I sindacati ai Comuni:
“Niente tagli
alle fasce deboli”

I bilanci di previsione 2011

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TAVOLO

di Lucia Paciaroni

Tagli dove c’è bisogno di farli e non sulle fasce deboli. E’ per questo che Cgil e Cisl hanno chiesto, nei giorni scorsi, un confronto con i Comuni per discutere i contenuti dei bilanci di previsione 2011 e le scelte da compiere, inevitabili conseguenze della riduzione delle risorse dovuta alla Manovra estiva e alla Legge di Stabilità.
Previsti già incontri con Macerata ed Esanatoglia. Cgil e Cisl ritengono imprescindibile un dialogo sui temi del welfare, fisco locale, tariffe, organizzazione dei servizi pubblici e contenimento dei costi delle amministrazioni.

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“I tagli non devono riguardare la spesa sociale, come scuole, mense o trasporti, e non devono comportare aumenti delle tariffe. Vogliamo che si investa con fondi anti crisi per le famiglie in difficoltà, che hanno subito licenziamenti o la cassa integrazione” spiega Aldo Benfatto, Segretario Generale Cgil Macerata. E aggiunge: “Chiediamo che si tenga conto dell’Isee, prevedendo una forte lotta all’evasione fiscale”.
Cgil e Cisl insistono sul taglio di spese come alcune consulenze e sottolineano il pericolo dell’incremento degli appalti.
“In tre anni, per le Marche, è prevista una riduzione di 400 milioni di euro, 148 il primo anno. Si prevede un taglio di 24 milioni sulla spesa sociale – dice Marco Ferracuti, Segretario Generale Cisl Macerata, che ha sottolineato le pesanti conseguenze a cui andranno incontri settori importanti come le politiche sociali.
“E’ necessaria una forte e concreta concertazione – aggiunge Dino Ottaviani, Segretario Generale Pensionati Cisl – Devono essere poste al centro le persone più deboli e c’è bisogno di un confronto continuo per affrontare questa emergenza”.

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Parla del rischio di “degrado umano e sociale”, Antonio Marcucci, Segretario SPI Cgil, che dice: “Con la manovra economica a pagare sono le famiglie, i pensionati e i lavoratori. Bisogna battere altre strade, come la lotta all’evasione fiscale, tagliare dove bisogna tagliare, senza prevedere aumenti delle tariffe”.
Alessandro Moretti, responsabile enti locali funzione pubblica Cisl, analizza i tagli al personale, i problemi del turn over con rapporto 1 a 5, quindi una sostituzione ogni 5 collocamenti a riposo, i divieti di coprire posti vacanti e ribadisce il rischio “della corsa agli appalti, gli enti locali appalteranno al privato quello che prima era pubblico. Nonostante i tagli, non cambiano gli obblighi, come la gestione delle case di riposo e asili nido”.

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Posizioni ribadite da Roberto Bedetta, della segreteria funzione pubblica Cgil: “Andremo negli enti locali per non far ridurre i servizi alla persona. E’ opportuno discutere sulle spese inutili, come il massiccio ricorso alle consulenze esterne”.

Laura Raccosta, delegata Terzo Settore Cisl funzione pubblica fa riferimento alle comunità di minori e alle case di riposo: ”Non sono tante e alcune di quelle che c’erano hanno già chiuso, come a Pioraco e a Camporotondo di Fiastrone. C’è poi poca cura nella formazione, con personale costretto a pagarsi da solo i corsi”.

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