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Edoardo José Schiavoni: un desaparecido argentino di origini potentine

La testimonianza è stata portata dalla sorella Alicia, in visita a Potenza Picena
domenica 24 giugno 2012 - Ore 17:46 - caricamento letture
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Si chiama Alicia Schiavoni, in lei scorre sangue potentino (il nonno Luigi Schiavoni nacque a Potenza Picena nel 1848 e, a 20 anni, emigrò in Argentina) ed è stata in visita a Potenza Picena per testimoniare le ingiustizie perpetrate in Argentina nei confronti dei cosiddetti “desaparecidos”. Ovvero tutti coloro che, durante i regimi dittatoriali sudamericani, sono stati arrestati con capi di imputazione molto vaghi (motivi politici o, in molti altri casi, semplicemente accusati di avere compiuto attività anti governative). Di molti di loro in seguito si perse ogni traccia e, da qui, la definizione “desaparecidos” che in spagnolo significa appunto “persone fatte scomparire”. Ricevuta dal Sindaco Sergio Paolucci e dalla sua Giunta, la testimonianza di Alicia Schiavoni è stata particolarmente toccante perchè lei stessa è stata coinvolta in prima persona dalle ingiustizie perpetrate dal regime argentino. Il fratello di Alicia, Edoardo Josè Schiavoni, è stato infatti imprigionato nel 1977 per poi morire dopo tre anni di carcere, segnato dalle percosse e dalle torture subite in galera. Alicia, che si è detta emozionata per quella che è stata la sua prima visita nella terra dei suoi antenati, ha testimoniato la sofferenza vissuta dalla sua famiglia per quanto accaduto al fratello, uno delle migliaia di persone fatte sparire dal regime, deportate in campi di concentramento e in centri di detenzione clandestini e torturate. Il Sindaco Sergio Paolucci ha manifestato la vicinanza sua e di tutta Potenza Picena alla famiglia Schiavoni e, più in generale, a tutte le persone che hanno vissuto le medesime sofferenze. Alicia Schiavoni è molto attiva sul fronte dell’informazione e della sensibilizzazione al fenomeno dei desaparecidos. Tra le altre cose è stata anche curatrice della versione italiana del libro “Memoria del buio”, racconto tutto al femminile sulla “notte” della dittatura argentina, documento importante che raccoglie le testimonianze di 112 donne imprigionate in Argentina fra il 1974 e il 1983.



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