Firmato il decreto di chiusura dei Salesiani

PORTO RECANATI - La Comunità Pastorale non ci sta: pronta una raccolta firme

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L’interno della struttura salesiana

di Stefano Palanca

E’ arrivata quasi sottovoce, senza farsi sentire e in un periodo in cui la gente è in ferie e non partecipa attivamente alla vita salesiana per via del mare, della preparazione dei campi estivi e o dell’assenza dalla città dovuta proprio alle vacanze la notizia della chiusura dei salesiani di Porto Recanati. In realtà i salesiani presenti non chiuderanno, almeno per ora, i battenti ma si trasferiranno a Loreto. Il Rettor Maggiore Don Pascual Chavez, però, ha firmato alcuni giorni fa il decreto di chiusura dell’opera salesiana di Porto Recanati. La notizia, intanto, non era trapelata e tutto sembrava scorrere lento proprio in virtù dell’estate. La veglia di preghiera, l’ultimo atto dei ragazzi dell’Oratorio in ordine di tempo per scongiurare la serrata dell’opera salesiana non è servito: il nono successore di Don Bosco per ora ha deciso l’aggregazione dei salesiani ancora presenti in città con quelli di Loreto. Prima di questo, però, la Comunità Eductiva-Pastorale portorecanatese, ovvero i responsabili dei vari gruppi che operano all’interno dell’oratorio che si era riunita per decidere cosa fare, aveva stilato un documento, una sorta di manifesto sull’importanza dei salesiani in città nel passato, nel presente e soprattutto nel futuro.

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L’esterno dei Salesiani

Il ruolo sociale dei salesiani portorecanatesi arrivati nel 1924, per ora, è passato evidentemente in secondo piano, colpa forse delle poche vocazioni. In città, però, proprio in questo oratorio sono cresciuti due giovani che hanno preso i voti un paio d’anni fa. Anche la terra di missione, l’estero in molti casi ma anche in questa città con il 23% di stranieri contro il 7% della media nazionale, non sembrerebbe aver sortito nessun effetto. La firma del decreto di chiusura del Rettor maggiore, però, non è la fine dei giochi. Il documento, infatti, non significa chiusura dell’opera salesiana, ma che l’attuale direttore Don Pietro Urbinis e Don Ennio Borgogna verranno destinati alla comunità salesiana di Loreto. Altra destinazione, invece, per l’attivissimo Don Gaetano Romani, una forza giovane che fino a questo momento ha gestito l’Oratorio come i suoi predecessori (Don Giorgio o Don Stella, entrambi scomparsi). L’ipotesi che ora la Comunità Pastorale probabilmente auspica è una: la gestione della parrocchia da parte dei salesiani da Loreto. L’oratorio rimarrebbe aperto e sotto la diretta supervisione dei salesiani come avviene ora con la differenza che poi, alla sera e in altri periodi del giorno, gli anziani salesiani o i loro inviati farebbero comunità con gli altri.

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La gestione operativa dei gruppi, poi, rimarrebbe sempre ai diversi responsabili del catechismo, degli Scout e degli altri. Contemporaneamente, poi, c’è la trattativa col vescovo Giuliodori, pronto ad assumere l’onere della chiesa, attualmente chiusa perché inagibile ma anche dell’Oratorio. Quasi certa, però, la mossa della Comunità Pastorale che si riunirà questa sera: la raccolta firme. Durante la riunione, infatti, verrà probabilmente organizzata tecnicamente l’operazione di sensibilizzazione della gente e partirà la raccolta firme.

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Campo e campanile interno nei Salesiani


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