Civitanova Wine Festival
Il palcoscenico dei vini marchigiani
40 produttori e 120 etichette in passerella all'Ente Fiera il 14 e 15 aprile

Il comitato organizzatore di Enogastronomia.it con il sindaco Massimo Mobili e l'assessore Sergio Marzetti
di Gabriele Censi
Il vino marchigiano ha un nuova passerella regionale con la prima edizione del Civitanova Wine Festival. Sabato e domenica prossima all’ente Fiera 40 produttori con 120 etichette in vetrina. Protagonista il vino con degustazioni, momenti culinari ed anche delle verticali (assaggi di almeno 6 diverse annate dello stesso vino) che si svolgeranno al Lido Restaurant con esclusive per il Festival come ad esempio una Lacrima di Morro d’Alba del ‘91 della Cantina Stefano Mancinelli. Spazio dedicato alle rubriche nell’Arena-Wine con Carlo Cambi, giornalista enogastronomico, che incontra il presidente del consorzio Colli Maceratesi Sergio Sgarbi e gli enologi Roberto Potentini, Giancarlo Soverchia e Giovanni Basso. I temi saranno: “Il Verdicchio, il più grande bianco italiano”, poi il confronto “Ribona contro Passerina” e “Verdicchio contro Pecorino” (due bianchi maceratesi/anconetani contro due fermani/ascolani), ancora un approfondimento sulla “D.o.c. Colli Maceratesi, un vino da scoprire”, tutti i segreti del “Maceratino” un vitigno sconosciuto che si trova solo su 100 ettari nella provincia di Macerata, difficile da lavorare ma che può dare grandi soddisfazioni. Si parlerà anche di un mercato ancora non saturo su cui puntare ovvero “I rosati, evoluzioni ed interpretazioni”, solo da 10 anni si producono rosati nelle Marche seguendo le tecniche francesi. Insomma il meglio della viticoltura marchigiana per un appuntamento che mancava e promette molto per il futuro enologico della nostra regione.

Un momento di Degustando sotto le stelle, manifestazione della scorsa estate organizzata sempre da enogastonomia.it
La presentazione stamattina a palazzo Sforza nella sede comunale con il sindaco di Civitanova Massimo Mobili, l’assessore Sergio Marzetti e Mosè Ambrosi presidente di Enogastronomia.it che organizza l’evento. “L’idea del Festival -spiega Ambrosi- nasce dalla volontà di promuovere esclusivamente i prodotti enologici d’eccellenza “made in Marche” coinvolgendo operatori di settore, enologi importanti, importatori europei e tutti gli enogastronauti interessati a capire ed a degustare i vini autoctoni”. L’obiettivo è incrementare il consumo di vino marchigiano nella Regione Marche: “Ho notato –prosegue l’organizzatore dell’evento- che in qualsiasi ristorante nel resto d’Italia prima propongono i vini locali, e poi quelli delle altre regioni, da noi accade il contrario. Siamo i migliori come tecnici nella qualità della produzione ma dobbiamo migliorare nella capacità di vendita”. Il sindaco ha ricordato che il festival patrocinato dal Comune ha una rilevanza oltre che per gli addetti ai lavori anche per la promozione turistica di un intero territorio: “Il vino è il primo prodotto per qualità e valore economico nel settore agricolo ed è quello che attira di più i giovani”
Appuntamento dalle ore 15.00 alle 23.00 di sabato 14 aprile e dalle 10.00 alle 22.00 di domenica 15 aprile. Il programma completo su http://www.civitanovawinefestival.it
Un altro fenomeno sul quale bisogna richiamare l’attenzione dei cittadini consapevoli, è quello della mortalità per alcoolismo. Non vorrei, a questo punto, che gli organizzatori del recente Congresso antiproibizionista temessero alcunché dalle mie parole. Io, non solo non credo all’astinenza assoluta; penso, anzi, che, se ragionevoli dosi di alcool avessero fatto molto male al genere umano, a quest’ora l’umanità sarebbe scomparsa o quasi, perché liquidi fermentati si bevono fin dai tempi preistorici. Però non vi è dubbio che in Italia si comincia a bere troppo egregiamente. Il Mortara, nelle sue «Prospettive economiche» ci fa sapere che l’Italia ha 3 milioni di ettari dedicati a vigna; un milione di più di quello che non ne abbiano la Francia e la Spagna, che sono, come sapete, paesi produttori mondiali di vino.
I morti per alcolismo non sono una cifra eccessiva; si va da 664 nel 1922 a 1.315 nel 1925; e i quozienti più alti sono nelle Marche, nella Liguria, nel Veneto, nell’Umbria, nel Piemonte, negli Abruzzi, nell’Emilia.
Qui si è affacciato il problema della riduzione degli spacci, che erano moltissimi: 187.000 osterie in Italia! Ne abbiamo chiuse 25.000, e procederemo energicamente in questa direzione anche perché noi lo possiamo fare. Siccome noi, probabilmente, non avremo più occasione di sollecitare voti dagli osti e dai loro clienti, come accadeva durante il Medio-Evo democratico-liberale, possiamo permetterci il lusso di chiudere questi spacci di rovinosa felicità a buon mercato.
(B. Mussolini, Discorso dell’Ascensione, 26 Maggio 1927)