamo un intervento deciso e tempestivo della Regione Marche, che entro settembre dovrà pronunciarsi sui confini provinciali.
Sullo sfondo rimane lo spettro di una possibilità che finora è rimasta sottotraccia. Lo smembramento della Provincia di Macerata determinerebbe la perdita dell’identità produttiva e socio-culturale di un intero territorio, preludio ad un irreversibile quanto inaccettabile declino del capoluogo.

la provincia va chiusa e tutta la giunta deve andare a casa….stop. la sinistra si è fregata con le sue stesse mani cioè voleva fare il ribaltone di quel 16 novembre 2011 quando il vecchio decrepito Napolitano ha nominato un governo tecnico. ora che dovete andare a casa avete paura di non percepire più i soldi stando seduti sulle vostre comode poltrone ???
“l’unica soluzione possibile è rimodulare i Comuni dentro la Regione, in modo tale che tutte e quattro le Provincie risultino in possesso dei requisiti territoriali (2.500 mq) e di popolazione (350.00) imposti dal decreto legge. Sarebbe sufficiente che Macerata acquisisse un Comune dall’anconetano, cedendone alcuni ad Ascoli – Fermo.”
E vai … siamo in piena campagna acquisti.
Annuncio della Provincia di Macerata (che per il Comune-mercato sembra volersi affidare al sempiterno Moggi): cedo a Ascoli-Fermo a prezzo di realizzo il Comune di Monte San Martino se Ancona mi da in cambio Filottrano; da Ancona bramerei anche Loreto, offro in cambio a Fermo-Ascoli i Comuni di Ussita e Castelsantangelo sul Nera.
Siamo (siete !!!) alla frutta.
salve a tutti,
da maceratese non capisco una cosa e vorrei metterla alla vostra attenzione. Appurato che tutti (me compreso) siamo per una riorganizzazione della politica volta ad un risparmio di soldi pubblici quindi anche alla soppressione delle prov. (che secondo me sono niente al confronto di un eventuale dimezzamento di parlamentari o consiglieri/assessori regionali) non capisco però dove sta la goduria nel vedere il ns territorio piegarsi sotto il gonfalone di un’altra città. E’ questo lo scenario che ci si prospetta, diventare un ignoto paesotto in provincia di ascoli, con qualche ufficio distaccato ma niente più. E’ questo ciò che i maceratesi desiderano? Siamo consapevoli che la ns città – già gravemente malata – scomparirà in un batter di ciglia, dato che vive solamente di servizi? Non voglio difendere la politica, non mi interessa, non mi fa vivere ne ho parenti che ci campano. E’ una questione di campanile? Può darsi, non nego di essere di parte ma l’Italia si sa, si fonda sul campanilismo e credo che non sia poi una così brutta bestia. Troppe volte ho sentito lamentarsi della città, una città morta, vecchia, gretta. Credo che sia giunta l’ora di dimostrare che i maceratesi amano la propria città e godano (qui si, lo accetto) nel saperla capoluogo di un territorio. Vogliamo donarci a braghe calate agli ascolani? io non ci sto. Ho purtroppo letto on-line alcune dichiarazioni del sindaco e del presidente della prov. di ap che, giustamente per loro, già preannunciano un gran futuro per la loro città dicendo chiaramente “questa è un’opportunità che ascoli non si può lasciar sfuggire in quanto permettere alla città di crescere” (vado a memoria). Bene, se questo è ciò che volete, inchinatevi pure ai nuovi padroni, sperando che non facciano come ancona (che ci lanciava le briciole).
Perdonate lo sfogo.
Felice giornata
Propongo la creazione della Repubblica Autonoma (federata all’Italia) di Monte Cavallo, che comprende Monte Cavallo, Pieve Torina, Vico di Sopra, San Benedeto Valle.
In cambio allo stato italiano cediamo, gratuitamnte, la figurina panini di Zoff ela biglia con la foto di
Eddy Merckx… Si lo so, lo scambio è impari: per la figurina e la biglia lo Stato Italiano dovrebbe pure pagarci sopra, ma siamo benefattori…