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Maltempo, la conta dei danni:
Porto Recanati, Recanati, Sarnano e Treia
sono i Comuni più colpiti

Tra le province marchigiane quella di Macerata ha subito le conseguenze più gravi (oltre 125 milioni di euro). Spacca ha incontrato Letta
mercoledì 9 marzo 2011 - Ore 19:20 - caricamento letture
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Porto Recanati allagata

 

La stima dei danni prodotti dall’alluvione nelle Marche e’ di 462.731.825,44 euro cui andranno aggiunti quelli all’agricoltura, ancora in fase di valutazione. La somma figura nel rapporto consegnato dal governatore Spacca al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.

E’ la somma delle spese documentabili per gli interventi condotti nella fase dell’emergenza, le spese stimate per la riparazione danni segnalati dalle Province a infrastrutture e beni di proprietà, e dai Comuni, che hanno valutato anche i danni subiti da privati e imprese (escluse quelle del settore agricolo e la pesca).
Nella graduatoria del disastro le province di Macerata e Fermo procedono quasi appaiate: con 125.743.064 euro totali la prima, e 118.194.054 la seconda. Al terzo posto c’e’ Ascoli Piceno, con 93.190.000 euro, seguita da Ancona, 65.654.745 euro. In fondo alla tabella Pesaro Urbino con 59.949.961 euro di danni causati più dalla neve che dalla pioggia.

Nelle tabelle che ogni Comune ha elaborato e consegnato alla Regione, spicca il caso Ascoli Piceno che ha segnalato 12 milioni di euro di danni a beni immobili e infrastrutture comunali, e 20 milioni di danni alle attivita’ produttive. Nel Maceratese Porto Recanati indica un danno al patrimonio comunale pari a 8,5 mln, 4 mln per i privati, e 3,5 mln per le imprese; poco sotto Recanati, con 8 mln di danni a strade ed edifici comunali. Sarnano e Treia superano i 3,5 mln di danni al solo patrimonio comunale, 2,9 mln Civitanova Marche, 2,1 mln il Comune di Macerata.

Allagamenti nel Maceratese (foto Picchio)

In provincia di Fermo e’ di ben 7,8 milioni di euro il bilancio del disastro per il comune di Sant’Elpidio a Mare, con 4,8 mln di danni lamentati dai privati, che si sono ritrovati l’acqua dell’Ete e il fango in casa, e 3,5 mln per i laboratori e imprese artigianali della zona, quasi tutte del calzaturiero.

Questo e’ anche il comune che all’alluvione ha pagato soprattutto il prezzo di due vite umane, nella frazione di Casette d’Ete. Arriva a 4,2 mln il bilancio del Comune di Montegranaro, una somma che schizza a 6,5 mln per i danni alle imprese, mentre 4,5 mln li segnala Servigliano (strade ed edifici del Comune) e 3,9 mln Monte Urano.

In provincia di Ancona e’ il Comune di Senigallia a guidare la lista, con 5,5 milioni di danni al proprio patrimonio, 3,4 mln a quello delle imprese e 2,3 per i privati. Poi ci sono Arcevia, con 3,4 mln di danni solo per i beni comunali, Falconara marittima (3,2 mln) e Osimo (3 mln di danni per il Comune), gia’ alluvionata nel 2006. Sarebbero pari a 500 mila euro i danni contabilizzati dalle aziende dell’Osimano, come per quelle di Falconara marittima. Ancona capoluogo segnala un milione di euro di danni alle attivita’ produttive, e 500 mila euro sia per le infrastrutture sia per i privati.

La Provincia di Pesaro Urbino oscilla fra i 5,7 milioni di euro di danni a strade e beni del Comune di Pergola, i 2 mln di Cantiano, 1,8 mln di Fossombrone, e 1,5 milioni di Urbino. In quest’area della regione, i danni a edifici privati e aziende non oltrepassano mai i 500 mila euro. Qui sotto la tabella riassuntiva provincia per provincia, diffusa dalla Regione Marche.

***

Il decreto per la dichiarazione di stato di emergenza per le Marche e le altre regioni colpite dal maltempo sarà portato all’attenzione del Consiglio dei ministri già domani. Lo ha assicurato il sottosegretario Gianni Letta al governatore Spacca.
Il presidente ha anche espresso i dubbi della Regione sull’applicazione della tassa di scopo, introdotta dal decreto Milleproroghe, e annunciato che la Regione chiederà un parere sul punto ad alcuni costituzionalisti.

Il presidente della Regione ha incontrato questo pomeriggio a Palazzo Chigi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e il capo della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli, per discutere delle misure urgenti e della ricostruzione da avviare in seguito agli eventi alluvionali dei primi di marzo.

“L’eccezionale ondata di maltempo, che ha provocato tre vittime – ha detto Spacca – ha colpito distretti industriali tra i più importanti in Italia e nel mondo, come quello del cappello e della calzatura, aziende agricole, attività artigianali, famiglie. L’immediata dichiarazione dello stato di emergenza è dunque fondamentale per poter attuare da subito gli interventi più urgenti. Apprezziamo l’impegno formale del Governo in questo senso e la vicinanza dimostrata in questo difficile momento per la comunità marchigiana”.

 



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