Recanati e l’Europa celebrano Leopardi

Giacomo e Tolstoj, si delinea un percorso comune. Grande protagonista del recital Paola Pitagora con le musiche di Chopin

- caricamento letture

giacomo-leopardidi Maurizio Verdenelli

“Addio Totonno, non veggo più luce”. Le ultime parole di Giacomo, l’addio ad Antonio Ranieri a Napoli il 14 giugno 1837, sono risuonate con pathos e drammatica suggestione a chiusura del recital di Paola Pitagora (al piano Marco Sollini) nell’orto-giardino del Colle dell’Infinito rischiarato dalle fiaccole, nel 213. anniversario della nascita del poeta. Un recital –“Esilio tra ricordo e sogno”- che è stato anche un omaggio al 150° anniversario dell’Unità d’Italia ricordando a Recanati due grandi figure ‘leopardiane’ che non ci sono più: Franco Foschi, presidente del Centro Studi e la contessa Anna Leopardi. In rappresentanza del primo (da qualche anno) Fabio Corvatta, presidente di recente confermato, e per la contessa scomparsa nel settembre scorso, così come nel 2010 quando l’incedere della malattia non le consentì di presiedere all’anniversario, il figlio Vanni e la nipote Olimpia.

Colle dell’Infinito strapieno (in prima fila il sindaco Fiordomo) in una serata calda e magica. ‘Assente’ solo la luna ‘leopardiana’ per un recital che ha visto una protagonista assoluta: Paola Pitagora, per la terza volta a Recanati, una delle interpreti della poesia di Giacomo più apprezzata da Anna Leopardi, come ha ricordato in apertura la presentatrice Tiziana Bonifazi. Un recital che si è avvalso di una colonna sonora eccezionale: quella di Fryderyk Chopin. “Il poeta del pianoforte, morto anch’egli giovane come Leopardi a 39 anni e come Leopardi legato alla sua terra d’origine” ha ricordato la Bonifazi. L’apertura all’Europa a pochi giorni dal riconoscimento internazionale, a Craiova, in Romania per Corvatta: a lui nel corso di un incontro con intellettuali da tutto il mondo è stato consegnato il premio Eminescu per il ruolo di promotore della cultura italiana a livello internazionale che il CNSL sta svolgendo nel nome di Leopardi. Apertura ribadita nell’anniversario del poeta con lo sguardo rivolto non solo alla Polonia di Chopin ma pure alla Russia di Tolstoj nell’anno della Cultura russa ed italiana. L’internazionalizzazione della Poetica di Giacomo rappresenta, con forza, il secondo elemento identificativo, dopo il tributo all’Unità d’Italia, delle celebrazioni 2011 organizzate dal CMP (Centro mondiale della Poesia, presieduto da Fabiana Cacciapuoti) dal Comune di Recanati, dal Centro Studi e con il contributo dell’associazione Marche Musica.

Anche la Spagna è stata fortemente presente con la consegna del premio “Leopardi” a Maria de las Nieves Muniz Muniz, ordinario di Filologia italiana all’Università di Barcellona. “Leopardi e la modernità” è stato il tema della conferenza che la docente ha tenuto, nel pomeriggio nell’aula magna del palazzo comunale. Un evento prodromico a quello, di grande intensità, della sera con una scelta poetica che si deve interamente alla Pitagora, autrice ed interprete in teatro, qualche anno fa, di “Caro Giacomo”, indimenticabile monologo incentrato sulla figura di Paolina. E se nell’anniversario dell’unità non poteva mancare “All’Italia”,  nel recital aperto da “L’Infinito” c’è stato posto per la bellissima lettera da Pisa scritta da Leopardi alla sorella. La città toscana era amata dal poeta che tuttavia continuò ad avere sempre nel cuore Recanati, “centro terribile della sua esistenza” (Pietro Citati). I riferimenti al critico e al Giordani hanno fatto da contrappunto all’interpretazione poetica accompagnata soprattutto dalle mazurche di Chopin: la poesia fu una delle prime e più grandi passione del poeta che così ne parlava a Pietro Brighenti. Paola Pitagora ha letto all’interno di una scaletta benissimo articolata “A Silvia”, “Le ricordanze”, “Il passero solitario”, “Ad Arimane”, “La sera del dì di festa”, “A se stesso”. E per attenuare la drammaticità dell’addio al Ranieri, un finale bis: “Il primo amore”.

Le celebrazioni non terminano tuttavia qui. Ricordando “Leopardinfinito” (16 luglio, ore 21, Colle dell’Infinito) a cura del Minimo Teatro diretto da Maurizio Boldrini, dal 1. luglio via all’inedito binomio Leopardi-Tolstoj nell’Anno della Cultura della lingua russa in Italia e della Cultura e lingua italiana in Russia. Venerdì, ore 21, all’aula magna del comune conferenza del prof. Nikolaj Kotrelev su “Tolstoj e il respiro dell’eternità”. Corposo finale, sabato. Alle ore 19, s’inaugura la mostra “Leopardi-Tolstoj: il respiro dell’anima” nelle cantine storiche di Palazzo Leopardi (care alla contessa Anna che quel luogo aveva promosso per valorizzare ancora di più il suo diletto Giacomo) e alle ore 21, in teatro, “Leopardi verso Tolstoj. Riflessioni in musica …ad alta voce” (al pianoforte Lorenzo Di Bella, Sergio Carlacchiani, voce recitante”).

Tolstoj e Leopardi, due grandi poeti, dunque, divisi solo dalla diversa fortuna con l’altro sesso. Il russo aveva un feeling che mancò al recanatese. “Tuttavia i Grandi –disse qualche anno fa Umberto Eco al conte Vanni, dopo una corrispondenza su L’Espresso – devono essere valutati solo in base alle loro opere non per la vita privata”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X