Mafia, controlli cantiere A14 Pesaro contro infiltrazioni
Un’articolata operazione di controllo interforze, dopo quella effettuata il 21 giugno 2011, si è svolta lungo tutta la giornata di nel cantiere dei lavori di costruzione della terza corsia dell’autostrada A14 (in corrispondenza della galleria Novilara direzione sud).
L’operazione è stata fortemente voluta dal prefetto Visconti, sensibile ad istanze provenienti sia dalle organizzazioni sindacali sia dalle associazioni di categoria del settore edile, che avevano evidenziato l’esigenza di verifiche in tale ambito.
Il prefetto ha applicato la recente normativa che ha ampliato i poteri dei prefetti di disporre l’accesso dei gruppi interforze ai cantieri di grandi opere pubbliche, per monitorare l’effettivo assetto delle ditte operanti nei cantieri per i lavori di lungo l’autostrada A14 sia nell’ottica dellaprevenzione e controllo del rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti, sia della verifica del rispetto delle condizioni di sicurezza sul lavoro, dell’osservanza dei contratti di lavoro e delle norme previdenziali e assicurative.
Quello dell’accesso ai cantieri di grandi opere pubbliche è uno egli strumenti più efficaci per prevenire infiltrazioni mafiose nel tessuto economico di un territorio e mira a tutelare non solo gli enti pubblici appaltanti ma le stesse imprese che vincono legittimamente gli appalti, nella maggior parte dei casi ignari della possibilità che imprese alle quali fanno eseguire parti più o meno importanti delle opere sulla base di contratti subordinati siano collegate a vario titolo col mondo criminale.
Un ‘pool’ di esperti delle Forze di polizia analizzerà i dati raccolti, riscontrandoli successivamente con i libri contabili delle ditte appaltatrici e le varie banche dati. Il fine è quello di verificare che ditte riconducili in qualche modo alla criminalità organizzata di tipo mafioso, celandosi dietro società non sospette, non stiano svolgendo in effetti lavori nell’ambito della costruzione della terza corsia dell’autostrada, mediante subappalti non autorizzati, noleggi ‘a freddo’ di macchinari ed utilizzo di manodopera, in genere proveniente da regioni ‘a rischio’, solo fittiziamente alle dipendenze di imprese serie ma realmente pagati da ditte collegate ad organizzazioni criminali.